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La Sala

L’AMORE NON E’ LO ZIMBELLO DEL TEMPO: "AMORE E’ PIU’ FORTE DI MORTE" (Cantico dei cantici: 8.6). Un omaggio a William Shakespeare* e a Giovanni Garbini** - progetto e selezione a cura del prof. Federico La Sala

lunedì 6 febbraio 2006 di Emiliano Morrone
SHAKESPEARE, SONETTO 116
Let me not to the marriage of true minds
Admit impediments. Love is not love
Which alters when it alteration finds,
Or bends with the remover to remove:
O, no! it is an ever-fixed mark,
That looks on tempests and is never shaken;
It is the star to every wandering bark,
Whose worth’s unknown, although his height be taken.
Love’s not Time’s fool, though rosy lips and cheeks
Within his bending sickle’s compass come;
Love alters not with his brief hours and (...)

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> L’AMORE NON E’ LO ZIMBELLO DEL TEMPO --- "AMLETO" (SHAKESPEARE) E IL PROBLEMA DEL CORPO MISTICO DELLA REGINA E PAPESSA D’INGHILTERRA (ELISABETTA I ).

domenica 9 aprile 2023

"THE GLOBE THEATRE" ("PIANETA TERRA"): "AMLETO" (SHAKESPEARE) E IL PROBLEMA DEL CORPO MISTICO DELLA REGINA E PAPESSA D’INGHILTERRA (ELISABETTA I ). Note di commento a margine di alcuni passaggi dell’Amleto:

La rivelazione di Polonio relativa al fatto che "in my youth I suffered much extremity for love" ("Hamlet", II.2.190-224), a mio parere, essendo legato come al tema della concezione ("Conception is a blessing"), al "come nascono i bambini" (i "figli di Dio"), sollecita a porre particolare attenzione ai nodi non sciolti da Amleto, come dallo stesso Shakespeare, e, infine, dalla stessa cultura europea dell’attuale presente storico!

Polonio, avendo "sofferto terribilmente per amore" e quasi rischiato di diventare pazzo come Amleto ("He is far gone, far gone!"), per seguire (ipoteticamente) il "sogno" dello stesso Amleto (quello del "figliuol prodigo", come sembra suggerire l’uso e il richiamo al "come prodiga [prodigal] /l’anima nel riempire di voti la lingua") e risolvere il problema del "marcio in Danimarca" (il nodo dell’incesto e dell’adulterio), ordina con durezza e determinazione a Ofelia di fare come egli ha fatto, per non "illudersi" e non "scottarsi":

      • POLONIUS Ay, springes to catch woodcooks. I do know,
        -  When the blood burns, how prodigal the soul
        -  Lends the tongue vows. [...]
        -  I would not, in plain terms, from this time forth
        -  Have you so slander any moment leisure
        -  As to give words or talk with the Lord Hamlet.
        -  Look to ’t, I charge you. Come your ways.
        -  OPHELIA I shall obey, my lord. "
      • ("Hamlet", I.3.124-145).

In prospettiva, il problema da risolvere quello del "corpo mistico" di Cristo, "Papa" (Sacerdote) e, al contempo, Re (e, nella realt dell’epoca, del "corpo mistico" della Regina e "Papessa" - Elisabetta I d’Inghilterra) e, ancora e insieme, dei cittadini-figli e delle cittadine-figlie dell’Amore di Dio ("Love"), componenti del "corpo mistico" (teologico-politico), di cui il Figlio "Cristo", "Re" e "Sacerdote/Papa", la "testa"!

Per quanto incredibile possa apparire, con "Amleto", Shakespeare sollecita non solo l’Inghilterra ma tutta l’Europa del suo tempo "fuori dai cardini" ("out of joint") a interpretare in modo antropologicamente e teologicamente chiaro (al di l della lunga storia "edipica", di incesti e adulteri) il sogno del messaggio evangelico e portarsi (come Omero con Ulisse e Dante con Virgilio), al di l di Scilla e Cariddi, al di l degli opposti estremismi della tradizione teologico-politica cattolica e protestante.

"That is the question": la domanda, come ben si vede, non recintabile nel discorso poetico-teatrale e sollecita a essere "postata" oltre, nella scena storico-sociale, sul piano teologico-politico; e al contempo, riallacciando amleto-ticamente il filo con Wittenberg (Lutero) e con Giordano Bruno ("Lo spaccio della bestia trionfante"), riaprire (quantomeno) ancora e di nuovo la riflessione sulle "costruzioni nell’analisi" (S. Freud, 1937) dell’amore evangelico (lat. charitas, gr. xapitas), del corpo mistico di Cristo ("Ixthus"), e dell’eucharistia (εὐχαριστία), e riprendere il cammino della riforma religiosa e della rivoluzione copernicana.

Federico La Sala


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