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"Perché Silvio Berlusconi non è adeguato a guidare l’Italia"(The Economist).

PER L’ITALIA E PER LA CHIESA, UNA SPERANZA ? IN SARDEGNA IL PAPA PARLA CHIARO AL PREMIER BERLUSCONI IN PRIMA FILA ?! Serve una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile... - a cura di pfls

dimanche 7 septembre 2008 par Maria Paola Falchinelli
[...] Papa Ratzinger è arrivato alle 9.30 con un aereo dell’Aeronautica Militare, a bordo del quale ha viaggiato anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, che resterà accanto al Papa per l’intera giornata. A bordo pista, con il premier c’erano l’arcivescovo di Cagliari Giuseppe Mani, l’ambasciatore presso la Santa Sede Antonio Zanardi Landi, il presidente della Regione Renato Soru e il sindaco di Cagliari Emilio Floris [...] (...)

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> PER L’ITALIA E PER LA CHIESA, UNA SPERANZA. IN SARDEGNA IL PAPA PARLA CHIARO AL PREMIER BERLUSCONI IN PRIMA FILA ? --- Una brutta pagina nella storia della Chiesa.. Con questa brutta pagina l’ufficialità “burocratica” della Chiesa coniuga i suoi intenti con il mondo opulento, in una confusione di ruoli dove non si riconosce più Dio da Mammona (di Rosario Amico Roxas)..

mardi 9 septembre 2008

Una brutta pagina nella storia della Chiesa.

di Rosario Amico Roxas *

Una brutta pagina quella scritta di suo pugno a Cagliari da Benedetto XVI ; una brutta pagina dove si parla di divisione, di selezione, di giudizi non sempre ponderati, di valutazioni interessate.

Una brutta pagina che fa da corollario definitivo a tanti altri capitoli di una intera storia che coinvolge la religione e la religiosità come mezzo al servizio del potere e non come fine supremo dell’uomo.

Il sasso nello stagno, che dilata le sue evoluzioni, è stato lanciato con l’affermazione che occorrono più cattolici in politica, auspicando che una tale risoluzione possa surrogare l’assenza di etica nell’attuale gestione del potere.

Così detto sembrerebbe una condanna senza equivoci di quei troppi politici che all’ultimo momento hanno indossato i paramenti della religione per cattivarsi distratte simpatie.

Ma lo scopo pontificale è sottinteso, è riservato agli addetti ai lavori, rimane comprensibile solo a chi cerca di capire oltre le parole, analizzando l’intero itinerario dialettico.

E’ casuale che tale suggerimento papale arrivi all’indomani del meeting di Rimini di CL ?

Sappiamo benissimo che in Vaticano nulla accade casualmente, ma tutto è valutato nei minimi particolari che devono tutti rientrare in un disegno e un programma ben definito.

La richiesta di “nuovi cattolici in politica” non è una domanda, una richiesta per migliorare la qualità della politica, è, bensì, una risposta implicita, o, se si preferisce, una interrogazione indiretta alla quale era già stata fornita la risposta.

Se qualcuno volesse chiedere dove trovare questi auspicati “nuovi giovani politici cattolici”, il meeting di Rimini, i discorsi ufficiali dei cardinali e dei dirigenti, hanno fornito la risposta, prima ancora che fosse perfezionata la domanda , in modo da non far capire il rapporto diretto di causa ed effetto, dove l’effetto precede la causa.

Rimane una pagina bruttissima, ma anche triste per il mondo cattolico, perché ci presenta la guida spirituale di tutto il mondo cattolico, schierato con il potere, senza prendere in nessunissima considerazione il livello etico della persona che gestisce tale potere, la sua caratura morale, la sua integrità come uomo, come imprenditore e come politico, i suoi fini diventati palesi, i suoi programmi che minacciano la democrazia, le sue soluzioni che penalizzano le fasce più povere della popolazione e esaltano le opulenze che non contribuiscono ad affrontare i problemi della nazione.

Una brutta pagina perché sancisce l’accettazione da parte del vicario di Cristo dello “status quo”, consegnando la nazione, e quel che è peggio, il mondo cattolico, nelle mani di chi della religione ha dimostrato di volersi servire, lontanissimo dall’ipotesi di mettersi al servizio della religione, servendo il paese e nel paese i “figli prediletti di Dio”, dove Cristo si incarna e vive in comunione.

Con questa brutta pagina l’ufficialità “burocratica” della Chiesa coniuga i suoi intenti con il mondo opulento, in una confusione di ruoli dove non si riconosce più Dio da Mammona.

Rosario Amico Roxas

* Il Dialogo, Martedì, 09 settembre 2008


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