Inviare un messaggio

In risposta a:
Approfondimenti

Speciale su FRANCO BASAGLIA. OLTRE I VINCOLI DEL POSSIBILE. Un breve saggio di M.G. Giannichedda - a cura del prof. Federico La Sala

mercoledì 31 agosto 2005 di Emiliano Morrone
BASAGLIA
Oltre i vincoli del possibile
Un pomeriggio estivo del 1961 Franco Basaglia varcò per la prima volta i confini del manicomio di Gorizia. Da allora non avrebbe smesso di tormentarsi sulla forza di quella istituzione, e sulla necessità di smantellarne le mura, edificate prima di tutto dentro di noi
Alla fine di agosto di venticinque anni fa moriva lo psichiatra al lavoro del quale dobbiamo la legge 180. Per rendere accettabile il dolore mentale, smembrare i manicomi e terremotare la (...)

In risposta a:

> FRANCO BASAGLIA. OLTRE I VINCOLI DEL POSSIBILE. -- IL DOTTORE DEI MATTI. Una biografia di Pivetta sulla figura del celebre intellettuale (di Luciana Sica)

sabato 30 giugno 2012


-   Dal disagio alla cura, storia vera di Basaglia
-  Una biografia di Pivetta sulla figura del celebre intellettuale

di Luciana Sica (la Repubblica, 30.06.2012)

Togliamoci dalla testa l’idea di Franco Basaglia come un san Francesco della povertà mentale, un guru sensibile e caritatevole votato alle ragioni di pazzi veri o presunti. Finiamola d’inchiodarlo a quella caricatura che lo etichetta come “il profeta dell’antipsichiatria”, come un uomo ossessionato dalla chiusura dei manicomi. Soprattutto non identifichiamolo con la legge 180, che porta sì il suo nome, ma di fatto è stata formulata da uno psichiatra e parlamentare democristiano, dal meno noto Bruno Orsini. Una legge discutibile e discussa, quella approvata nel ’78, non proprio il risultato di un pensiero culturale e politico contrario alla medicalizzazione della follia che ha consentito i peggiori abusi.

Amato e odiato, considerato un genio e un impostore, oggi Basaglia andrebbe ripensato come uno dei grandi intellettuali del secolo scorso: questa è la tesi principale della biografia scritta da Oreste Pivetta, che esce ora con un titolo popular come Franco Basaglia. Il dottore dei matti (Dalai, pagg. 286, euro 17).

È riuscito il tentativo di tracciarne un ritratto più autentico, ora che certe ubriacature ideologiche sono definitivamente alle spalle, ora che è più chiara la distanza di Basaglia dalle banalizzazioni antipsichiatriche, dall’esaltazione della devianza e delle sregolatezze individuali.

In quei due decenni - Sessanta e Settanta - complessivamente segnati, per dirla con Magris, da “una confusa esigenza messianica”, Basaglia è stato un tipico leader carismatico, forse travolto dal successo e trascinato da un movimento che a tratti perdeva il senso della misura. Ma la sua utopia - ci dice l’autore del libro - non era mai “un sogno strampalato”, piuttosto una pratica rigorosamente etica, era un fare continuo e inventivo, la determinazione di “mettere una pietra accanto all’altra”.

Ma a Pivetta non basta far intuire come la questione delle persone più sofferenti ed emarginate fosse diventata per Basaglia una sfida radicale per una società incapace di accogliere “tutte” le diversità che ospita, “tutte” le figure del disagio, di costruire relazioni meno brutali e più umane. Il suo controverso personaggio viene puntigliosamente contestualizzato in quella irripetibile stagione del nostro Paese, nei fatti ormai storici come nell’informazione, e anche nel cinema e nella fotografia, nel teatro e nella letteratura che ha ispirato.

C’è tutto intero il percorso personale e professionale, il carattere dell’uomo, le idiosincrasie e le generosità del veneziano amico di Hugo Pratt. Dalla militanza antifascista all’esperienza fallimentare dell’università, alla direzione degli ospedali psichiatrici di Gorizia e Trieste, Basaglia risulta un protagonista del suo tempo, apprezzato da personaggi come Sartre e Pasolini, capace di senso politico, di costruire alleanze, di contare sempre su collaboratori eccellenti. Come lo stesso Giovanni Jervis, anche se poi se ne allontanò, seguendo tutt’altra strada - fino all’agosto di tre anni fa. Pivetta fa bene a non presentare Jervis come il nemico di Basaglia, a combattere l’idea di un duello che c’è stato solo per chi ama le più sciatte semplificazioni.


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: