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"Tebe" - la Peste.

COME SE NULLA FOSSE ACCADUTO, COME SE "DIO" NON CI FOSSE !!! LA STRAGE DI ERBA E LA "CECITA’" EMOTIVA SEMPRE PIU’ DIFFUSA. Il commento di Umberto Galimberti.

vendredi 12 janvier 2007 par Maria Paola Falchinelli
[...] Quando i giudici, appurate le prove, condannano tali imputati, sono soliti appurare la loro facoltà di "intendere" e "volere" che ovviamente funziona benissimo. Bisognerebbe però anche valutare la loro capacità di "sentire". E qui si scoprirebbe la radice di certe condotte che risultano aberranti a noi tutti che viviamo sostenuti dal nostro sentimento, ma che non acquistano alcuna rilevanza per chi il sentimento non l’ha mai conosciuto, perché a suo tempo non è stato raccolto, (...)

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> COME SE NULLA FOSSE ACCADUTO, COME SE "DIO" NON CI FOSSE !!! LA STRAGE DI ERBA E LA "CECITA’" EMOTIVA SEMPRE PIU’ DIFFUSA. Il commento di Umberto Galimberti.

mercredi 17 janvier 2007

La rivelazione della madre della Bazzi al Giorno

Erba, « Rosa fu stuprata da piccola »

Il racconto di Lisa Bazzi : « Avrà avuto 10 o 11 anni, stava tornando da scuola. Mia figlia adorava i bimbi ma non poteva averne » *

MILANO - Angela Rosa Bazzi fu stuprata quando era ancora bambina. A svelare l’ennesimo, atroce, retroscena della strage di Erba è Lisa Bazzi, la mamma. In una intervista pubblicata stamani a firma di Gabriele Moroni del quotidiano Il Giorno, la donna spiega che sua figlia « andava ancora a scuola. Poteva avere dieci, undici anni ». Quando accadde « stava tornando da scuola. Era sera. La scuola era andata avanti fino a tardi. È successo così, mentre lei era per strada che stava tornando. Era buio ». È una delle rarissime dichiarazioni concesse dalla mamma della donna che la sera di lunedì 11 dicembre con il marito Olindo Romano ha commesso il massacro di via Diaz. Il giorno della confessione dei due coniugi disse : « Quella non è più mia figlia, mi vedrà solo quando sarò sottoterra. Sono dieci anni che non le parlo ». Ora, però, ha deciso di svelare questo tremendo retroscena cercando forse di trovare una giustificazione a tanto orrore. Forse da quella violenza sono nate le sindromi di Angela Rosa : la maniacale cura dell’ordine e della pulizia. « Cerco di non ricordare quel brutto episodio, dice mamma Lisa. Chi fu a violentare Angela Rosa non si è mai scoperto ». L’anziana donna conferma quanto ha detto in questi giorni una ex collega di sua figlia, una collega dell’hotel Albavilla, un quattro stelle a due passi da Erba dove Angela Rosa andava a fare le pulizie. Pulizie e ordine. Maniacalità confermata anche in carcere. « A mia figlia piacevano i bambini. Li adorava. Ma non poteva averne ».

Poi un appello indiretto ai due coniugi assassini che finora non hanno mostrato alcun segno di pentimento : « Fanno male devono fare penitenza. Quando è successo il fatto e ho sentito parlare di un uomo grande e grosso mi è venuto un pensiero. Ho pensato a lui, all’Olindo. Ma non credevo che fosse stata anche mia figlia. Lui era un esaltato, ma mia figlia no, non pensavo ». Nel parlare del genero, lo descrive in modo contradditorio ad altre testimonianze, dice che era « uno che appena gli dicevano qualcosa si arrabbiava, diventava anche cattivo. Non pensavo a mia figlia, a mio genero sì. Ho pensato che fosse stato lui. Da solo, però, senza mia figlia ». Anche a lui addossa la responsabilità di un mutamento caratteriale di Angela Rosa che « da ragazza era tutta diversa. Buona, generosa. Ha sposato quello là ed è cambiata da così a così. Una volta era ubbidiente. Ha conosciuto quell’uomo violento e lui l’ha cambiata. E tanto. Però fino all’ultimo ho sperato che non fossero stati loro ». Stando alle sue parole Olindo « la picchiava. Ha sbagliato lei a sposarlo. Sarebbe stato meglio se fosse rimasta a casa. Le ragazze devono stare a casa, non sposarsi ». Da quanto racconta mamma Lisa emergono due facce della stessa medaglia : Angela Rosa buona come il pane, che ama i bambini, ma che dopo quella violenza si trasforma e peggiora dopo aver sposato un uomo che, a suo dire, è manesco. Dalle carte investigative, emerge, invece, la figura di una donna violenta, forte, volitiva, lucida. In grado lei di soggiogare a suo piacimento Olly, mastodontico, ma mansueto, tutto casa e lavoro come lo descrivono conoscenti e colleghi di lavoro.

* Corriere della Sera, 17 gennaio 2007


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