STORIA E FILOLOGIA ANTROPOLOGICA DELL’USO DEL "#NOI": "IL #SECONDO SESSO" (#SIMONEDEBEAUVOIR, 1949), UNA #CRITICA DELLA #COSMOTEANDRIA PLATONICO-PAOLINA ED HEGELIANA.
"A CONTI FATTI", SU QUANTO #SIMONE_DE_BEAUVOIR SCRIVE NEL 1972, NELLA SUA OPERA, E, SUL SUO STESSO PERCORSO DI VITA INTELLETTUALE, E’ POSSIBILE CONDIVIDERNE IL SENSO:
A BEN RIFLETTERE (E A BEN RICORDARE), CON LEI E LE PAROLE DEL SUO STESSO COMMENTO E’ DA DIRE CHE, GIÀ DAL 1949 , CON LA PUBBLICAZIONE DEL SUO LAVORO INTITOLATO "IL SECONDO SESSO", DE BEAUVOIR HA CONTRIBUITO A "BONIFICARE" IL #CAMPO ANTROPOLOGICO-CULTURALE DALLA «"STUPIDITÀ"» E OFFERTO UN EPOCALE CONTRIBUTO PER RILEGGERNE LA STORIA.
IL CORAGGIO DI SERVIRSI DELLA PROPRIA INTELLIGENZA E LA LUCIDITA’ DI NON LASCIARSI "IPNOTIZZARE" DALL’«IO CHE E’ NOI» E DAL "NOI CHE E’ IO". In un ’passaggio’ della "Introduzione", considerando che, "a proposito delle donne in uno dei suoi articoli sul «Figaro Littéraire», nel "settembre 1948 Claude Mauriac" [1914-1996] così scriveva: «Noi ascoltiamo con aria (sic!) di educata indifferenza ... la più brillante di loro, sapendo bene che la sua intelligenza riflette in modo più o meno vistoso idee che provengono da noi», Simone de Beauvoir così prosegue e commenta con forte sarcasmo quanto detto dallo scrittore e, con chiarezza, sull’ uso falso e bugiardo del "noi", nell’ambito generale, "generico" e "cattolico", della comunicazione sociale (di ieri, come di oggi):
"[...] anche tra gli uomini ce ne sono alcuni che considerano come proprie certe opinioni create da altri; c’è da domandarsi se C. Mauriac non avrebbe motivo d’intrattenersi con un buon riflesso di Descartes, di Marx, di Gide piuttosto che con se stesso: da notare che con l’equivoco del «noi», egli si identifica con S. Paolo, Hegel, Lenin, Nietzsche e dall’alto della loro grandezza guarda con sdegno al gregge delle donne che osano parlargli su un piede di uguaglianza; veramente ne conosco più d’una che non avrebbe la pazienza di accordare «un’aria di educata indifferenza» al sig. Mauriac" (S. de Beauvoir, "Il secondo sesso", il Saggiatore, Milano 1961, pp. 24-25 ).
A PARTIRE QUANTOMENO DALLE "#EUMENIDI" DI #ESCHILO ("Non c’è nei tempi primitivi rivoluzione ideologica più importante di quella che sostituisce l’agnazione alla filiazione uterina: ormai la madre è ridotta al rango di nutrice, di governante e la sovranità del padre è esaltata; egli detiene i diritti e li trasmette") E, AL CONTEMPO E UNITARIAMENTE, DALLE STESSE "STRUTTURE ELEMENTARI DELLA PARENTELA" (ALL’EPOCA, COME E’ RICORDATO IN UNA NOTA, CLAUDE LEVI-STRAUSS LE MISE A DISPOSIZIONE LE BOZZE GIA’ PRONTE DELLA SUA TESI), NON RESTA CHE RIPRENDERE IL FILO ANTROPOLOGICO DEL CAMMINO FATTO, IMPARARE A ORIENTAR-SI NEL PENSIERO (E NELLA REALTA’) E PORTARSI OLTRE L’ORIZZONTE TRAGICO DELLA RAGIONE DIALETTICA....