Maturità 2026, testo e traduzione della versione di Quintiliano dall’Institutio oratoria per la seconda prova al Classico
Il più completo trattato di retorica e di pedagogia dell’antichità romana per la versione di latino al Classico
di Redazione web ("Leggo", 19 giugno 2026)
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha svelato la traccia della seconda prova d’esame di Maturità del Liceo Classico. Per la prova di indirizzo, gli studenti si trovano ad affrontare la traduzione di un brano di Marco Fabio Quintiliano, celebre retore e pedagogo romano del I secolo d.C. l portale Skuola.net segnala che l’ultima volta che comparve Quintiliano alla seconda prova di Maturità al Classico era il 2013.
Il testo: Un ritorno all’Institutio oratoria
Il passo proposto per la versione è stato estratto dal primo libro dell’Institutio oratoria (La formazione dell’oratore), l’opera magistrale in dodici volumi che rappresenta il più completo trattato di retorica e di pedagogia dell’antichità romana.
Nel primo libro di quest’opera, Quintiliano si concentra principalmente sull’educazione della prima infanzia e sulla scelta dei primi maestri, gettando le basi metodologiche per lo sviluppo del futuro cittadino e oratore. La scelta di questo autore offre ai candidati una riflessione profonda sul valore dello studio, della disciplina e del ruolo formativo della parola, temi centrali nell’evoluzione culturale dell’Occidente.
Chi era Marco Fabio Quintiliano
Nato a Calagurris (l’odierna Calahorra, in Spagna) intorno al 35 d.C., Marco Fabio Quintiliano si trasferì in giovane età a Roma per completare i suoi studi di retorica. Qui ebbe l’opportunità di formarsi sotto la guida di maestri illustri come il celebre grammatico Remmio Palemone e l’oratore Domizio Afro. Dopo un breve ritorno in Spagna, rientrò definitivamente a Roma nel 68 d.C. al seguito di Galba.
Nella capitale dell’Impero, Quintiliano intraprese con straordinario successo l’attività di avvocato e, soprattutto, di insegnante di retorica. La sua fama divenne tale che nel 78 d.C. l’imperatore Vespasiano gli affidò la prima cattedra pubblica di eloquenza finanziata direttamente dallo Stato, con uno stipendio annuo altissimo per l’epoca. Tra i suoi allievi più celebri figurano personalità del calibro di Plinio il Giovane e, molto probabilmente, lo storico Tacito.
In tarda età, dopo aver abbandonato l’insegnamento attivo e l’avvocatura, l’imperatore Domiziano lo scelse come precettore dei suoi pronipoti, concedendogli le insegne consolari. Quintiliano si dedicò quindi alla stesura della sua opera monumentale, l’Institutio oratoria, terminata poco prima della sua morte, avvenuta intorno al 96 d.C. La sua figura è rimasta nei secoli il simbolo del perfetto educatore, capace di coniugare la severità degli studi con una profonda sensibilità umana nei confronti dei giovani discenti.
PRE-TESTO
Atqui claros nomine sapientiae viros nemo dubitaverit studiosos musices fuisse, cum Pythagoras atque eum secuti acceptam sine dubio antiquitus opinionem vulgaverint mundum ipsum ratione esse conpositum, quam postea sit lyra imitata, nec illa modo contenti dissimilium concordia, quam vocant ἁρμονίαν sonum quoque his motibus dederint.
TESTO
Nam Plato cum in aliis quibusdam tum praecipue in Timaeo ne intellegi quidem nisi ab iis, qui hanc quoque partem disciplinae diligenter perceperint, potest.
De philosophis loquor, quorum fons ipse Socrates iam senex institui lyra non erubescebat: duces maximos et fidibus et tibiis cecinisse traditum, exercitus Lacedaemoniorum musicis accensos modis. Quid autem aliud in nostris legionibus cornua ac tubae faciunt? Quorum concentus quanto est vehementior, tantum Romana in bellis gloria ceteris praestat. Non igitur frustra Plato civili viro, quem πολιτικόν vocat, necessariam musicen credidit. Et eius sectae, quae aliis severissima, aliis asperrima videtur, principes in hac fuere sententia, ut existimarent sapientium aliquos nonnullam operam his studiis accommodaturos et Lycurgus, durissimarum Lacedaemoniis legum auctor, musices disciplinam probavit. Atque eam natura ipsa videtur ad tolerandos facilius labores velut muneri nobis dedisse, si quidem et remigem cantus hortatur;
POST-TESTO
nec solum in iis operibus, in quibus plurium conatus praeeunte aliqua iucunda voce conspirat, sed etiam singulorum fatigatio quamlibet se rudi modulatione solatur.
* RIPRESA PARZIALE (E SENZA ALLEGATI).