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SULL’USCITA DALLO STATO DI MINORITÀ E SULLO SPIRITO CRITICO, OGGI. "X"- FILOSOFIA. LA FIGURA DEL "CHI": IL NUOVO PARADIGMA.

DAL "CHE COSA" AL "CHI": NUOVA ERMENEUTICA E NUOVO PRINCIPIO DI "CARITÀ"! DELLA TERRA, IL BRILLANTE COLORE. Una nota di Eleonora Cirant (e altri materiali).

"Il libro di Federico La Sala offre un punto di vista raro. Quello di un pensiero maschile che osserva e riflette e su alcuni pilastri del pensero filosofico occidentale in modo non neutro (...)".
venerdì 9 ottobre 2026
Della Terra, il brillante colore
2013, nov 27*
Della Terra, il brillante colore
Il libro di Federico La Sala offre un punto di vista raro. Quello di un pensiero maschile che osserva e riflette e su alcuni pilastri del pensero filosofico occidentale in modo non neutro ma a partire dal riconoscimento della propria parzialità - di individuo e di genere.
Il libro si compone di più saggi che affondano nel profondo delle nostre radici culturali come “carotaggi” a campione. La (...)

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> DAL "CHE COSA" AL "CHI" --- SHAKESPEARE, LA "GUERRA DI TROIA", E LA “RIPRESA” DELLA MEMORIA OMERICA DELLA SOVRANITA’ DEL SOLE.

domenica 30 agosto 2026

P. S. 4 - TEATRO (STORIA) E METATEATRO (METASTORIA): IN “TROILO E CRESSIDA” (1601), LA “RIPRESA” DELLA MEMORIA OMERICA DELLA SOVRANITA’ DEL SOLE?!

      • [Una nota a margine ( e in omaggio”) alla sollecitazione a riflettere sul tema del libro di Simone Regazzoni (“Platone nella Silicon Valley. Anima, corpo, Intelligenza Artificiale” ) e della recensione di Alfredo Gatto ( “L’apocalisse del nostro tempo. Un corpo a corpo con la macchina”, “Le parole e le cose”, 9 giugno 2026).] *

SHAKESPEARE (“ULISSE”), NELLA “GUERRA DI TROIA” DEL SEICENTO #EUROPEO, NON RIPRENDE LA “LEZIONE” DI GIORDANO BRUNO SULLA NECESSITA’ DI UNA RIFORMA “COSMOLOGICO-POLITICA”, DELLA RIVOLUZIONE COPERNICANA (“LO SPACCIO DELLA BESTIA TRIONFANTE”, 1584 )?!

Un “invito alla lettura” del discorso del re di Itaca, Ulisse (“Troilo e Cressida”, Atto I - SCENA III. Il campo greco. - Dinanzi alla tenda di Agamennone):

      • “ULISSE Agamennone, illustre generale, nerbo e colonna della Grecia, cuore, anima e mente dell’intero esercito, centro dove si uniscono e debbono fondersi tutti i caratteri, tutte le volontà, odi quello che dice Ulisse. Prima d’ogni altro, debbo approvare l’aringa di voi entrambi, di voi, re dei Greci, di voi, venerabile per un secolo di vita.
      • I discorsi di Agamennone dovrebbero essere incisi nel bronzo, e tenuti sotto gli occhi di tutti dalla mano di Agamennone da un lato, e dall’altro da quella della Grecia; e l’antico Nestore, cui la bianca barba e i bianchi capelli fan somigliare ad una figura effigiata sull’#argento, potrebbe colla sua lingua eloquente, e coll’esperienza sua avvincere indissolubilmente i cuori di tutti gli Elleni. Nondimeno col beneplacito di tutti e due voi, di voi, potente re, e di voi, saggio vecchio, degnatevi ascoltare Ulisse.

      • AGAMENNONE Parla, principe d’Itaca; noi siam certi che tu non favelli che per trattar temi della più alta importanza.

      • ULISSE Troia, che ancora ci resiste sarebbe crollata e la spada del grand’Ettore non avrebbe più signore, senza le cose di cui vi parlerò. I diritti dell’autorità fra noi sono stati dispregiati: mirate quante tende greche vennero erette sopra questa pianura, e con esse contate altrettante fazioni. Allorchè quella del duce supremo non somiglia all’arnia, a cui venir debbono tutte le pecchie disperse pei campi, qual miele v’è a sperare? Quando la distinzione dei gradi è sconosciuta, l’ultimo degli uomini sembra eguale al primo.
      • I Cieli stessi, le stelle e questo globo, centro dell’#universo, osservano certe leggi, seguono un ordine invariabile. In virtù di tale ordine, il sole, pianeta glorioso che siede in #trono, splende qual re fra gli altri pianeti che lo circondano, e il suo occhio benefico corregge le malefiche influenze che pioverebbero, e governa senza ostacolo le buone e le cattive costellazioni. Ma allorchè gli astri turbati e confusi errano in disordine, quante pesti, quanti spaventosi flagelli!
      • Qual sedizione allora per l’universo! La violenza si erige in diritto, o piuttosto il giusto e l’ingiusto perdono i loro nomi, e tutto s’arma di potere; il potere s’arma di volontà, la volontà di passione, e la passione, tigre insaziabile, assecondata così dal potere e dalla volontà, strugge necessariamente tutto, e finisce col divorare se stessa. [...]” (W. Skakespeare, "Troilo e Cressida).

Federico La Sala


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