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TERRA!!! TERRA!!! PIANETA TERRA: FILOLOGIA E ’DENDROLOGIA’ (gr.: "déndron" - albero e "lògos" - studio/scienza). L’ALBERO DELLA VITA ...

RIPENSARE L’EUROPA!!! CHE COSA SIGNIFICA ESSERE "EU-ROPEUO". Per la rinascita dell’EUROPA, e dell’ITALIA. La buona-esortazione del BRASILE (2005). Una "memoria" - di Federico La Sala.

(...) il “nuovo mondo” che abbiamo costruito dimostra quanto presto abbiamo dimenticato la ‘lezione’ delle foreste, dei mari, dei deserti, e dei fiumi e delle montagne!!!
lunedì 20 aprile 2026
Secondo quanto suggerisce Vitruvio (De architectura, 2,1,3) la struttura del tempio greco trasse la sua origine da primitivi edifici in argilla e travi di legno (Wikipedia)
IL SEGRETO DI ULISSE: "[...] v’è un grande segreto /nel letto lavorato con arte; lo costruii io stesso, non altri./ Nel recinto cresceva un ulivo dalle foglie sottili,/rigoglioso, fiorente: come una colonna era grosso./Intorno ad esso feci il mio talamo [...]"
(Odissea, Libro XXIII, vv. 188-192).
EUROPA. PER IL (...)

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> RIPENSARE L’EUROPA! - STORIA E STORIOGRAFIA: IL MATERIALE, L’IMMAGINARIO, E LA FITOLOGIA PALTONICA: "FITOPOLIS, LA CITTA’ VICENTE".

martedì 3 marzo 2026

LA NASCITA DELL’AGRICOLTURA (QUELLA DELL’ARATRO), LA #FITOLOGIA, LA #FILOLOGIA, E IL #SOGNO DEL #VISIONARIO "#FITURGO" (IL DEMIURGICO "#PIANTATORE") DELL’#OCCIDENTE, #PLATONE: "FITOPOLIS, LA #CITTA’ VIVENTE" (*).

      • RICORDANDO IL "DISCORSO SULL’ORIGINE DELLA DISUGUAGLIANZA" DI J.-J. #ROUSSEAU, UNA NOTA CRITICA A MARGINE DELLA LODEVOLE "PROPOSTA" DI #STEFANO MANCUSO DI RIPARTIRE DALL’#ANTROPOLOGIA (DAL FILOSOFO #PROTAGORA) E DALLA "DIVINA #FORESTA SPESSA E VIVA" (#DANTE ALIGHIERI, Pg. XXVIII):

*

"FITOPOLIS, LA CITTA’ VIVENTE. Nel volgere di pochi decenni, l’umanità è andata incontro a una rivoluzione nelle sue abitudini ancestrali. Senza che ce ne accorgessimo, la nostra specie, che fino a poco tempo fa viveva immersa nella natura abitando ogni angolo della Terra, ha finito per abitare una parte davvero irrisoria delle terre emerse del pianeta.

Cosa è accaduto? Da specie generalista in grado di vivere dovunque, ci siamo trasformati, in poche generazioni, in una specie in grado di vivere in una sola e specifica nicchia ecologica: la città.

Una rivoluzione paragonabile soltanto alla transizione da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori avvenuta 12.000 anni fa.

È certo che in termini di accesso alle risorse, efficienza, difesa e diffusione della specie questa trasformazione è vantaggiosa. Ma è altrettanto certo che ci espone a un rischio terribile: la specializzazione di una specie è efficace soltanto in un ambiente stabile.

In condizioni ambientali mutevoli diventa pericolosa. Il nostro successo urbano richiede, infatti, un flusso continuo ed esponenzialmente crescente di risorse e di energia, che però non sono illimitate.

Inoltre, fatto decisivo, il riscaldamento globale può cambiare in maniera definitiva l’ambiente delle nostre città e costituire proprio quella fatale mutazione delle condizioni da cui dipende la nostra sopravvivenza.

Ecco perché è diventato vitale riportare la natura all’interno del nostro habitat.

Le città del futuro, siano esse costruite ex novo o rinnovate, devono trasformarsi in fitopolis, luoghi in cui il rapporto fra piante e animali si riavvicini al rapporto armonico che troviamo in natura.

Non c’è nulla che abbia una maggiore importanza di questo per il futuro dell’umanità.

Da troppo tempo ci siamo posti al di fuori della natura, dimenticandoci che rispondiamo agli stessi fondamentali fattori che controllano l’espansione delle altre specie. Abbiamo concepito il luogo dove viviamo come qualcosa di separato dal resto della natura, contro la natura. Ecco perché da come immagineremo le nostre città nei prossimi anni dipenderà una parte consistente delle nostre possibilità di sopravvivenza. " (Stefano Mancuso, op. cit.).

      • Sul tema, si cfr. e si rifletta anche sulla foto (allegata), sulla "piramide" di #Bovillus (1510), ripresa dal libro "#Verde Brillante" di Stefano Mancuso e Alessandra Viola (#Giunti Editore 2011).

PIANETA TERRA: #ECONOMIA, #ECOLOGIA, E "#PARTO #MASCHIO DEL #TEMPO". Parola di #Eschilo (e di #Platone, e... Francesco #Bacone!): «non è la madre la generatrice di quello che è chiamato suo figlio; ella è la nutrice del germe in lei inseminato. Il generatore è colui che la feconda...» ("#Eumenidi", 657-659).

