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EV-ANGELO E COSTITUZIONE: "DIO NON E’ CATTOLICO" (Carlo Maria Martini). DIO E’ AMORE ( "CHARITAS"). NON E’ MAMMONA (Benedetto XVI, Deus caritas est, 2006) E NEMMENO "MAMMASANTISSIMA"!!!

LA CHIESA CATTOLICA, IL BERLUSCONISMO, E L’ITALIA: BIBBIA, COSTITUZIONE E SCUOLA. DOPO IL SINODO DEI VESCOVI, L’URGENZA E LA NECESSITA’ DI FARE CHIAREZZA. PER UN DIALOGO VIVO E FECONDO, UNA NOTA - di Federico La Sala

sabato 1 novembre 2008 di Maria Paola Falchinelli
[...] c’ ancora molta confusione nel cielo del partito ’cattolico’ italiano: non hanno affatto ben capito n la unit-distinzione tra la “Bibbia civile” e la “Bibbia religiosa”, n tantomeno la radicale differenza che corre tra “Dio” ["charitas"] e “Mammona” ["caritas"] o, che lo stesso, tra la Legge del Faraone o del Vitello d’oro e la Legge di Mos!!! E non hanno ancora ben-capito che Repubblica dentro di noi ... non significa affatto (...)

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> BIBBIA, COSTITUZIONE E SCUOLA. PER L’ITALIA E PER LA CHIESA ---- Famiglia cristiana critica il decreto Gelmini. "Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa" e’ il titolo dell’editoriale. "La dicitura e’ roboante: ’Riforma della scuola’; piu’ prosaicamente -si legge sul settimanale dei paolini- ’contenimento della spesa’, a colpi di decreti, senza dibattito e un progetto pedagogico condiviso da alunni e docenti.

lunedì 27 ottobre 2008

SCUOLA: FAMIGLIA CRISTIANA, E’ SOLO TAGLIO SPESA GOVERNO RITIRI DL

NON E’ RIFORMA E NON GARANTISCE IL DIRITTO ALLO STUDIO

Roma, 27 ott. (Adnkronos) - Nel numero in edicola questa settimana, Famiglia cristiana critica il decreto Gelmini. "Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa" e’ il titolo dell’editoriale d’apertura del giornale. "Nel mirino c’e’ una legge approvata di corsa, in piena estate. La dicitura e’ roboante: ’Riforma della scuola’; piu’ prosaicamente -si legge sul settimanale dei paolini- ’contenimento della spesa’, a colpi di decreti, senza dibattito e un progetto pedagogico condiviso da alunni e docenti. Non si garantisce cosi’ il diritto allo studio: prima si decide e poi, travolti dalle proteste, s’abbozza una farsa di dialogo. Il bene della scuola (ma anche del Paese) richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini. Per senso di responsabilita’", scrive il settimanale.

E ancora: "Un Paese che guarda al futuro investe nella scuola e nella formazione, razionalizzando la spesa, eliminando sprechi, privilegi e ’baronie’ nonche’ le ’allegre e disinvolte gestioni’. Ma i tagli annunciati sono pesanti: all’universita’ arriveranno 467 milioni di euro in meno. Nei prossimi cinque anni il Fondo di finanziamento si ridurra’ del 10 per cento. Solo il 20 per cento dei professori che andranno in pensione verra’ sostituito. Come dire: porte chiuse all’universita’ per le nuove generazioni".

"Un Paese in crisi trova i soldi per Alitalia e banche: perche’ non per la scuola? Si richiedono sacrifici alle famiglie, ma costi e privilegi di onorevoli e senatori -sottolinea Famiglia cristiana- restano intatti. Quando una Finanziaria s’approva in nove minuti e mezzo; quando, furtivamente, si infilano emendamenti rilevanti tra le pieghe di decreti legge, il Parlamento si squalifica". E per il futuro non mancano le preoccupazioni: "Ci siamo appena distratti, che gia’ un’altra norma ’razziale’ impone ai medici di denunciare alla polizia gli immigrati clandestini che bussano al pronto soccorso".


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