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Eu-ropa : Italia, 2007...

A NICOLA CALIPARI. Una lettera di solidarietà alla senatrice Rosa Villecco Calipari - del Gruppo EveryOne e degli Amici di Elissa, a cura di pfls.

jeudi 25 octobre 2007 par Maria Paola Falchinelli
[...] "Hanno ucciso Nicola per la seconda volta, e stavolta in nome del popolo italiano". E’ duro il commento di Rosa Villecco Calipari, vedova del funzionario ucciso a Baghdad, alla dichiarazione del non luogo a procedere per difetto di giurisdizione nei confronti del soldato Usa Mario Lozano. La senatrice parla di una conclusione "contraddittoria" : "La Corte ha dovuto decidere sulla qualificazione del delitto politico senza conoscere gli atti. La sovranità del nostro Stato si ferma (...)

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> A NICOLA CALIPARI. Una lettera di solidarietà alla senatrice Rosa Villecco Calipari ---- Non ci sarà nessun processo nelle aule della giustizia italiana per il soldato statunitense Mario Lozano che, il 4 marzo 2005 a Baghdad, ha ucciso l’agente del Sismi Nicola Calipari e ha ferito la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena e un altro agente del Sismi. Lo ha appena deciso la Cassazione (Ansa).

jeudi 19 juin 2008

Ansa » 2008-06-19 17:55

CALIPARI : CASSAZIONE, NIENTE PROCESSO A LOZANO

ROMA - Non ci sarà nessun processo nelle aule della giustizia italiana per il soldato statunitense Mario Lozano che, il 4 marzo 2005 a Baghdad, ha ucciso l’agente del Sismi Nicola Calipari e ha ferito la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena e un altro agente del Sismi. Lo ha appena deciso la Cassazione.

In particolare i supremi giudici della I sezione penale hanno rigettato il ricorso presentato dalla Procura di Roma, e dalle parti civili, contro la sentenza con la quale la Corte di Appello di Roma il 25 ottobre 2007 aveva dichiarato la "carenza di giurisdizione" della magistratura italiana ad occuparsi di processare Lozano. I giudici di merito, infatti, avevano ritenuto che il militare sia da considerare esclusivamente sottoposto alla giurisdizione americana. Nei confronti di Lozano non è stato avviato alcun procedimento e tutt’ora è impiegato nell’esercito del suo paese. In Cassazione aveva fatto ricorso Giuliana Sgrena. Si erano associati alla richiesta di processare Lozano in Italia anche l’avvocatura dello stato e la vedova di Calipari, Rosa Villecco.

Il processo era stato chiesto dall’Avvocatura dello Stato, a nome della Presidenza del Consiglio, nell’udienza in corso in Cassazione davanti alla Prima sezione penale, contro la decisione della Corte d’appello di Roma che ha dichiarato il difetto della giurisdizione italiana nei confronti di Lozano.

Ma il sostituto procuratore generale della Cassazione Alfredo Montagna sostiene che l’artigliere americano non può essere processato in Italia e deve essere confermata l’assenza di "giurisdizione italiana". "Dovrà rispoderne alla sua coscienza", così Rosa Villeco, vedova di Nicola Calipari, si é rivolta al sostituto procuratore della Cassazione Alfredo Montagna.

"Dopo aver sentito le conclusioni del sostituto procuratore generale della Cassazione Alfredo Montagna che ha sostenuto l’immunità per Lozano, e dunque la sua non processabilità in Italia ritengo di dover esprimere una posizione agnostica nel senso che mi rimetto al giudizio della Cassazione e non mi esprimo né perché sia affermata la giurisdizione italiana né perché venga confermata l’assenza di giurisdizione. Da Palazzo Chigi abbiamo ricevuto l’indicazione di aderire all’orientamento della Procura della Cassazione". Così l’avvocato dello Stato Massimo Bachetti che rappresenta la Presidenza del Consiglio nel procedimento per l’omicidio dell’agente del Sismi Nicola Calipari e per il ferimento della giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena ha preso le distanze dalle memorie presentate dalla stessa Avvocatura dello Stato in Cassazione nei quali l’Avvocatura erariale si associava alla richiesta della Procura di Roma, e delle parti civili, di processare il soldato statunitense Mario Lozano in Italia. Fu Lozano a sparare mortalmente a Calipari al checkpoint 541 della strada per l’aeroporto di Baghdad il 4 marzo 2005.

"Quella che esprimo, mi rendo conto, é una posizione ’agnostica’, un po’ atipica, ma in precedenza non avevo preso in considerazione la riflessione del Pg sull’immunità per Lozano", ha proseguito l’avvocato dello Stato Massimo Bachetti spiegando il ’cambiamento’ della sua posizione. "Rimangono naturalmente in piedi tutte le critiche che abbiamo vantato alla sentenza della Corte d’appello che rimane una sentenza sballata però la decisione di rimettermi alla Corte mi sembra la migliore dal momento che la Procura della Cassazione non ha condiviso il ricorso della Procura di Roma e non possiamo essere noi, da soli, a sostenerlo". Bachetti ha infine ribadito che "l’input avuto da Palazzo Chigi, sia prima con Prodi che adesso con Berlusconi, era quello di seguire l’evoluzione del processo".

La richiesta formulata dall’Avvocatura dello Stato, rappresentata da Massimo Bachetti, é stata resa nota dal consigliere della Prima sezione penale Giovanni Canzio nella sua relazione introduttiva. In aula sono presenti, tra gli altri, la giornalista liberata da Calipari, Giuliana Sgrena, e il direttore del Manifesto, Gabriele Polo, insieme a molti colleghi di Calipari. E’ ora in corso la requisitoria del sostituto procuratore generale Alfredo Montagna. Il verdetto della Suprema corte si conoscerà in serata.


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