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Genere UmaNO: Donne e Uomini..... "Due Soli"(Dante)!!!

LA VIOLENZA DEL TAPPO DELLO SPUMANTE. GLI UOMINI CONTRO LE DONNE: UN FEMMINICIDIO. 24 novembre, manifestazione nazionale a Roma per spezzare la connivenza e il silenzio su questa violenza e su questa guerra - a cura di pfls

sabato 24 novembre 2007 di Maria Paola Falchinelli
[...] La manifestazione di sabato a Roma vuole spezzare proprio questo silenzio. "Una occasione per prendere parola nello spazio pubblico", come dice Monica Pepe del comitato "controviolenzadonne" che vorrebbe un corteo di sole donne. E Lea Melandri: "Manifestiamo per dire che la violenza non un problema di pubblica sicurezza, n un crimine di altre culture da reprimere con rimpatri forzati, e che per vincerla va fatta un’azione a largo raggio". Va fatta una legge, concordano tutti. (...)

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> LA VIOLENZA DEL TAPPO DELLO SPUMANTE. --- Titolo a caratteri cubitali: "Violentata ragazza di quindici anni, tunisino arrestato a Bologna". Sotto, in piccoli e discreti caratteri: "Abusava della figlia quattordicenne, arrestato nel barese". Il quotidiano e’ ovviamente lo stesso, il giorno e’ oggi, 14 febbraio 2009 (di M. G. Di Rienzo - Oggi).

domenica 15 febbraio 2009

OGGI

di Maria G. Di Rienzo *

Titolo a caratteri cubitali: "Violentata ragazza di quindici anni, tunisino arrestato a Bologna". Sotto, in piccoli e discreti caratteri: "Abusava della figlia quattordicenne, arrestato nel barese". Il quotidiano e’ ovviamente lo stesso, il giorno e’ oggi, 14 febbraio 2009.

Qualcuno pensa in buona fede che il cosiddetto "pacchetto sicurezza", non appena divenuto legge, potra’ essere utile alle prossime ragazze che in strada aspettano tranquillamente gli amici (Bologna) o che vengono picchiate, umiliate, stuprate per un anno intero dal loro papa’ (Bari)?

Supponiamo che, nel primo caso, lo straniero non fosse in regola con le norme di soggiorno e che avesse contratto una malattia infettiva: non e’ andato a farsi curare per timore di essere denunciato, cosi’ ha contagiato la ragazzina. Supponiamo che nel secondo caso ci fossero le ronde in citta’: passando sotto casa della quattordicenne hanno trovato tutto in ordine, l’inferno era dentro e non potevano vederlo. Supponiamo che entrambi gli stupratori avessero una residenza regolare: con gli elenchi dei "senza fissa dimora" le due fanciulle possono farci gli aeroplanini, sempre che un giorno ritrovino la voglia di ridere e giocare. Nessuno si permetta piu’ di dirmi che lo fanno per le donne, oltre che sarcastica potrei diventare furibonda.

E nessuno si permetta piu’ di teorizzarmi gerarchie nei diritti umani, perche’ furibonda lo sono gia’. Se qualcuno puo’ schiavizzare, picchiare, denigrare, stuprare e finanche uccidere qualcun altro perche’ "e’ la sua cultura", smettete di protestare per i massacri in Palestina (e’ la cultura del governo israeliano, un po’ di rispetto, per favore), per le guerre a stelle a strisce (e’ la cultura dei neoconservatori, va considerata) e per il negazionismo dell’Olocausto (cultura e come: ci sono fior di professoroni a farla).

Il concetto di diritti umani e’ riconoscibile in ogni cultura che la nostra specie ha prodotto. E’ stato riarticolato e riformulato attraverso i secoli e si evolve continuamente per contrastare gli attacchi all’umana dignita’ quali che essi siano e da qualunque parte provengano. Fu il concetto di "diritti umani", espresso nei termini dell’autodeterminazione, a formare la base delle lotte per l’indipendenza dalle dominazioni coloniali. Fu il concetto di "diritti umani" a sfidare l’apartheid e la discriminazione razziale. Fu il concetto di "diritti umani" a tagliare la cortina che separava pubblico e privato nelle vite delle donne, e a far riconoscere che tali diritti venivano violati in ambo le sfere.

L’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani attesta che "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignita’ e diritti". I principi dell’universalita’, inalienabilita’, interdipendenza ed indivisibilita’ dei diritti umani sono affermati in decine di trattati internazionali ed europei che il nostro Paese ha firmato. I trattati riportano anche con molta chiarezza il dovere degli Stati firmatari di assicurare non solo il rispetto dei diritti umani, ma anche la loro protezione e promozione.

Se il "pacchetto sicurezza" diventa legge italiana, cosi’ com’e’, non solo va nella direzione diametralmente opposta, ma apre le porte alla distruzione della Carta costituzionale, ed alla formazione di uno "stato in perenne emergenza" che in nome dell’emergenza stessa non sara’ soggetto a nessun controllo e potra’ permettersi ogni tipo di violenza.

C’e’ chi crede che la faccenda vada ad interessare solo migranti, rom, sinti e vagabondi, e poiche’ pensa che queste siano gia’ categorie subumane non e’ molto preoccupato. Si preoccupera’ domani, quando gli revocheranno il diritto di sciopero (un Paese in emergenza non puo’ permettersi turbolenze) e non sara’ in grado di negoziare il proprio contratto di lavoro. Si preoccupera’ dopodomani, quando lo porteranno via da casa per interrogarlo e non avra’ garanzie costituzionali rispetto alla detenzione e al processo (un Paese in emergenza puo’ ricorrere alla tortura per avere informazioni).

Senza offesa, e senza nessuna pretesa di spostarvi dalla mia parte: potreste preoccuparvi oggi?

* Fonte: LA DOMENICA DELLA NONVIOLENZA Numero 203 del 15 febbraio 2009 Supplemento domenicale de "La nonviolenza e’ in cammino"


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