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SULL’USCITA DALLO STATO DI MINORITÀ E SULLO SPIRITO CRITICO, OGGI. "X"- FILOSOFIA. LA FIGURA DEL "CHI": IL NUOVO PARADIGMA.

DAL "CHE COSA" AL "CHI": NUOVA ERMENEUTICA E NUOVO PRINCIPIO DI "CARITÀ"! DELLA TERRA, IL BRILLANTE COLORE. Una nota di Eleonora Cirant (e altri materiali).

"Il libro di Federico La Sala offre un punto di vista raro. Quello di un pensiero maschile che osserva e riflette e su alcuni pilastri del pensero filosofico occidentale in modo non neutro (...)".
domenica 10 maggio 2026
Della Terra, il brillante colore
2013, nov 27*
Della Terra, il brillante colore
Il libro di Federico La Sala offre un punto di vista raro. Quello di un pensiero maschile che osserva e riflette e su alcuni pilastri del pensero filosofico occidentale in modo non neutro ma a partire dal riconoscimento della propria parzialità - di individuo e di genere.
Il libro si compone di più saggi che affondano nel profondo delle nostre radici culturali come “carotaggi” a campione. La (...)

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>DELLA TERRA, IL BRILLANTE COLORE. --- AGRICOLTURA E "DENDROLOGIA": CON DANTE E MACHIAVALLI, A MEGLIO "PIANTARE" L’ALBERO DI PORFIRIO!

mercoledì 5 novembre 2025

LA QUESTIONE DELLO STATO NELLA VITA E NELLA RIFLESSIONE DI MACHIAVELLI, UN PROBLEMA DI FILOLOGIA CRITICA E DI DENDROLOGIA FILOSOFICA...

CONTROLLARE IL TAGLIO DEL BOSCO, PRANZARE CON LA PROPRIA BRIGATA, E GIOCARE ALL’OSTERIA, E NON DIMENTICARE LA LEZIONE DI DANTE ALIGHIERI E L’IMPORTANZA DELL’OPERA DI PORFIRIO ("ISAGOGE") E DEL SUO "ALBERO PORFIRIANO".

COSI’ MACHIAVELLI SCRIVE E RICORDA NEI SUOI "DISCORSI": "(...) gli regni i quali dipendono solo dalla virtù d’uno uomo, sono poco durabili, perché quella virtù manca con la vita di quello e rade volte accade che la sia rinfrescata con la successione, come prudentemente Dante dice: Rade volte discende per li rami /L’umana probitate; e questo vuole / Quel che la dà, perché da lui si chiami[Pg. VII, 121-123].
-  Non è, adunque, la salute di una republica o d’uno regno avere uno principe che prudentemente governi mentre vive; ma uno che l’ordini in modo, che, morendo ancora, la si mantenga. (...)" (“Discorsi”, Libro I, cap. XI).

A COMPRENDERE MEGLIO IL SENSO DI QUESTA CITAZIONE DALLA "DIVINA COMMEDIA", FORSE, E’ OPPORTUNO RILEGGERE E RICONSIDERARE QUANTO MACHIAVELLI SCRIVE A FRANCESCO VETTORI NELLA LETTERA DEL 10 DICEMBRE 1513:

      • "[...] Io mi lievo la mattina con el sole, e vòmmene in un mio bosco che io fo tagliare, dove sto dua ore a rivedere l’opere del giorno passato, e a passar tempo con quegli tagliatori, che hanno sempre qualche sciagura alle mani o fra loro o co’ vicini. E circa questo bosco io vi harei a dire mille belle cose che mi sono intervenute [...] Partitomi del bosco, io me ne vo ad una fonte, e di quivi in un mio uccellare. Ho un libro sotto, o Dante o Petrarca, o uno di questi poeti minori, come Tibullo, Ovidio e simili: leggo quelle loro amorose passioni, e quelli loro amori ricordomi de’ mia: gòdomi un pezzo in questo pensiero.
        -  Transferiscomi poi in sulla strada, nell’hosteria; parlo con quelli che passono, dimando delle nuove de’ paesi loro; intendo varie cose, e noto varii gusti e diverse fantasie d’huomini. Viene in questo mentre l’hora del desinare, dove con la mia brigata mi mangio di quelli cibi che questa povera villa e paululo patrimonio comporta.
        -  Mangiato che ho, ritorno nell’hosteria: quivi è l’hoste, per l’ordinario, un beccaio, un mugnaio, dua fornaciai. Con questi io m’ingaglioffo per tutto dí giuocando a cricca, a trich-trach [...]. Cosí, rinvolto in tra questi pidocchi, traggo el cervello di muffa, e sfogo questa malignità di questa mia sorta, sendo contento mi calpesti per questa via, per vedere se la se ne vergognassi.Venuta la sera, mi ritorno a casa ed entro nel mio scrittoio [...]" (cfr. Niccolò Machiavelli, "Lettera a Francesco Vettori").

