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Eu-ropa!!!

FOIBE: GIORNO DEL RICORDO. MEMORIE E VERITA’!!! źNon dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilitÓ di aver negato o teso ad ignorare la veritÓ per pregiudiziali ideologiche e cecitÓ politica╗ (Il Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano) - a cura del prof. Federico La Sala

sabato 10 febbraio 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] źLa disumana ferocia delle foibe fu una delle barbarie del secolo scorso, in cui si intrecciarono in Europa cultura e barbarie. Non bisogna mai smarrire consapevolezza di ci˛ - ha sottolineato - nel valorizzare i tratti pi¨ nobili della nostra tradizione storica e nel consolidare i lineamenti di civiltÓ, di pace, di libertÓ, di tolleranza, di solidarietÓ della nuova Europa che stiamo costruendo da oltre 50 anni, e che Ŕ nata dal rifiuto dei nazionalismi aggressivi e oppressivi, da (...)

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> FOIBE: GIORNO DEL RICORDO. MEMORIE E VERITA’!!! --- Napolitano: ’’Nulla a che vedere con il revisionismo storico’’. ’’Coltiviamo la memoria delle responsabilitÓ storiche del regime fascista. Non dimenticare nemmeno le sofferenze inflitte agli sloveni’’.

martedì 10 febbraio 2009

Torturati ’’fino a un’orribile morte, italiani assolutamente immuni da ogni colpa’’

Foibe, Napolitano: ’’Nulla a che vedere con il revisionismo storico’’

Il capo dello Stato nel discorso di celebrazione al Quirinale: ’’Coltiviamo la memoria delle responsabilitÓ storiche del regime fascista. Non dimenticare nemmeno le sofferenze inflitte agli sloveni’’. Letta: ’’Vinta la congiura del silenzio’’

Roma, 10 feb. (Adnkronos) - Il ’Giorno del Ricordo’ voluto dal Parlamento per commemorare le vittime delle foibe e l’esilio forzato di fiumani, istriani e dalmati alla fine del secondo conflitto mondiale e nell’immediato dopoguerra "corrisponde all’esigenza di un riconoscimento umano e istituzionale, giÓ per troppo tempo mancato e giustamente sollecitato" ma "esso non ha nulla a che vedere con il revisionismo storico, con il revanscismo e con il nazionalismo". Tiene a sottolinearlo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso di celebrazione al Quirinale.

"La memoria che coltiviamo - precisa il capo dello Stato - innanzitutto Ŕ quella della dura esperienza del fascismo e delle responsabilitÓ storiche del regime fascista, delle sue avventure di aggressione e di guerra". Proprio in tal senso, ricorda Napolitano, "non c’Ŕ espressione pi¨ alta di questa nostra consapevolezza di quella che Ŕ segnata nell’articolo 11 della nostra Costituzione, lÓ dove Ŕ sancito il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertÓ degli altri popoli".

Il ’ricordo’ evocato dal presidente della Repubblica deve essere pieno, senza lacune storiche, politiche o ideologiche nÚ tanto meno nazionali. "Non dimentichiamo e non cancelliamo nulla - esorta infatti Napolitano - tanto meno le sofferenze inflitte alla minoranza slovena negli anni del fascismo e della guerra". Ovviamente, allo stesso tempo, "non possiamo nemmeno dimenticare le sofferenze, fino a un’orribile morte, inflitte a italiani assolutamente immuni da ogni colpa. E non possiamo non sentirci vicini a quanti hanno sofferto comunque di uno sradicamento cui Ŕ giusto che si ponga riparo attraverso una obiettiva ricognizione storica e una valorizzazione di identitÓ culturali, di lingua, di tradizioni che non possono essere cancellate".

Napolitano ricorda che "da cinque anni, per iniziativa del mio predecessore Carlo Azeglio Ciampi e per mio conseguente impegno, il ’Giorno del Ricordo’ viene celebrato in Quirinale. Questa prassi non comune - spiega - vale a esprimere il sentimento di vicinanza affettuosa e solidale che lega le istituzioni repubblicane a quanti vissero personalmente, o attraverso i loro famigliari, le tragiche vicende della persecuzione, dell’orrore delle foibe, dell’esodo massiccio degli italiani dalle terre in cui erano profondamente radicati".

Inoltre, "ritengo che non abbiano alcuna ragion d’essere polemiche dall’esterno nei nostri confronti: con gli Stati di nuova democrazie e indipendenza sorti ai confini dell’Italia, vogliamo vivere in pace e in collaborazione, nella prospettiva della pi¨ larga unitÓ europea". I Quirinale si dice "lieto dei chiarimenti del presidente sloveno, la cui giovane personalitÓ ho avuto modo di apprezzare giÓ in due incontri lo scorso anno".

Da parte sua, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta sottolinea nel suo intervento che "Ŕ stata vinta la congiura del silenzio: la celebrazione al Quirinale fa giustizia di tanti ritardi, di tante sofferenze, di tante incomprensioni e di tante colpevoli omissioni". Per Letta, questa giornata serve a "mantenere viva la memoria di quei giorni tragici per la storia del nostro Paese; la memoria degli eccidi delle foibe e dell’esodo doloroso e non dimenticato che senza retorica Ŕ stato definito ’biblico’".


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