Gentilissimo Federico La Sala, certamente Giambattista Vico, non è di semplice lettura, ma non è vero che nessuno sa che Vico inviò una esemplare della edizione della Scienza Nuova del 1730 a Newton. Mi risulta che G.B. Vico affidò a Giuseppe Athias,profondo conoscitore della lingua ebraica, studioso della Bibbia, di matematica e di fìlosofia, intenditore di musica e bibliofilo, conosciuto a Napoli nell’aprile 1725, i primi esemplari a stampa della Scienza Nuova perché fossero inviati a G. Averani, al Salvini e al Newton.
Ho una preparazione classica, ma mi sono laureata in matematica, per passione personale sto studiando l’entourage di G.B. Vico, Paolo Mattia Doria, e di un illustre genovese, totalmente sconosciuto a cui Vico dedicò sei epitaffi.
La scoperta di un quadro commissionato dal genovese a Francesco Solimena, mi ha spinto a questi studi e nel quadro sono rappresentate anche due gigantesche statue: l’Ercole farnese e la flora pomona, che, penso rappresentino, da un lato i genitori del committente, dall’altra i giganti dell’età dell’oro, ma anche l’Ercole dell’età eroica. Saluti Anna Cattaneo