FATTA QUESTA LUNGA "PREMESSA", A MIO PARERE, APPARE MOLTO PIU’ CHIARO IL MOTIVO DELL’IMPORTANTE RUOLO GIOCATO NEL RAGIONARE SUL TEMA "DE PRINCIPATIBUS" ("IL PRINCIPE", 1513) LA CONOSCENZA DA PARTE DI MACHIAVELLI DELL’OPERA DI PORFIRIO E DELLA STRUTTURA DELL’ALBERO PORFIRIANO:

      • "Una precisa influenza dell’arbor Porphyrii appare con particolare chiarezza soprattutto nella struttura della prima metà del Principe, allorché due oggetti complessi - i principati e gli eserciti - vengono inquadrati in tutte le loro possibili articolazioni (e dunque definiti) applicando a essi proprio il metodo dialettico della partitio [...]
        -  [...] Una quarantina di alberi per ventiquattro capitoli. Se i numeri significano qualcosa, non ci vuole molto a concludere che senza di essi - semplicemente - non ci sarebbe il Principe, o che sarebbe molto diverso dal libro che oggi conosciamo. [...]"(cfr. G. Pedullà, "Il principe di Niccolò Machiavelli. Una nuova edizione annotata e commentata", "Le parole e le cose", 29 luglio 2022).

NOTE:

      • B) RIFARE IL PUNTO SULLA UGUAGLIANZA E LA DIFFERENZA DEGLI ESSERI UMANI (E DI TUTTE LE COSE): UNA NOTA SULL’ HAMLETICO "NODO DI GORDIO" DI #ANTROPOLOGIA (GINECOLOGIA E ANDROLOGIA), #ANATOMIA (MASCHILE E FEMMINILE), #FILOLOGIA (FEMMINCIDIO E OMICIDIO), E #FISICA #ATOMICA E #FISICAQUANTISTICA - DA #SCIOGLIERE...

      • Un omaggio alla memoria di #Euclide, di #DanteAlighieri, #ImmanuelKant, #WilhelmHumboldt, Hermann #Helmholtz, #MilevaMarić #Einstein, #FrancaOngaro #Basaglia...

      • Considerato, come esortava a riflettere uno "de’ più arditi e di maggiore esperienza" degli operai tessili del tumulto dei cosiddetti “#ciompi”, come venivano chiamati i cardatori della lana nella Firenze medievale, nel 1378), che "tutti gli uomini, avendo avuto uno medesimo principio, sono ugualmente antichi, e da la natura sono stati fatti ad uno modo" (Niccolò #Machiavelli, "Istorie fiorentine", Libro III, cap. 13), e, ancora, come sollecitava a pensare e a prendere atto il medico #GiovanniValverde, nella Roma di #Michelangelo Buonarroti, che anche le #Donne hanno «i #testicoli, come gli uomini; e che non solo sopportano il travaglio di nutrire la creatura dentro suoi corpi, come si mantiene qual si voglia altro #seme nella #terra, ma che anche vi pongono la sua parte [...] Dico adunque che le Donne non meno hanno testicoli, che gli huomini, benche non si veggiano per esser posti dentro del corpo» (cfr. Giovanni Valverde, "Anatomia", cap. 15: «De Testicoli delle donne», Roma 1560, p. 91), non è il caso di cambiare rotta e paradigma, a tutti i livelli), e chiarirsi le idee sul conoscer-si e sul #comenasconoibambini?! Se non ora, quando?! Bah e boh?! (#4novembre 2025).

Federico La Sala


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