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CIELO PURO E LIBERO MARE....

ETICA DELL’ATEISMO ?! AL DI LA’ DEI FONDAMENTALISMI LAICI E RELIGIOSI : UNA SECONDA RIVOLUZIONE COPERNICANA - di Federico La Sala

dimanche 2 novembre 2008 par Maria Paola Falchinelli
[...] L’"io voglio che Dio esista" di Kant - non dimentichiamolo - Ŕ da coniugare con la negazione della validitÓ della “prova ontologica” e non ha nulla a che fare con tutti gli idealismi platonici o cartesiani ed hegeliani e marxisti, e porta alla conciliazione dell’"uno" con l’altro "uno" e di "Dio" con il mondo.
Ma, a questo punto, con Kant come con Dante (Gioacchino da Fiore e Marx e Nietzsche e Freud ed Enzo Paci), siamo al di lÓ di Hegel e dell’imperialismo logico-romano (...)

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> ETICA DELL’ATEISMO ?! AL DI LA’ DEI FONDAMENTALISMI LAICI E RELIGIOSI --- Rousseau, Kant, e la "mediazione" di Papa Francesco e Scalfari. Liberali, laici e credenti (di Pawel Gaiewski)

mercredi 18 septembre 2013

Liberali, laici e credenti

di Pawel Gaiewski

in “Riforma” - settimanale delle Chiese Evangeliche Battiste Metodiste e Valdesi - del 20 settembre 2013

Il carteggio Scalfari-Bergoglio Ŕ giÓ entrato nella storia del pensiero contemporaneo e ho l’impressione che presto leggeremo un instant book contenente l’intera documentazione. Si tratta in ogni caso di un’operazione mediatica senza precedenti. ╚ stato il fondatore del quotidiano La Repubblica con il suo editoriale del 7 luglio ad aprire il dibattito sull’enciclica Lumen Fidei . Dopo un mese esatto Eugenio Scalfari pubblicava nuovamente un testo particolarmente denso, ponendo « al papa gesuita » tre domande « da illuminista » circa la possibilitÓ di salvezza di un non credente, l’assolutezza della veritÓ e il concetto di Dio, inteso come proiezione della mente umana.

Le risposte del papa dovevano dunque arrivare e ovviamente i tempi sono stati calcolati perfettamente : la lettera Ŕ datata 4 settembre ed Ŕ stata pubblicata esattamente una settimana pi¨ tardi. Per dovere di cronaca Ŕ giusto segnalare che ad agosto c’Ŕ stato anche uno scambio epistolare tra il pastore Peter Ciaccio ed Eugenio Scalfari (si pu˛ leggere all’indirizzo Internet http://vociprotestanti . it/2013/08/11/la-risposta-di-eugenioscalfari- al-pastore-peter-ciaccio/).

La risposta di Francesco contiene elementi inediti per un papa ma ben elaborati da altre scuole del pensiero cristiano finora non molto apprezzate dal Vaticano : teologia femminista, teologia della liberazione, teologia del pluralismo religioso. Si tratta prima di tutto della problematizzazione dell’assolutezza della veritÓ a favore della sua dimensione relazionale e del primato della coscienza individuale e di conseguenza della possibilitÓ di salvarsi aperta a chi non crede o crede « diversamente ». Entrambi gli argomenti nella teologia contemporanea sono oggetti di un dibattito che Ŕ ancora lontano da qualunque conclusione definitiva. La coscienza intesa nel senso della Critica della ragion pratica di Immanuel Kant Ŕ un tema caro anche a chi si professa agnostico o ateo.

Chi invece legge la lettera del papa attraverso la lente del pensiero protestante non pu˛ che apprezzare l’enfasi sull’amore salvifico e la chiara impostazione cristocentrica dell’intero ragionamento che rasentano i Sola Gratia e Solus Christus della Riforma.

La dimensione in cui bisogna collocare in ogni caso sia la lettera di Bergoglio a Scalfari sia l’enciclica Lumen fidei (redatta, di fatto, dalla coppia Ratzinger-Bergoglio) non Ŕ quella del confronto con il pensiero protestante. Il vero problema Ŕ l’illuminismo ; l’enfasi sulla luce non Ŕ casuale.

Tra le pieghe di questo documento, precisamente nel paragrafo 14, il documento critica la celebre esclamazione contenuta nell’ ╔mile di Jean-Jacques Rousseau : « Quanti uomini tra Dio e me ! ». Ecco la frase con cui l’enciclica commenta il pensiero del filosofo illuminista : « A partire da una concezione individualista e limitata della conoscenza non si pu˛ capire il senso della mediazione ».

Non mi sembra giusto attribuire a Rousseau « una concezione limitata della conoscenza » e ravviso in questo atteggiamento intellettuale una notevole distanza tra le posizioni protestanti e quelle di Ratzinger e Bergoglio. Qualunque forma di mediazione nel rapporto tra Dio e l’essere umano Ŕ stata respinta con forza dalla Riforma. Successivamente il motto ginevrino Post tenebras lux e il nostro valdese Lux lucet in tenebris sono stati elaborati in chiave illuminista, dando luogo a un cristianesimo dialogante e accogliente.

Grazie all’influsso del pensiero illuminista le nostre chiese si impegnano oggi per la totale neutralitÓ confessionale dello Stato e delle sue istituzioni, invocando con convinzione gli stessi diritti e doveri per tutte le comunitÓ di fede. In tutto questo siamo « orgogliosamente liberali », parafrasando il succo del discorso tenuto dal moderatore Eugenio Bernardini alla fine dell’ultimo Sinodo. Liberali e laici ma al tempo stesso credenti che annunciano con convinzione Ges¨ Cristo.

╚ una cosa che Scalfari e i cosiddetti laici italiani sembrano non comprendere. Scalfari nel suo articolo del 7 agosto (quello contestato dal pastore Peter Ciaccio) liquida il protestantesimo con la seguente definizione : « sette luterane che non hanno impedito la laicizzazione anzi ne hanno favorito l’espansione ».

Nel suo commento alla lettera di Francesco, pubblicato il 12 settembre, pur citando l’inizio del Vangelo secondo Giovanni, il nestore del giornalismo italiano esprime una sorta di speranza quasi escatologica concentrata sulla persona di questo papa. Non metto in discussione che Francesco sia un ottimo pastore d’anime e un eccellente comunicatore. La sua empatia Ŕ profonda.

Mi preoccupa soltanto il Solus Franciscus che comincia a diffondersi dentro e fuori della Chiesa cattolica romana.


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