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"Risus paschalis" : la logica dell’amore (= charitas) non è quella di "mammona"(caritas) !!!

Il "libro" nuovo dell’IMPERATORE : « Potete contraddirmi ». Finalmente è arrivato ... IL MESSAGGIO DEL FARAONE !!! PAPA, SATIRA, E ... BUONA-NOVELLA (Eu-angelo) !!! "Ma se non ha niente indosso ! - gridò un bambino". La "lezione" teologico-politica di Hans Christian Andersen ... e di Franz Kafka !!! In memoria di Gioacchino da Fiore, Luigi Pirandello, e Giulio Preti.

mercredi 15 novembre 2006 par Federico La Sala
I vestiti nuovi dell’Imperatore
di Hans Christian Andersen
Molti anni fa viveva un imperatore, il quale amava tanto possedere abiti nuovi e belli, che spendeva tutti i suoi soldi per abbigliarsi con la massima eleganza. Non si curava dei suoi soldati, non si curava di sentir le commedie o di far passeggiate nel bosco, se non per sfoggiare i suoi vestiti nuovi : aveva un vestito per ogni ora del giorno, e mentre di solito di un re si dice : - E’ in Consiglio ! - di lui si diceva sempre :
E’ (...)

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vendredi 13 avril 2007

Nel volume il Papa affronta i temi decisivi del nostro tempo

Il libro del Papa : « Liberi di contraddirmi »

Presentato il volume di Benedetto XVI, « Gesù di Nazaret » in uscita lunedì : « Non un atto di magistero, ma una ricerca sul Gesù reale » *

ROMA - Un libro che parla di Gesù ma che affronta anche i temi decisivi del nostro tempo dalla politica alla morale. « Ho voluto fare il tentativo di presentare il Gesù dei Vangeli come il Gesù reale, come il Gesù storico in senso vero e proprio », una figura « storicamente sensata e convincente ». È questa una delle affermazioni che aprono il nuovo libro del Papa presentato alla stampa in Vaticano. « Gesù di Nazaret », questo il titolo della nuova fatica di studioso del Papa teologo, un’opera impegnativa che si compone di 448 pagine. Il nuovo libro del Papa « Gesù di Nazaret » (Ansa)

Una ricerca profonda ma, precisa il Papa nella premessa, non un atto di magistero : « Questo libro non è in alcun modo un atto magisteriale, ma è unicamente l’espressione della mia ricerca personale del volto di Cristo. Perciò ognuno è libero di contraddirmi. Chiedo solo alle lettrici e ai lettori quell’anticipo di simpatia senza il quale non c’è alcuna comprensione ». Il volume è edito da Rizzoli e costa 19,50 euro. « Io sono convinto, e spero che se ne possa rendere conto anche il lettore - scrive ancora il Papa - che questa figura è molto più logica e dal punto di vista storico anche più comprensibile delle ricostruzioni con le quali ci siamo dovuti confrontare negli ultimi decenni ». « Io ritengo - afferma Ratzigner - che proprio questo Gesù - quello dei Vangeli - sia una figura storicamente sensata e convincente ». Il testo si compone di 10 capitoli più una premessa e una introduzione, quindi il libro si avvale di una lunga nota bibliografica nella quale vengono richiamati tutti i principali studi di carattere storico e teologico sulle varie fasi della vita di Gesù, sui Vangeli e sulla Bibbia.

PERCHE’ E’ STATO SCRITTO - « Gesù di Nazaret », che è, occorre ricordarlo, il primo libro di papa Ratzinger da pontefice, è frutto, come spiega nella premessa, di un « lungo cammino interiore » che, in qualche modo, affonda le sue motivazioni nella necessità di prendere posizione in quello che si determinò a partire dagli anni ’50 e che definisce « lo strappo tra il Gesù storicò e il Cristo della fede », dove « l’uno si allontanò dalla vista dell’altro ». Prima - grazie anche ad autori come Adam, Guardini, Willam, Papini, Claude-Rops l’immagine di Gesù Cristo veniva delineata dai Vangeli sottolineando come Egli, attraverso l’ uomo, « divenne visibile Dio e a partire da Dio si potè vedere l’immagine dell’autentico uomo ». Una immagine, dice ancora Benedetto XVI, che, attraverso la ricerca storico-critica, « divenne sempre più nebulosa, prese contorni sempre meno definiti ».

E questa stessa immagine prese, via via, a seconda anche degli ideali di coloro che ne intesero chiarire il profilo, connotazioni diverse e lontane, dal rivoluzionario anti-romano al « mite moralista », causa della sua stessa rovina. Da questo, dice Benedetto XVI, si trae l’impressione che « sappiamo ben poco di certo su Gesù e che solo in seguito la fede nella sua divinità abbia plasmato la sua immagine », una situazione « drammatica per la fede perchè rende incerto il suo autentico punto di riferimento : l’intima amicizia con Gesù, da cui tutto dipende, minaccia di annaspare nel vuoto ».

LA CRITICA ALL’IDEOLOGIA DEL SUCCESSO - Nel libro Benedetto XVI critica la « ideologia del successo e del benessere » anche in un passaggio del capitolo sul Padre nostro, analizzando la invocazione « liberaci dal male ». Il male, osserva, « minaccia di ingoiarci » e « a questo si accompagna la disgregazione degli ordini morali mediante una forma cinica di scetticismo e illuminismo ». « Anche oggi - aggiunge - ci sono da un lato le potenze del mercato, del traffico di armi, di droghe e di uomini, potenze che gravano sul mondo e trascinano l’umanità in vincoli ai quali non ci si può sottrarre. Anche oggi - aggiunge - c’è dall’altro, l’ideologia del successo, del benessere, che ci dice : Dio è solo una finzione, ci fa solo perdere tempo e ci toglie la voglia di vivere ». Mentre il Padre nostro ci vuole dire : « solo quando hai perduto Dio hai perduto te stesso, allora sei ormai soltanto un prodotto casuale dell’evoluzione. Allora il "drago" ha vinto davvero. Finchè egli non riesce a strapparti Dio tu, - rimarca il Papa - nonostante tutte le sventure che ti minacciano, sei ancora rimasto intimamente sano ».

GESU’ DONA LA VITA - In conclusione dell’opera, Benedetto XVI torna sugli stessi concetti elencando le sette « parole-immagini » che Gesù si attribuisce nel Vangelo di Giovanni : « Io sono il pane della vita - la luce del mondo - la porta - il buon pastore - la risurrezione e la vita - la via, la verità e la vita - la vera vite », grandi immagini, le definisce, alle quali « è lecito aggiungere anche quella della sorgente d’acqua ». Citando lo studioso Schnackenburg, il Papa osserva che « tutte queste espressioni figurate non sono che variazioni sull’unico tema : Gesù è venuto nel mondo affinchè gli uomini abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza ». E questo perchè « l’uomo desidera e abbisogna, in fin dei conti - scandisce Ratzinger -, di una cosa sola : la vita, la vita piena - la felicità ». « L’uomo, in fondo - sono le conclusioni del Papa -, ha bisogno di un’unica cosa che contiene tutto ; ma deve prima imparare a riconoscere attraverso i suoi desideri e i suoi aneliti superficiali ciò di cui necessita davvero e ciò che vuole davvero. Ha bisogno di Dio ». E dietro le varie espressioni figurate del Vangelo « c’è in ultima istanza questo : Gesù ci dà la vita perchè ci dà Dio : ce lo può dare perchè è Egli stesso una cosa sola con Dio. Perchè è il Figlio. Egli stesso è il dono - Egli è la vita ».

* Corriere della Sera, 13 aprile 2007


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