"A EUCHARISTIC ANALOGY" ("UNA EUCHARISTICA ANALOGIA"): UNA INDICAZIONE DI RILETTURA DELL’ #AMLETO DI #SHAKESPEARE E DI RIFLESSIONE SULLA #ANTROPOLOGIA (#CRISTOLOGIA) CONTEMPORANEA (NEL 1700° ANNIVERSARIO DEL PRIMO CONCILIO DI #NICEA, 325).
METTERE IL #DITO NELLA PIAGA è proprio una salutare e salutifera decisione per cominciare a vedere meglio e possibilmente a svegliarsi dal #sonno dogmatico, sulla questione del "#marcio" presente nello "stato di #Danimarca" in cui pericolosamente si "naviga"...
Se si vuole, il richiamo al "#polonio" rimanda al tema "#radioattivo" (su cui è bene riflettere ancora oggi) sulla "essenza" dell’Uomo ("Ecce #Homo") e su quello del suo mangiare, del mangiare l’ #Eucharistia del #CorpusDomini (del "Corpo del Re") e, anche, i pani e dei pesci dell’umana e divina "cucina" (Lc. 9, 11-17); e, anche e fondamentalmente, sollecita a mettere bene in evidenza il legame stretto tra la #sapienza, la #saggezza, e l’essenza stessa del "cristianesimo", la #grazia ("charis") e l’amore stesso ("#charitas") del messaggio evangelico: "l’amor che move il sole e le altre stelle" (Par. XXXIII, 145).
DIVINA COMMEDIA E TEATRO DEL MONDO: "SÀPERE AUDE!". Quando #Kant (1784) riprese le due parole di #Orazio ("sàpere aude"), e, ne fece il motto dell’#illuminismo, di cosa parlava, di quale #coraggio? Come già Shakespeare, forse, non sollecitava cristianamente, a far un buon uso della propria capacità fisica e metafisica di #giudizio?!