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Calabria

Promoveatur ut amoveatur : Bregantini trasferito dalla Calabria, un dramma

jeudi 8 novembre 2007 par Emiliano Morrone
Sono in tanti, in Calabria, a brindare alla « promozione » di Giancarlo Bregantini, tolto alla « sua » Locri per essere destinato come arcivescovo metropolita alla diocesi più importante di Campobasso. Tanti. E levano in alto i calici : « Buon viaggio ! » Lui no, però. E intorno a lui cresce l’angoscia di quanti, improvvisamente, si sentono orfani di chi per anni è stato il massimo punto di riferimento morale nella resistenza dei calabresi per bene contro la ’ndrangheta. Ma certo, è probabile che (...)

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> Promoveatur ut amoveatur : Bregantini trasferito dalla Calabria, un dramma ..... dal Vaticano è giunta l’ufficializzazione del trasferimento del prelato a Campobasso.

jeudi 8 novembre 2007


-  Il Vaticano ufficializza il trasferimento di monsignor Bregantini a Campobasso
-  Lacrime tra i fedeli nel duomo della città dove il prelato ha celebrato messa

-  Locri, via il vescovo anti-’ndrangheta
-  "Obbedisco anche se con dolore"

Polemiche e proteste contro la decisione della Santa Sede

ROMA - Monsignor Giancarlo Bregantini lascia Locri tra gli applausi e le lacrime dei fedeli che si sono raccolti nella cattedrale dopo che dal Vaticano è giunta l’ufficializzazione del trasferimento del prelato a Campobasso. L’ultima messa nella "sua" Locri, il vescovo anti-’ndrangheta l’ha celebrata sul sagrato della chiesa di Santa Maria del Mastro tra lo sconfinato affetto della sua gente. Un affetto cresciuto nel corso degli anni in cui Bregantini è diventato uno dei punti di riferimento morale nella resistenza dei calabresi per bene contro la ’ndrangheta.

Dopo 13 anni a Locri, monsignor Bregantini è stato promosso nuovo arcivescovo metropolita di Campobasso-Bojano, in sostituzione di monsignor Armando Dini che lascia la guida dell’arcidiocesi molisana per raggiunti limiti di età. Il 20 gennaio l’ex vescovo di Locri farà il suo ingresso nella sua nuova diocesi.

"Accolgo questa nomina con ogni obbedienza. Per obbedienza sono venuto e per obbedienza parto", dice il prelato in un’intervista alla Radio vaticana, rispondendo con "disponibilità" all’ordine del Papa : "Anche se con tanta sofferenza nel cuore, saluto la mia diocesi e mi avvio a un’altra. Lascio il testimone ai giovani. Loro restano qui, ma hanno imparato un metodo e lo vivranno, comunque e sempre, intensamente".

Bregantini ha poi voluto ribadire alcune delle posizioni assunte durante la sua permanenza a Locri : la Calabria "è trattata ancora come una terra dimenticata. Mancano tre cose. Anzitutto che tutte le istituzioni facciano la loro parte, in maniera piena e leale, qualitativa e quantitativa. Manca poi, in secondo luogo il collegamento tra tutte le realtà positive e, quindi, una coordinazione attuata in miglior modo".

Il prelato sottolinea poi che "soltanto con fatica si riuscirà ad innescare un processo di consapevolezza reale e visibile sul piano sociale, politico ed economico". "L’appello ad investimenti maggiori e a scelte più chiare è necessario - prosegue - è doveroso raccoglierlo".

Al suo posto, Bregantini si augura "che venga scelto come vescovo una persona che sia soprattutto umile, capace di adattarsi e di piegarsi sulle ferite della gente e della Locride, perché la gente in Calabria ha soprattutto bisogno di grande conforto e di grande consolazione nel nome di Gesù. Il resto viene attuato, poi, dalla loro tenacia".

Anche nel grande rilievo dato dai media alla sua vicenda, il religioso legge "l’affetto per questa terra, non solo per il vescovo, ma per questa terra. Di questo ringrazio tantissimo i mass media".

Il trasferimento di Bregantini, ampiamente anticipato nei giorni scorsi, ha suscitato reazioni critiche e polemiche da parte di alcuni esponenti delle istituzioni, a cominciare dal governatore Agazio Loiero e dai sindaci della Locride, e di componenti della società civile. Anche oggi i fedeli accorsi in cattedrale hanno raccolto firme "non per protestare contro la decisione pontificia ma come testimonianza di legame di fede e di affetto con il nostro Pastore".

* la Repubblica, 8 novembre 2007.


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