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"FATTORIA ITALIA". LA SCRITTA SUL CANCELLO D’ENTRATA : "IL POPOLO DELLA LIBERTA’"

A FUTURA MEMORIA. APPROVATO IL "LODO ALFANO". L’IMMUNITA’ AD PERSONAM SALVA IL PRESIDENTE DI "FORZA ITALIA" DA TUTTO, MA NON DALL’IMMANE VERGOGNOSO REATO DELL’AVER RUBATO ALL’INTERO POPOLO ITALIANO LA PAROLA ***ITALIA*** E AVERNE FATTO IL NOME DEL SUO *PARTITO* E DELLA SUA *AZIENDA* - a cura di Federico La Sala

La Casa e la Repubblica degli italiani e delle italiane si chiamava : ITALIA. E il Presidente della Repubblica si chiamava Giorgio Napolitano....
mardi 22 juillet 2008 par Maria Paola Falchinelli
Ansa » 2008-07-22 20:12
GIUSTIZIA : IL LODO ALFANO E’ LEGGE
ROMA - L’Aula del Senato ha definitivamente approvato il "lodo Alfano", il disegno di legge che garantisce l’immunità per le alte cariche dello Stato fino alla scadenza del loro mandato. Il provvedimento è stato approvato con 171 sì, 128 no e 6 astenuti.
Il ministro della Giustizia Angiolino Alfano ha difeso con forza e con piglio polemico il disegno di legge che garantisce l’immunità delle alte cariche dello Stato (il Lodo che (...)

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> A FUTURA MEMORIA. APPROVATO IL "LODO ALFANO". ---- NAPOLITANO, IN RICORDO DI FALCONE E BORSELLINO SIAMO NAZIONE.

samedi 23 mai 2009

Ansa » 2009-05-23 11:38

NAPOLITANO, IN RICORDO DI FALCONE E BORSELLINO SIAMO NAZIONE

PALERMO - Nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, le commemorazioni del diciassettesimo anniversario della strage di Capaci. Alla manifestazione, alla presenza di centinaia di studenti di tutt’Italia di Napolitano e dei ministri Maroni, Alfano e Gelmini.

"Mai come in momenti come questo, uniti nel ricordo incancellabile di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e le altre vittime della mafia sentiamo di essere una nazione", ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nell’aula bunker di Palermo.

"Lo Stato c’é e si fa sentire. I risultati degli sforzi compiuti dalle forze dell’ordine e dai magistrati sono sotto gli occhi di tutti". L’ha detto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, intervenendo nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. Maroni, ricordando l’impegno di giudici, carabinieri, polizia e finanza, ha espresso loro il suo ringraziamento.

"Nel 2008 sono stati sottratti alle mafie beni per 4 miliardi di euro. Il triplo del 2007. E’ questo il miglior modo per celebrare le vittime della mafia : ricordare magistrati e forze di polizia impegnati nel contrasto ai boss", ha detto il ministro Maroni. Maroni ha elencato i dati relativi a sequestri, arresti e confische messi a segno all’inizio dell’anno dalle forze dell’ordine. "Da gennaio ci sono stati 1.088 arresti - ha spiegato - 97 operazioni antimafia. Sono finiti in cella 70 latitanti, alcuni dei quali inseriti nella lista dei 30 più pericolosi". "Sempre dall’inizio dell’anno - ha proseguito - sono stati sequestrati mille beni per 330 milioni di euro e confiscati 146 beni per un valore di 28 milioni di euro". "Solo a Palermo - ha ricordato Maroni - dall’inizio dell’anno sono stati messi a segno 19 blitz antimafia, arrestate 129 persone, tra le quali 5 latitanti. Due di loro erano nella lista dei 100 più pericolosi. In questi 5 mesi sono stati sequestrati 43 beni per 7 milioni di euro e confiscati in tutto proprietà e liquidi per 14 miliardi di euro". Maroni ha, infine, ricordato l’arresto del boss latitante Antonino Lo Nigro e tutti i recenti blitz delle forze dell’ordine facendo riferimento, da ultimo, a quello che ieri ha portato in cella Leonardo Badalamenti, figlio dello storico capomafia don Tano.

SORELLA MARIA, CADUTO MITO IMPUNIBILITA’ MAFIA- La sorella di Giovanni Falcone, Maria, intervenendo nel dibattito in corso all’aula bunker ha parlato di "caduta del mito dell’impunibilità della mafia" e ha sottolineato come quest’anno sia stato scelto come tema centrale dell’appuntamento quello del lavoro e dello sviluppo. "Fare sviluppo economico legale in Sicilia significa fare antimafia", ha detto Maria Falcone. Un filmato realizzato dalla Fondazione Falcone ha ripercorso l’attività del giudice e del suo collega Paolo Borsellino, con momenti di grande commozione, e scegliendo di mostrare più volte l’immagine del procuratore Antonino Caponnetto, che dei due giudici fu, oltre che un mentore, quasi un padre.

MARCEGAGLIA, LIBERI DI VOLARE NEL MONDO DELL’ONESTA’ - "Dobbiamo essere liberi di volare nel mondo dell’onesta". E’ l’appello che nell’aula bunker dell’Ucciardone ha lanciato Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. "Siamo qui - ha detto - per testimoniare l’impegno dell’associazione e delle imprese sane in favore della legalità e contro la cultura della corruzione, dell’evasione, della collusione che inquina il tessuto civile del nostro Paese". Marcegaglia ha ribadito, in un intervento più volte interrotto dagli applausi, che si è ormai affermata nel mondo dell’imprenditoria la "volontà di stroncare ogni forma di contiguità". E di spezzare il circolo vizioso del sottosviluppo che crea illegalità, che finisce per "impedire alla società sana di svilupparsi e progredire". Secondo il presidente di Confindustria l’economia sana non ha altra scelta che di espellere le sacche di collusione che ancora sopravvivono. Netto deve essere il "rifiuto di pagare il pizzo" ma anche l’impegno di isolare chi non denuncia il racket. "E’ questa un’operazione - ha sottolineato - che sta andando avanti estendendosi dalla Sicilia alle altre regioni. Gli imprenditori sanno che non ci può essere scelta diversa : o si sta dalla parte della legalità o contro la legalità". La conferma che questo processo è ormai in una fase avanzata viene, ha ricordato Marcegaglia, dal fatto che molti imprenditori che investono al Sud sono pronti a sottoscrivere protocolli di legalità.

NAPPOLITANO INCONTRA LE VITTIME DI MAFIA Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, prima di entrare nell’aula bunker dell’Ucciardone, ha incontrato i familiari di alcune vittime della mafia, alla presenza anche del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso. Prima il Presidente della Repubblica ha reso omaggio alle vittime dell’attentato di Capaci recandosi nella caserma Lungaro della polizia, a Palermo. Dopo avere deposto una corona di fiori ha incontrato i familiari di altre vittime della mafia. Erano presenti il presidente del Senato, Renato Schifani, e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Alla cerimonia hanno partecipato anche, tra gli altri, il capo della polizia, Antonio Manganelli, il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo e il sindaco di Palermo, Diego Cammarata.


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