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Visita pastorale del Papa a Napoli ....

ALLARME : "CAMORRA" !!!, "MAMMASANTISSIMA" !!! CAMBIARE ROTTA !!! PER L’ITALIA, PER NAPOLI, RIPARTIRE DALLE RADICI MODERNE, EU-ANGELICHE E FRANCESCANE - dal "presepe" !!! A tutta NAPOLI e al coraggioso Cardinale SEPE un augurio e una sollecitazione, a camminare insieme sulla strada della civiltà del dialogo e dell’amore. W o ITALY !!!

mardi 23 octobre 2007 par Federico La Sala
TUTTO A "CARO-PREZZO" : QUESTO "IL VANGELO CHE ABBIAMO RICEVUTO". IL VANGELO DI RATZINGER, BERTONE, RUINI, BAGNASCO E DI TUTTI I VESCOVI.
PER L’ITALIA E PER LA CHIESA : LA MEMORIA DA RITROVARE. L’"URLO" DI DON PEPPINO DIANA. « La camorra ha assassinato il nostro paese, noi lo si deve far risorgere, bisogna risalire sui tetti e riannunciare la "Parola di Vita" ».


L’Italia ripudia la guerra ! Ed è per lo (...)

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> ALLARME : "CAMORRA" !!!, "MAMMASANTISSIMA" !!! ---- I temi della speranza nella seconda giornata dell’iniziativa voluta da « Libera » per ricordare i caduti nella lotta contro i clan. Sepe, l’arcivescovo di Napoli, indossa la stola di don Giuseppe Diana

lundi 23 mars 2009


-  il gesto

-  All’inizio della celebrazione l’arcivescovo di Napoli indossa la stola di don Giuseppe Diana, il sacerdote assassinato 15 anni fa per la sua opposizione ai clan
-  Applausi e pianti tra i fedeli che affollavano il duomo
-  « Fare memoria dovere di riconoscenza verso chi ha testimoniato con il proprio sangue »

-  LA CAMPANIA CHE DICE NO

-   I temi della speranza nella seconda giornata dell’iniziativa voluta da « Libera » per ricordare i caduti nella lotta contro i clan. Oggi la marcia dei familiari attraverserà il capoluogo campano

-   Sepe : « Non arrendersi mai Camorra, male senza confini »

-   A Napoli veglia di preghiera per le vittime della criminalità

-DAL NOSTRO INVIATO A NAPOLI ANTONIO MARIA MIRA (Avvenire, 21.03.2009)

Un signore anziano, viso da contadino, sale la scalinata che porta all’altare del Duo­mo. Tra le mani callose porta, stringendo­la delicatamente, una stola viola. La stola di don Peppe Diana, il parroco di Casal di Principe ucci­so dalla camorra quindici anni fa. Lui è Gennaro Diana, il papà. Si avvicina al cardinale Crescenzio Sepe, gli porge la stola e il cardinale, togliendo la sua, la indossa. Un lungo, forte, commosso ap­plauso sale, invade, riempie la grande chiesa. « Gra­zie eminenza - dice don Tonino Palmese, respon­sabile di Libera per la Campania - per aver volu­to mettere sulle sue spalle il ricordo, la memoria, la vita di don Peppe Diana ». Un altro applauso per­corre il Duomo mentre il cardinale fa accomoda­re Gennaro, sorridente, al suo fianco, tra i sacer­doti che stanno partecipando alla veglia di pre­ghiera in occasione della « Giornata della memo­ria e dell’impegno » in ricordo delle vittime di tut­te le mafie che oggi attraverserà la città. È il mo­mento più commovente di una veglia che ha toc­cato soprattutto i temi della sparanza e dell’im­pegno. « Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò », recita una delle letture scelte dal Vangelo di Matteo. Una scelta non ca­suale.

Metà della chiesa è occupata da più di 500 familiari delle vittime delle mafie. Si prega. « Si­gnore, Dio dell’universo, perdonaci per quelle vol­te in cui gli atteggiamenti di indifferenza hanno da­to alle mafie la forza necessaria per imporre ter­rore, disperazione e morte ». Al momento dello scambio del segno della pace salgono all’altare quattro familiari : Lorenzo Clemente, Stefania Gras­so, Viviana Matrangola, e la mamma di Gelsomi­na Verde. Poi, proprio sul tema, si prega ancora.

« Dio della pace, non ti può comprendere chi se­mina discordia, non ti può accogliere chi ama la violenza ; dona a chi edifica la pace di perseverare nel suo proposito e a chi la ostacola di essere sa­nato dall’odio che lo tormenta, perché tutti si ri­trovino in te, che sei la vera pace ». Poi si alza il canto. « Tu sei la mia vita, altro io non ho. Tu sei la mia strada, la mia verità. Nella tua pa­rola io camminerò, finché avrò respiro, fino a quando tu vorrai. Non avrò paura, sai, se tu sei con me : io ti prego, resta con me ».

Parole che ricorda­no tanto la vita di don Peppe. E del parroco ucci­so dalla camorra parla il cardinale di Napoli. « Quin­dici anni fa fu ucciso dalla barbarie criminosa, ma oggi è più vivo che mai. La sua testimonanza con­tinua a scuotere le coscienze, a dare coraggio a chi vuole combattere la battaglia del buono e del bel­lo ». Parole chiare, quelle del cardinale. « Fare me­moria - dice rivolgendosi proprio ai familiari del­le vittime - è innanzitutto un dovere di ricono­scenza verso chi ha seminato col proprio sangue una testimonianza che non ci può essere rubata da nessuno. Loro hanno testimoniato e ci hanno passato una fiaccola perché continui a illumina­re la nostra vita ».

