COSMOLOGIA, LETTERATURA (EPIGENETICA), IMMAGINARIO, ANTROPOLOGIA CULTURALE E... MEMORIA DEL MONDO.
LA STORIA DI FETONTE ("IL MULINO DI AMLETO"), LA FASCINAZIONE DEL «MALO OCCHIO», E L’OCCHIO RITROVATO A RIACE. Alcuni appunti sul tema...
Queste notizie provengono da una conferenza di Giorgio de Santillana sulla precisione degli antichi nell’osservare i fenomeni celesti: una conferenza che ascoltai in Italia nel 1963 e che ebbe una profonda influenza su di me [...] "( cfr. I. Calvino, Lezioni americane, Garzanti, Milano, 1988, p. 57).
Dico l’idea che nessuna storia e nessun pensiero umani possano darsi se non situandoli in rapporto a tutto ciò che esiste indipendentemente dall’uomo; l’idea d’un sapere in cui il mondo della scienza moderna e quello della sapienza antica si riunifichino [...]
"La sua monumentale opera «Il mulino di Amleto», scritta in collaborazione con una etnologa tedesca (allieva di Frobenius), Herta von Dechend, ha per sottotitolo «Saggio sul mito e sulla struttura del tempo» ed è paragonabile al «Ramo d’oro» di Frazer per la sterminata ricchezza di fonti antropologiche e letterarie che intesse in una fitta rete attorno a un tema comune. [...] (I. Calvino, «Fato antico e fato moderno di Giorgio de Santillana», in Id., "Saggi 1945-1985", Mondadori).1 - "IL MULINO DI AMLETO": "[...] La storia di Fetonte è stata spesso intesa come commemorazione di un qualche grandioso e abbagliante fenomeno celeste, una cometa o una meteora [...] Comunqe sia, ne abbiamo una conferma indipendente nella versione platonica di questa ’crisi’ nel #Timeo (22 c. e). Il sacerdote egizio che parla con #Solone afferma che la leggenda di Fetonte ha «l’aria di una favola: ma la verità è una deviazione [parallasse] dei corpi che ruotano in cielo attorno alla terra, e una distruzione, che avviene a lunghi intervalli di tempo, delle cose sulla terra in una grande conflagrazione». E’ una affermazione chiara, che concorda inoltre con quanto dicono Nonno e #Ovidio, com’è giusto del resto, trattandosi di una tradizione pitagorica: ce lo dice #Aristotele. [...] In Egitto, comunque, Fetonte sbalzato dal cocchio sarebbe stato detto «l’occhio perduto» o meglio, uno degli «occhi perduti». L’occhio andò «perduto» nella cosiddetta «mitica sorgente del Nilo», la sorgente di tutte le acque" (Giorgio de Santillana, Hertha von Dechend, "Il mulino di Amleto. Saggio sul mito e sulla struttura del tempo, Adelphi, Milano 1983, pp. 304-305).
"IL MULINO DI AMLETO" E IL «MALO OCCHIO»): "Indice delle illustrazioni. [...] 52. Il «Malo Occhio» su una mattonella di mosaico romano [...]; 53. Il «Malo Occhio» attorniato da una civetta, un serpente, un cervo, uno scorpione, un cane, un leone, una folgore [...]; 54. Amuleto d’oro proveniente dalla Sicilia raffigurante il «Malo Occhio» attorniato da una lucertola, un cigno, un serpente, un cane, un un leone, un fallo, uno scorpione, una folfore [...]; 55. Il «Malo Occhio» su un amuleto d’oro di Ercolano, attorniato da una folgore, una lucertola, un fallo, uno scorpione, una stella (stella marina?), un elefante, un cigno, un oggetto non identificato, un serpente [...]; 56. Il «Malo Occhio» su una lampada ad olio proveniente da Pompei con corna di toro e scorpione [...] (cfr. op. cit., nuova ed. ampliata, Adelphi 2003).
2) - FASCINAZIONE E MALOCCHIO. Béatrice Delaurenti, "Fascination. Une histoire intellectuelle du mauvais œil (1140-1440)", Paris, Cerf, 2023. ["Fascination. An Intellectual History of the Evil Eye (1140-1440)", Éditions du Cerf, 2023]: "
3) - "ARTE & CULTURA. [...]Reggio di Calabria. Nelle stesse acque in cui furono trovati i Bronzi di Riace è stato ritrovato un manufatto simile a un occhio: l’ipotesi sulla nuova scoperta.
Una nuova scoperta, risalente al mese di agosto del 2023 ma illustrata pubblicamente solo sabato 21 ottobre, potrebbe riaprire il dibattito sui Bronzi di Riace: lo scrittore Giuseppe Braghò ha reso noto di aver ritrovato, proprio nelle stesse acque che restituirono al mondo le due statue greche uniche al mondo, un manufatto bronzeo dalla forma di occhio con iride e pupilla e completo anche di alette di fissaggio. Questo complemento scultoreo potrebbe essere ricondotto a uno dei Bronzi di Riace, anche se la scoperta è ancora al vaglio della Soprintendenza. [...] Il particolare ritrovamento è stato fatto sulla riva a circa 60 metri dal punto esatto in cui 50 anni fa vennero ritrovati i Bronzi di Riace, una scoperta che cambiò la storia. [...]" ("Bronzi di Riace, spunta un "occhio" in mare: la nuova scoperta").