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DIO E’ MAMMONA (Benedetto XVI, Deus caritas est, 2006)!!!

PERA E VATICANO. ALDO BODRATO DENUNCIA: LA LETTERA PREFAZIONE DI BENEDETTO XVI AL LIBRO "PERCHE’ DOBBIAMO DIRCI CRISTIANI" E’ UN’OPERAZIONE FRAUDOLENTA!!!

martedì 9 dicembre 2008 di Federico La Sala
[...] Resto convinto che la prefazione papale al testo di Pera sia un incidente, forse fraudolentemente provocato. Pera non è nuovo a questa pratica di assemblare abusivamente testi suoi e del Papa per fingere un dialogo diretto sul tipo di quello instaurato dal teologo Ratzinger con Habermas.
Mi suona poi incredibile, che un’istituzione attenta alla forma come quella vaticana, abbia potuto consentire l’uso del titolo pontificale per sottoscrivere una presentazione-recensione, che solo come (...)

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> PERA E VATICANO. ALDO BODRATO DENUNCIA ---- UNA SOLLECITAZIONE del Segretario di Stato Vaticano ALL’ONU, PERCHE’ RIVEDA E RISCRIVA LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE ALLA LUCE dei principi del "Perché dobbiamo dirci cristiani".

mercoledì 10 dicembre 2008

Il segretario di Stato Vaticano alla celebrazione dei 60 anni della dichiarazione Onu richiama la legge naturale, "antitesi del degrado morale in tante nostre società"

-  Bertone: "Senza rispetto per la vita
-  anche gli altri diritti vacillano"

-  Polemica, seppur velata, con le Nazioni Unite, e su quella visione del mondo
-  "che mette in discussione l’etica della procreazione, del matrimonio, della famiglia"

CITTA’ DEL VATICANO - "I diritti umani hanno sempre bisogno di essere difesi - ha detto il segretario di Stato della Santa Sede, card. Tarcisio Bertone ad un incontro in corso in Vaticano per il sessantesimo della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, che si è svolta oggi nell’Aula Paolo VI, presente il papa - ma non vanno confusi "con semplici e spesso limitati bisogni contingenti". Una polemica, seppur velata, con la stessa Organizzazione delle nazioni Unite. "Si constata che quando viene meno il riconoscimento del diritto alla vita e alla libertà religiosa anche il rispetto per gli altri diritti vacilla".

"La Chiesa, insieme con la saggezza politica e giuridica - ha affermato il segretario di Stato Vaticano - ha sempre sostenuto il principio della indivisibilità dei diritti umani: ognuno di essi rispecchia tutti gli altri e rimanda ad essi come a elementi complementari e insostituibili di se stesso". Ma senza un richiamo forte alla legge naturale, i diritti umani diventano solo strumenti di una visione individualistica in cui prevale l’arbitrio e l’abbandono della legge morale. "Rispettare e rinvigorire i diritti fondamentali - ha detto il segretario di Stato Vaticano - sarà un modo concreto attraverso cui contrastare le forme, differenti e diffuse, di abbandono dei cardini di ordine morale nei rapporti sociali, dalla dimensione interpersonale sino a quella delle relazioni internazionali".

Occorre, insomma, definirne "l’esatta natura", che la Dichiarazione fa discendere dalla "dignità che è comune ad ogni essere umano", "senza far dilagare la domanda di diritti in ogni direzione". "Ricondurre all’originaria impostazione della Dichiarazione anche le nuove situazioni è possibile - sostiene Bertone - e può essere una strada da seguire per dare rinnovato vigore alla causa dell’uomo".

Comunque, "anche una volta riconosciuti e perfino fissati in una eventuale convenzione" - ha proseguito il segretario di Stato - i diritti umani vanno sempre difesi, "hanno bisogno - ha detto - di fedeltà da parte nostra, perchè possono essere persi di vista, reinterpretati in modo restrittivo o addirittura negati".

"Rispettare e rinvigorire i diritti fondamentali - ha proseguito - sarà un modo concreto attraverso cui contrastare le forme differenti e diffuse di abbandono dei cardini di ordine morale nei rapporti sociali". Il costante legame con la legge naturale sia insomma "l’antitesi di quel degrado che in tante nostre società ha interesse a mettere in discussione l’etica della vita e della procreazione, del matrimonio e della vita famigliare, come pure dell’educazione e della formazione delle giovani generazioni, introducendo unicamente una visione individualistica - ha concluso Bertone - su cui arbitrariamente costruire nuovi diritti non meglio precisati nel contenuto e nella logica giuridica".

* la Repubblica, 10 dicembre 2008


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