Blindati israeliani sono penetrati stamane nel Nord della Striscia di Gaza. Bombardati nuovamente uffici amministrativi palestinesi Ultimatum palestinese agli israeliani Prigionieri in cambio del caporale Shalit*
GAZA - Dopo la sesta notte consecutiva di attacchi aerei israeliani, e nonostante un folto gruppo di carri armati sia penetrato nel Nord della Striscia di Gaza, il gruppo di militanti palestinesi che ha rapito il caporale israeliano Gilad Shalit ha lanciato un ultimatum, dando tempo al governo israeliano fino alle 3 GMT (le 5 del mattino di domani, ora italiana) per il rilascio dei prigionieri palestinesi da tempo richiesti. Shalit è stato rapito il 25 giugno.
"Diamo al nemico sionista fino alle 6 di domani mattina, martedì, 4 luglio - si legge nel comuniato del gruppo dei rapitori - altrimenti il nemico avrà la piena responsabilità delle future conseguenze". Il gruppo militante palestinese ha chiesto la liebrazione dapprima solo dei giovani e delle donne detenute nelle carceri israeliani, e successivamente di altri mille prigionieri. Il governo israeliano ha sempre replicato che mai si sarebbe piegato al ricatto.
Nella notte un elicottero ha sparato un missile contro uffici amministrativi a Gaza, utilizzati come luogo di riunione sia da militanti delle ’Brigate Martiri di Al Aqsa’, fazione armata riconducibile a Fatah, il partito del presidente palestinese Abu Mazen, sia dai radicali di Hamas.
In questo attacco è stato ferito un palestinese, mentre altri tre sono rimasti feriti da schegge di proietti sparati dall’artiglieria israeliana sulla cittadina di Beit Lahyia, nel nord della Striscia. Il terzo obiettivo è stato un deposito di armi nella stessa zona.
Carri armati israeliani stamani sono stati visti entrare nel Nord della striscia di Gaza. Fonti militari israeliane assicurano però che non è in preparazione alcun attacco, ma si tratta solo di un’operazione di sicurezza: "Un numero limitato di militari è entrato nel nord della Striscia di Gaza per un’operazione di bonifica delle mine e delle gallerie" scavate dai militanti per condurre attacchi in territorio israeliano, ha riferito una fonte militare.
Ma tra i palestinesi è forte il timore che l’esercito prepari un intervento su vasta scala, tanto più che ieri il primo ministro israeliano, Ehud Olmert, aveva ordinato ai comandi militari di ricorrere a tutta la forza necessaria per ottenere la liberazione del giovane caporale Gilad Shalit. (3 luglio 2006)
www.repubblica.it, 03.07.2006