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Cattolicesimo, fascismo, nazismo, stalinismo: il sogno del "regno di ‘dio’" in un solo ‘paese’ è finito. UN NUOVO CONCILIO, SUBITO. 95 TESI? NE BASTA UNA SOLA!

UNA MEMORIA DI "VECCHIE" SOLLECITAZIONI. Il cardinale Martini, da Gerusalemme, dalla “città della pace”, lo sollecita ancora!!!
martedì 5 giugno 2007 di Federico La Sala
Foto. Frontespizio dell’opera di Thomas Hobbes Leviatano.
IL NOME DI DIO. L’ERRORE FILOLOGICO E TEOLOGICO DI PAPA BENEDETTO XVI, NEL TITOLO DELLA SUA PRIMA ENCICLICA. Nel nome della "Tradizione"
GUARIRE LA NOSTRA TERRA: VERITÀ E RICONCILIAZIONE. Lettera aperta a Israele (già inviata a Karol Wojtyla) sulla necessità di "pensare un altro Abramo"
LEZIONE DI PIETRO: "Ὁμοίως γυναῖκες (...)

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> UN NUOVO CONCILIO, SUBITO. --- Vaticano III.Dopo il romanzo storico sul Vaticano II, Christine Pedotti ha deciso di guardare al futuro e di esaminare l’ipotesi di un nuovo Concilio (di Philippe Clanché -

sabato 29 settembre 2012

Vaticano III: verso un nuovo concilio?

di Philippe Clanché

in “www.temoignagechretien.fr” del 27 settembre 2012 (traduzione: www.finesettimana.org)

      • Nella sua ultima opera, l’editrice e saggista Christine Pedotti, i cui libri hanno trovato ampio pubblico tra i cattolici francesi, offre una diagnosi severa dello stato attuale della Chiesa. E propone l’apertura di un nuovo concilio.

Dopo il romanzo storico sul Vaticano II (1), Christine Pedotti ha deciso di guardare al futuro e di esaminare l’ipotesi di un nuovo Concilio. Si tratta né più né meno di evitare il peggio ad una “Chiesa cattolica che conosce una crisi di tale ampiezza da far apparire incerto a molti che la barca possa resistere alla tempesta”.

La prima parte dell’opera è un esame clinico, duro ma appropriato, del paziente che il medico Pedotti conosce perfettamente. Il sintomo principale è l’emorragia di fedeli e di preti oggi in Occidente ma che presto sarà generalizzata, secondo l’autrice: “Se si trattasse di un’azienda internazionale, la conclusione sarebbe semplice: in breve bisognerebbe chiudere la filiale europea e senza dubbio pensare a spostare la sede da Roma verso Kinshasa, Lagos, Manila o Città del Messico”.

La saggista, che ha rivelato in questi giorni di essere l’autrice dei libri del misterioso Pietro de Paoli, identifica la perdita di fiducia nei confronti della Chiesa e la rimessa in discussione della credibilità del messaggio come i virus all’origine della malattia. Non ci sorprende il fatto che il funzionamento gerarchico venga aspramente criticato. “Ogni voce che viene dal basso è già un segno di disobbedienza. Ma nelle nostre società i laici sono sempre più istruiti, il sapere viene elaborato e proposto al dibattito”, afferma Christine Padotti, che rileva che, nonostante ciò, i preti restano popolari. I preti sì, ma non più il sistema.

Quanto al messaggio, è sempre più difficile che passi. “La gente percepisce la Chiesa come una vecchia maestra di scuola che si è spesso sbagliata: Galileo, Kant, Darwin, Freud, Levy-Strauss”, e chiede “una chiara gerarchia delle ’verità della fede’ affinché ciò che è secondario non si mescoli e si confonda con l’essenziale”. Nella categoria del ’secondario’ vengono messe, lo possiamo immaginare, le questioni di morale familiare e sessuale. Se aggiungiamo a tutto questo la “crisi di nervi” delle fughe di documenti dal Vaticano, il quadro è completo.

“E adesso, dottore, che facciamo?” si è tentati di chiedere. L’autrice, che pubblica anche una testimonianza spirituale molto personale (2), brandisce la sola terapia ufficiale autorizzata: il Concilio. Cinquant’anni fa, i protagonisti del concilio hanno “messo la Chiesa a servizio dell’umanità e non il contrario”. Allora perché non oggi? Christine Pedotti passa in rassegna gli argomenti a favore e contro. Dobbiamo aver paura di un episcopato timoroso? “La libertà conciliare mette gli uomini di fronte al loro dovere. Anche i vescovi del Vaticano II sembravano sottomessi ed amorfi.” La ricezione del Concilio non è compiuta? In parte è vero, ma restano i problemi messi da parte all’epoca (celibato dei preti, divorziati-risposati, posto delle donne) e nuove problematiche.

Esplorando gli argomenti sulla fattibilità dell’evento, avanza l’idea di concili regionali, usando il principio (cattolico) di sussidiarietà: risolvere i problemi il più possibile sul campo. La saggista teme tuttavia la debolezza teologica attuale: “Dove sono i Congar, i de Lubac e i Rahner di oggi?” Senza dubbio in attesa di un vento di libertà.

Si conviene con Christine Pedotti che il fatto di tenere un nuovo Concilio appare più come una necessità che come una scelta. A condizione di non “mostrare una Chiesa costituita unicamente di maschi celibi e con la mitra in testa”. Se non succede niente, trionferebbe il “ritorno al passato” che si osserva oggi. E quindi la sua diagnosi è senza appello: “La Chiesa cesserebbe, de facto, di essere cattolica.”

Il libro, documentato e ben costruito, in un linguaggio gradevole, si scorre facilmente. Il lettore che vive con disagio il cattolicesimo attuale è disposto a credere alla sua tesi seducente a favore di un futuro pontificato, vista l’età del papa attuale. Quando la Chiesa si libererà da un “atteggiamento dettato più dalla paura che dall’audacia evangelica”, il Vaticano III sognato da Christine Pedotti potrà aver luogo. Il “Non abbiate paura” di Giovanni Paolo II invitava i fedeli ad impegnarsi nel mondo. Oggi potrebbe servire a rivivificare la Chiesa.

-  (1) La Bataille du Vatican, Plon.
-  (2) Ce Dieu que j’aime, Médiaspaul.


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