APRIRE GLI OCCHI, NASCERE, RINASCERE, #APRIREGLIOCCHI: "#COMENASCONOIBAMBINI" (#ENZOPACI). La "#question", hamleticamente, e, a ben riflettere, è antropologica e politica: riguarda proprio l’#essere (e il non essere)- e, non solo delle #piante, della "#fisica" (della "fitologia"), ma anche e soprattutto della "#metafisica" ("#antropologia" e "#teologia").

      • NOTE:

      • CULTURA, #ECONOMIA, ED #ECOLOGIA: QUALE #SOCIETA’ E QUALE #TERRA?! Il "parto maschio del tempo" e la Parola della Tragedia ( #Eschilo, #Platone, e... Francesco #Bacone!): «non è la madre la generatrice di quello che è chiamato suo figlio; ella è la nutrice del germe in lei inseminato. Il generatore è colui che la feconda...» ("#Eumenidi", 657-659).

      • AGRICOLTURA E #GIUSTIZIA NELLA "SOCIETA CIVILE" DELL’#ATTUALE #PRESENTE STORICO, COME DALLA PROFETICA "TESTIMONIANZA" DEL 1755 DI J.-J. ROUSSEAU:
      • "Il primo che, recintato un terreno, ebbe l’idea di dire: «Questo è mio», e trovò persone così ingenue da credergli, fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, guerre, assassini, quante miserie ed orrori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i paletti o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: Guardatevi dall’ascoltare quest’impostore; siete perduti, se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno. Ma con ogni probabilità allora le cose erano già arrivate al punto da non poter continuare come prima [...]
      • Le cose in questo stato avrebbero potuto restare eguali, se le capacità fossero state eguali, e, per esempio, l’impiego del ferro e il consumo delle derrate si fossero sempre bilanciati esattamente; ma l’equilibrio, che niente manteneva, si ruppe ben presto; il più forte produceva di più; il più abile ricavava maggior profitto dalla sua opera; il più ingegnoso trovava dei mezzi per abbreviare il lavoro; il contadino aveva maggior bisogno di ferro o il fabbro maggior bisogno di pane; e lavorando in egual misura, uno guadagnava molto, mentre l’altro stentava a vivere. È così che la ineguaglianza naturale si estende insensibilmente accanto a quella derivante dal caso, e le differenze tra gli uomini, sviluppate da quelle delle circostanze, diventano più sensibili, hanno effetti più stabili e cominciano a influenzare nella stessa proporzione la sorte degli individui. Arrivate le cose a questo punto, è facile immaginare il resto. [...]" (cfr. J.-J. Rousseau, "Sull’origine dell’ineguaglianza", Roma, Editori Riuniti, 1968, parte II).

      • ANTROPOLOGIA, #FITOLOGIA, #BOTANICA, #MITOLOGIA, #RELIGIONE, #LETTERATURA E #STORIA: "«Vissero i boschi un dì». La #vitaculturale degli #alberi nella Roma antica" (di Mario Lentano, #Caroccieditore, 2024 ):
      • "[...] «per i Romani, e in larga misura già per i Greci prima di loro, la relazione tra universo vegetale e universo umano è descrivibile più precisamente nei termini della continuità: essi, in altre parole, non appaiono divisi da uno iato incolmabile, ma al contrario si collocano lungo una scala continua che li pone in relazione reciproca non meno di quanto li separi». Oltre al metodo filologico pieno di passione che innerva il saggio, non passa inosservata la lucidità della ricerca: non vi è alcuna visione oleografica o idilliaca perché quelle culture, pur infinite, «hanno portato avanti su larga scala lo sfruttamento intensivo dell’ambiente, la distruzione dei manti forestali legati alle esigenze dell’economia e della guerra e forieri di effetti devastanti e di un inquinamento diffuso di cui le stesse fonti antiche dimostrano a più riprese consapevolezza». [...]" (cfr. Maria Luisa #Colledani, "Quell’antico #dialogo fra uomini e alberi", Il Sole 24 ORE, 4 marzo 2024).

      • DOC. Marcello Di Paola - Gianfranco Pellegrino, "Etica e #politica delle #piante. Dalla vita vegetale la nuova #filosofia #politica (#DeriveApprodi #Editore, 2019):
      • «Gli alberi, le piante e i semi... questa natura è sempre in uno stato passivo, privo di movimento esterno e interno, e quindi del potere di osservare e riflettere». Così, nel Timeo, Platone sancisce statuto e differenza del regno vegetale rispetto all’umano e al resto del vivente. Una separazione che accompagnerà per diversi secoli la storia delle relazioni tra uomini e piante.
        -  Per molti le piante rimangono tutt’ora esseri passivi e inerti, più simili a cose che a viventi degni di cura e considerazione. Il paradigma platonico della distanza non sembra dunque superato.
        -  Eppure, l’indagine scientifica più recente mostra che le piante hanno forme di attività, intelligenza, percezione, comunicazione. Che la loro evoluzione è stata altrettanto, se non più complessa, di quella degli umani e che per prime hanno colonizzato la Terra, creando le condizioni della nostra stessa vita. Per questa ragione, come già accaduto per gli animali, non le si può più escludere dall’ambito etico e politico, che proprio un nuovo sguardo sulla vita vegetale consente di ampliare.
        -  Il libro è una sintesi dell’estesa discussione che ha portato a ripensare la filosofia politica a partire da una riconsiderazion e della vita delle piante rispetto ad animali e umani. Per questo, non è tanto questione di dare alle piante uno statuto giuridico e una posizione morale, ma di ridefinire un’etica e una politica in continuità con l’insieme del vivente del quale siamo parte.

Federico La Sala (Fbook, 1 marzo 2026)


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