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GAZA: disastro umanitario

FERMATE ISRAELE: "Non è possibile, non è decente che il Consiglio di sicurezza non intervenga". Un appello di Rossana Rossanda

martedì 31 ottobre 2006 di Federico La Sala
[...] Qui non si tratta di un eccesso di vendicatività, si tratta della volontà del governo di Ehud Olmert, in cui evidentemente sta anche il laburista Amir Peretz, di chiudere qualsiasi porta o dialogo di pace per togliere la Palestina come nazione dalla faccia del Medio Oriente. Politicamente parlando, è l’esatto reciproco del gruppo fondamentalista islamico [...]

Fermate Israele
di Rossana Rossanda*
Il sequestro di 64 parlamentari (...)

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giovedì 6 luglio 2006

Gaza come una zona di guerra Missione urgente dell’Onu Diciotto morti in una sola giornata*

Sono diciotto morti in una sola giornata in Palestina, un bilancio pesante, da Iraq, da Afghanistan. Da guerra insomma. Diciassette sono palestinesi. Uno è un soldato israeliano. La maggior parte dei morti, compreso il soldato in divisa, sono stati alla periferia del villaggio palestinese di Beit Lahiya, non distante da dove l’esercito israeliano vuole spingere i suoi cavalli di frisia per creare una zona "cuscinetto" su modello libanese, per tener distanti i razzi Qassam, ora sperimentati a più lunga gittata. Beit Lahiya è uno dei centri abitati più vicini alla nuova "fascia di sicurezza" e la resistenza all’avanzata dei carri armati ha coinvolto non solo i miliziani, ma anche vecchi e bambini, come dimostra anche il tragico bilancio di sangue documentato dai foto reporter delle grandi agenzie internazionali. «La maggior parte delle vittime sono civili», ha affermato il dottore Mohammed Sultan, responsabile delle urgenze all’ospedale Kamal Radouane a Beit Lahya, precisando inoltre che sette feriti si trovano in condizioni gravi. Tra i feriti ci sono inoltre quattro bimbi con meno di 12 anni.

Due civili sono morti in un attacco aereo nei pressi di Khan Younis, nel sud di Gaza. Il soldato israeliano è stato ucciso da un cecchino ad Atatra, sempre nel nord di Gaza e altri due soldati sono rimasti feriti. I feriti si calcola che in totale siano 46 in 24 ore. Sempre nella zona nord della Striscia di Gaza, in notata ci sono stati violenti bombardamenti. L’esercito israeliano per altro è penetrato più profondamente da varie direzioni, anche da ovest e da sud. Il ministro della Difesa Amir Peretz ha proposto il ritiro delle truppe solo in cambio della liberazione del caporale Gilad Shalit, da due settimane nelle mani dei miliziani di Hamas e dei Comitati di resistenza popolare, un rapimento da cui Israele fa scaturire l’operazione militare vasta di rioccupazione dei Territori.

Ma è davvero questo il motivo dell’offensiva? Dopo la sua cattura sono stati bombardati uffici del governo, centrali elettriche, la Striscia di Gaza è stata strangolata da un assedio che ha fatto precipitare la popolazione civile nella fame, gli ospedali sono allo stremo, senza approvvigionamenti, bombardati anch’essi, senza energia e medicinali.

Giovedì, si è dunque riunito in sessione urgente, il nuovo Consiglio delle Nazioni Unite sui diritti umani a Ginevra e ha deciso l’invio di una missione di «verifica dei fatti» nei Territori palestinesi.

Il nuovo organismo sui diritti umani, che raggruppa 47 paesi membri, ha votato la missione urgente a maggioranza su proposta dell’Organizzazione della Conferenza islamica ( 29 sì, 11 no, 5 astensioni e 2 assenti). La risoluzione incarica il relatore speciale dell’Onu sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati, il sudafricano John Dugard, di guidare l’ispezione e di riferire sulla situazione nella striscia di Gaza. Per ora non è stata annunciata una data, nè un itinerario. Il testo di due pagine esprime «profonda preoccupazione» per le violazioni dei diritti fondamentali del popolo palestinese ed esorta Israele a porre fine alle operazioni militari nella striscia di Gaza decise dopo il rapimento del soldato israeliano Ghilad Shalit da parte di miliziani palestinesi. Israele deve inoltre «liberare immediatamente i ministri, i membri del Consiglio legislativo palestinese e gli altri civili palestinesi arrestati». La risoluzione chiede infine a «tutte le parti di rispettare il diritto umanitario e di astenersi dal commettere atti di violenza contro i civili».

Invano la Svizzera ha presentato una proposta di modifica con un riferimento anche ai miliziani palestinesi, cui si chiedeva di astenersi da attacchi contro i civili. I Paesi dell’Ue membri del Consiglio, tra cui anche Germania, Francia e Regno Unito hanno votato contro. Hanno invece votato in favore della risoluzione, tra gli altri, Russia, Cina ed India. Stati Uniti e Israele, non membri del Consiglio, non hanno potuto votare ma hanno preso la parola per esprimersi contro la risoluzione.

In termini morali la condotta di Israele è «indifendible» e l’arresto dei ministri palestinesi del partito Hamas sembra costituire una presa d’ostaggi, ha detto il relatore John Dugard. È la prima volta che il Consiglio dell’Onu sui diritti umani, recentemente subentrato all’omonima e discreditata Commissione, si riunisce in sessione speciale.

In serata il ministro dell’Interno palestinese, Said Siam di Hamas, ha ordinato alle forze di polizia e agli agenti dei diversi servizi di sicurezza dell’ Autorità palestinese di respingere l’ attacco dell’ esercito israeliano nella striscia di Gaza. Il portavoce del ministero, Abu Hilal, ha detto che è stato dato l’ ordine alla polizia e ai servizi di sicurezza palestinesi di aprire il fuoco sui soldati israeliani dentro la Striscia.

* www.unita.it, Pubblicato il 06.07.06


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