Parole di speranza. « Sembra che il male non ab­bia confini ma noi non ci arrendiamo perché Dio è con noi, perché Cristo ha vinto il male, perché noi agiamo con la forza dei nostri ideali, perché sia­mo pronti a offrire la nostra vita perché il bene prevalga ». Invece, aggiunge con toni che evocano il grido di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento, « i mafiosi devono nascondersi, non ritrovano un momento di pace perché il male li avvinghia. La loro è una vita di peccato. Semina­no sangue e vivono nel sangue ».

Dunque non bi­sogna arrendersi, torna a ripetere Sepe, « noi sare­mo i vincitori ». Lo ringrazia don Luigi Ciotti e an­che lui invita alla speranza. « Napoli è una città for­te e amara, coraggiosa e non saranno alcuni grup­pi criminali a togliere quella speranza che questa terra invoca. Ma dobbiamo tutti fare di più, tutti insieme ». Sepe riprende il microfono. « Napoli ap­plaudi don Luigi. Noi ti accogliamo, ti abbraccia­mo e ti ringraziamo per tutto quello che fai e che farai ».


Un parco giochi nelle terre dei boss

Sull’area confiscata al capo dei casalesi, sorgerà un campo di calcetto. L’intesa è tra il consorzio Agrorinasce e le parrocchie della zona. « Da cosa loro diverrà casa nostra »

DAL NOSTRO INVIATO A CASAL DI PRINCIPE

Gli operai colano il ce­mento dei muretti, installano staccio­nate, posano pietrisco. Stanno nascendo un par­co giochi e un campo di calcetto. Proprio a fianco del santuario della Ma­donna di Briano, a servizio di questo luogo di culto, tra i più amati e frequantati della provincia di Caserta. Una bella iniziativa. Ma è ancora più bella perchè na­sce su un terreno confisca­to a Francesco Schiavone ’ Sandokan’, il capo del clan dei casalesi. Quattro­mila metri quadri strappa­ti al boss ma anche al de­grado in cui erano finiti, portati via alla camorra e poi abbandonati, quasi u­na discarica. Ora si cambia. Dal male al bene, dal si­lenzio imposto dal piom­bo dei killer camorristi al vociare allegro e gioioso dei bambini. Che su un bel cartello potranno presto leggere che questo luogo di gioco è stato portato via al­le cosche ed è ora della gente per bene : da « cosa loro » a « casa nostra » . Lo leggeranno i piccoli, lo leg­geranno i genitori che for­se per anni hanno abbas­sato la testa davanti alla violenza camorrista, ac­cettando condizionamen­ti e convenienze. Accade anche questo in questa ter­ra che, a fatica, ha imboc­cato il cammino del cam­biamento e della speranza. Accade proprio nella zona più martoriata dalla ca­morra, tra i comuni di Ca­sal di Principe e Villa di Briano, regno e dominio dei casalesi. Accade nella terra di don Peppe Diana, il parroco di Casal di Prin­cipe ucciso dai casalesi il 19 marzo 1994. Questa bel­la iniziativa è il frutto della collaborazione tra Agrori­nasce, il consorzio tra i co­muni del­l’Agro Aver­sano nato proprio per la gestione dei beni confiscati, e la Forania di Casal di Principe che unisce le parrocchie della zona e che quindici anni fa era guidata proprio da don Peppe.

Come ci spiega Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce, l’area verrà dedicata alla Madonna di Briano e ad u­na vittima innocente della camorra. Il costo dei lavo­ri è di 190.000 euro, in par­te coperti da un contribu­to di 60.500 euro della Re­gione Campania. L’opera sarà pronta entro aprile e verrà concessa in comoda­to d’uso gratuito al San­tuario, con la possibilità che tutte le parrocchie di Casal di Principe possano utilizzarlo.

Non è la prima realizzazio­ne a favore della Chiesa lo­cale e, soprattutto, dei gio­vani. Sempre Agrorinasce, in collaborazione con l’amministrazione comu­nale, ha infatti realizzato un campetto sportivo poli­funzionale nella chiesa di S. Nicola, a Casal di Princi­pe, la parrocchia di don Peppe, grazie anche al fi­nanziamento di 25.000 eu­ro concesso dalla Regione Campania. I lavori sono stati realizzati nel 2008 e o­ra il campetto è frequenta­to da tanti ragazzi.

Iniziative importanti. Lo sport, in realtà di degrado e ad alta presenza mafiosa, è fondamentale per il re­cupero dei giovani. Stru­mento educativo. Lo face­va a Brancaccio don Pino Puglisi, lo faceva a Casal di Principe don Peppe Diana, tifosissimo del Napoli. An­che pensando a lui merco­ledì sera sul campetto del­la parrocchia hanno gioca­to don Luigi Ciotti, i sinda­ci della zona che avevano appena firmato un docu­mento comune contro la camorra, e tanti ragazzi di Casal di Principe. Ed anche questo è un segno impor­tante.

Antonio Maria Mira


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