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Appello

Aiutateci. Perché c’è il rischio che finisca l’azione civile, sociale e culturale di "la Voce di Fiore". Speriamo che la Ndrangheta non vinca ancora

mercredi 24 décembre 2008 par Emiliano Morrone
Cari lettori, cari amici,
nonostante la nostra richiesta d’aiuto, chiara e vera, la risposta ottenuta fin qui ci preoccupa molto. Ringraziamo di cuore chi ha voluto darci del suo, indipendentemente dall’importo.
Siamo ancora ben lontani dall’obiettivo di rimetterci in sesto.
Ci spieghiamo meglio.
Abbiamo bisogno del vostro sostegno, senza il quale non possiamo continuare la nostra - e vostra - battaglia per un’emancipazione della Calabria.
Vogliamo essere liberi, e per questo dobbiamo (...)

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> Aiutateci... Speriamo che la Ndrangheta non vinca ancora --- la battaglia sulla criminalità è una questione che viene prima di tutto e tocca tutti (Roberto Saviano).

mercredi 17 décembre 2008


-  L’autore di "Gomorra" intervistato da Massimo Giannini su Radio3 parla
-  anche dell’inchiesta napoletana : "La mafia non riguarda solo il centrodestra"

-  Saviano : "La camorra tocca tutti
-  il governo può fare molto di più"

ROMA - Contro la camorra "il governo potrebbe fare di più : è stato importante mandare i parà, perché bisognava rispondere con un piano militare ma questo non basta assolutamente : c’è ancora tanto da fare e le risorse ci sono". Roberto Saviano torna a ribadire le sue idee sulla criminalità organizzata intervistato questa mattina su Radio3 da Massimo Giannini, spaziando dall’inchiesta sugli appalti a Napoli alla riforma della giustizia.

La battaglia sulla criminalità. Gli scontri tra studenti di destra e di sinistra sono "vecchi" e fanno solo il gioco di chi vuole deviare l’attenzione dalle questioni vere, in primo luogo da quella della criminalità ha spiegato Saviano che nel pomeriggio incontrerà gli studenti dell’università Roma Tre dopo la proiezione la proiezione del film di Matteo Garrone tratto dal suo libro. "Forse tra le nuove generazioni si sta parlando alla questione criminale in maniera diversa - ha sottolineato Saviano parlando a Radio3 - Sento tantissimo la deideologizzazione. Io parlo ai giovani. Ai giovani di destra come ai ragazzi di sinistra o a ragazzi semplicemente che non hanno alcun tipo di posizione. E l’idea di andare a parlare all’università, anche se sono stato invitato dall’Onda, era quella : poter parlare a tutti e non solo a una parte, perché la battaglia sulla criminalità è una questione che viene prima di tutto".

La mafia non riguarda solo centrodestra. Parlando della bufera scoppiata al Comune di Napoli, Saviano non è sorpreso. "E’ da tempo che, soprattutto nel Sud Italia, queste connivenze sono state denunciate : io stesso e molti altri, sull’Espresso e su Repubblica, abbiamo scritto di questa sorta di connivenze, di questa assoluta percezione sbagliata di credere che il male stia solo dall’altra parte, che la mafia sia una cosa che riguarda solo il centrodestra".

"Detto questo - ha aggiunto l’autore di Gomorra, - mi sento di dire che non può essere utilizzata inchiesta per criminalizzare un’intera parte politica, dell’una o dell’altra parte. Ma credo che una cosa da fare, finalmente, sia prendere le distanze da certi meccanismi imprenditoriali", che "sono di periferia, sembrano lontani da Roma, ma in realtà incidono tantissimo".

Il rapporto tra politica e crimine. Più in generale, rispondendo a una domanda sugli sviluppi dell’inchiesta Global service, Saviano ha spiegato che, a suo giudizio, "oggi il rapporto tra politica e crimine è diverso rispetto a Tangentopoli e alla Cosa Nostra del maxiprocesso. Oggi le organizzazioni criminali determinano gli equilibri politici come potrebbero determinarli la Microsoft, la Bmw o la General Motors. Al di là di quella che può essere la mazzetta al singolo politico o consigliere comunale, indipendentemente dalle scelte individuali di corruzione, le organizzazioni criminali riescono a condizionare il clima politico attraverso il loro potere economico".

Riforma della giustizia. Roberto Saviano segnala il rischio che l’annunciata riforma della giustizia "venga utilizzata per rendere più complicate non tanto le inchieste antimafia, quanto la possibilità di arrivare ai livelli economico-finanziari della criminalità organizzata". "Tutti i boss che usano lo strumento militare, che uccidono - ha spiegato Saviano parlando con Massimo Giannini - prima o poi vengono eliminati o finiscono in galera, ma sanno benissimo che la morte è una parte necessaria del loro mestiere. Il vero problema è arrivare al livello economico, a quei personaggi che entrano in relazione con le organizzazioni criminali, ma senza farne parte o partecipare alle operazioni di sangue".

Per l’autore di Gomorra, dunque, il "rischio è che con un determinato tipo di riforma della giustizia e con gli attacchi alla magistratura si tenda a voler chiudere la partita con l’imprenditoria criminale, impegnandosi soltanto nella cattura dei criminali. Ma preso uno ne spuntano altri dieci, anche perché le organizzazioni mafiose non hanno il monopolio, i capi non durano 40-50 anni come i politici, le nuove generazioni prendono continuamente il posto delle vecchie".

* la Repubblica, 17 dicembre 2008


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