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Al suo posto il direttore di Radio Vaticana

Vaticano, Navarro Valls lascia : arriva Padre Lombardi

A quanto apprende l’ADNKRONOS, il portavoce della Santa Sede, come annunciato a giugno in una intervista, rinuncia al suo incarico dopo 22 anni
mardi 11 juillet 2006 par Mauro Diana
DURO COLPO PER L’OPUS DEI : DOPO 22 ANNI NAVARRO VALLS LASCIA LA DIREZIONE DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE, ARRIVA PADRE FEDERICO LOMBARDI, DIRETTORE DI RADIO VATICANO - NAVARRO NON TORNERA’ IN SPAGNA : ’’LA MIA VITA E’ ORAMAI QUI IN ITALIA’’...
A quanto apprende l’ADNKRONOS, come aveva annunciato in un’intervista rilasciata il 17 giugno scorso Joaquin Navarro Valls, da 22 anni portavoce vaticano, sta per lasciare l’incarico. Al suo posto in arrivo padre Federico Lombardi, direttore di (...)

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> Vaticano, Navarro Valls lascia : arriva Padre Lombardi

jeudi 13 juillet 2006

Papa Ratzinger cambia voce al Vaticano Sostituito il portavoce Joaquin Navarro Valls, al suo posto il gesuita Federico Lombardi Mimmo de Cillis* (il manifesto, 12.07.2006)

La "cura Ratzinger" comincia a dare i suoi frutti. Il ricambio all’interno della curia romana, fisiologico dopo l’elezione di un nuovo pontefice, è in pieno svolgimento. Certo, procede con lentezza, con la prudenza e il raffinato intelletto di un leader che conosce e domina con assoluta padronanza i gangli vitali degli apparati ecclesiastici. Ma i cambiamenti ci sono e toccano pezzi da novanta. Dopo la rimozione del cardinal Crescenzio Sepe dal dicastero per l’evangelizzazione (e l’arrivo dell’indiano Ivan Dias) ; dopo la nomina del nuovo segretario di stato, il cardinale Tarcisio Bertone, a sostituire l’ormai ottantenne Sodano, ieri è toccato al portavoce Joaquim Navarro-Valls lasciare l’incarico. A beneficio del gesuita padre Federico Lombardi, finora Direttore dei programmi alla Radio vaticana. Anche questo avvicendamento era nell’ordine delle cose. Navarro è stato uno degli uomini chiave dell’era Wojtyla, uno fra i raffinati spin doctor che, sin dal principio (ormai 22 anni fa), aveva compreso la portata storica di un papato massmediologizzato come poteva essere - e poi è stato - quello dei Giovanni Paolo II. Navarro è stato l’uomo che ha saputo valorizzare al massimo, in termini di visibilità, l’universalità del papa polacco, il suo continuo girovagare per il mondo. Era uno dei collaboratori più stretti di Wojtyla, e veniva consultato nell’organizzare gesti che avrebbero segnato la storia del pontificato : dal papa che celebra messa davanti alle insegne di Che Guevara a Cuba, fino all’ingresso nella moschea di Damasco. Era, insomma, uno degli uomini legati a doppio filo al passato governo, fautore di un proprio stile di relazioni esterne che oggi, con Ratzinger, cambia decisamente rotta. Per imboccare il sentiero del « basso profilo » : meno gesti eclatanti, meno viaggi, meno visibilità, spazio per la comunicativa decisamente ridotto. Così Navarro lascia. Scrive di essere grato al papa « per aver voluto accogliere la disponibilità, più volte manifestata, a lasciare l’incarico, dopo un così lungo numero di anni ». C’è da credergli. Era ormai un pesce fuor d’acqua, trasformato in « notaio dei discorsi papali », da diffondere anche magari con un certo ritardo (rispetto alla consueta tempestività dell’era wojtyliana, vanto per la Sala stampa vaticana da lui diretta), dovendo così maldigerire anche le lamentele dei giornalisti. Il suo desiderio di voler passare la mano è comprensibile. A Navarro-Valls succede un gesuita, quel padre Lombardi che ha tenuto alta in questi anni la bandiera della Radio vaticana, storico mezzo di comunicazione d’Oltretevere, fin dal principio (1931) appannaggio della Compagnia di Gesù. L’emittente ha passato tempi difficili : sul versante pubblico spicca la crisi delle antenne di Cesano, che ne hanno fortemente danneggiato l’immagine ; sul lato interno va ricordato il tentativo di « scalata » dell’Opus Dei che, secondo i bene informati, ha cercato di strappare la conduzione ai seguaci di sant’Ignazio di Loyola, facendo leva soprattutto sul fattore economico. Non è un mistero, infatti, che la gestione complessiva della radio costituisca un onere passivo non di poco conto per le casse vaticane. E l’Opera di Josemaria Escrivà sembra abbia messo sul piatto una capacità finanziaria tale da poter notevolmente alleggerire il buco di bilancio. Ma finora la tradizione dei gesuiti, prescelti da papa Pio XI, ha resistito. Oggi la mossa di Ratzinger - che ha rafforzato i poteri di padre Lombardi - garantisce loro il posto ancora a lungo.

*Lettera22


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