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Tele-conomia e tele-comando - una nera e tetra teo-alogia amorale !!!

ITALIA ? NO !!! CHICAGO (E "BULLI") ANNI VENTI. TELECOM : UN FILM GIA’ VISTO CON LO SCANDALO DEL CALCIO. INTERVISTA AL PRESIDENTE, GUIDO ROSSI di Federico Rampini - a cura di pfls

"La trama è diversa, il finale è lo stesso : il trionfo della restaurazione".
vendredi 6 avril 2007 par Maria Paola Falchinelli
[...] Il nostro sistema paese sta dando il peggio di sé. In questa situazione mi par di vedere dei ricorsi storici, torniamo a un’epoca in cui un pezzo d’Italia era sotto gli austriaci, un altro sotto gli spagnoli... Fuor d’ironia, non sono mai stato un nemico della globalizzazione. Se veramente si hanno a cuore gli interessi dell’Italia, vanno difesi in altri modi. Bisogna creare le condizioni ambientali, dalla formazione dei giovani nelle università alla ricerca scientifica, perché questo (...)

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samedi 7 avril 2007

Le scatole cinesi della catena Telecom

di Galapagos (il manifesto, 06.04.2007)

C’è chi, ricordando le curiose bamboline russe, le ha chiamato Matrioske. Più popolare è un’altra definizione : « scatole cinesi ». E’ il vizio, soprattutto italiano, di allungare le catene di controllo societarie (la Fiat ieri ha promesso che l’accorcerà) per consentire a un imprenditore di possedere asset strategici con un controllo diretto molto piccolo. Il tutto favorito da scambi reciproci di alleanze con altri soggetti. Il caso di Telecom è il miglior esempio.

La catena con la quale Marco Tronchetti Provera controlla e comanda su Telecom è molto lunga, ma dall’analisi di queste scatole cinesi emerge che non è lui il vero padrone del colosso italiano della telefonia. La prima scatola è rappresentata da una società personale di Tronchetti Provera, la Gpi, la quale possiede il 52,0% di una seconda scatola : una finanziaria che si chiama Camfin. Fin qui tutto quasi regolare : il 52% è una bella percentuale (la maggioranza assoluta) che consente a Tronchetti di governare in piena libertà. Le cose si complicano con la scatola successiva : Pirelli.

Del prestigioso marchio industriale italiano la Camfin possiede il 25,5% delle azioni, cioè un quarto del capitale. La forza di Tronchetti è un patto di sindacato (scadrà nel 2010) al quale aderiscono banche e società di assicurazione e che dà stabilità alla Pirelli grazie al fatto di aver « federato » il 46,2% delle azioni. Senza quel patto Tronchetti Proverà, o meglio, la Pirelli, sarebbe a rischio di possibili scalate. Ma passiamo alla scatola successiva : Olimpia. Fu creata nel 2001 per rilevare il 23,3% delle azioni Olivetti in portafoglio alla Bell, una società di Colaninno e Gnutti che aveva in pancia azioni Telecom acquisite con la scalata del 1999 che aveva portato a rilevare con un’Opa il 51,02% del capitale della compagnia telefonica. Saltando un po’ di passaggi, oggi Olimpia (per l’80% di proprietà di Pirelli e per il 20% della famiglia Benetton) detiene il 18% del capitale sociale di Telecom.

Andando a ritroso, quindi, Tronchetti Provera detiene con Olimpia controllata da Pirelli un po’ più del 14% di Telecom. Però la partecipazione in Pirelli di Tronchetti è limitata al 25% del capitale. Risultato : Tronchetti possiede a pieno titolo poco più del 3,5% di Telecom. Andando ancora più indietro c’è la Camfin di proprietà di Tronchetti solo per il 52%. Questo significa che la quota di Tronchetti in Telecom scende a meno del 2%. La storia qui si ferma. La morale è semplice : Tronchetti spadroneggia su Telecom grazie ai soldi altrui.


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