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ITALIA : CALABRIA. LA SOCIETA’ SPARENTE .....

ROSARNO, DOPO REGGIO CALABRIA. Angela Napoli : « Un depistaggio dopo la bomba contro i pm ». Un’intervista di Susanna Turco - a cura di Federico La Sala

ANGELA NAPOLI. Da cinque legislature, seduta in commissione Antimafia, fa la guerra alla ’ndrangheta e alla mafia in genere. Denunce e appelli che le hanno portato in dote due macchine di scorta che la seguono da sette anni.
lundi 11 janvier 2010 par Federico La Sala
A San Giovanni in Fiore catena umana per l’Abbazia e la Legalità
Per ordine di "Mammona" ("Deus caritas est") - e di Mammasantissima !!!
CALABRIA. LOCRI : IL SEGRETO DEL VATICANO E DI PULCINELLA. Ormai il trasferimento di mons. Bregantini e’ certo.
Scaricabile gratis "La società sparente", libro su De Magistris e l’oscura Catanzaro, la corruzione in Calabria, ’ndrangheta, politica e massoneria deviata.

Angela Napoli : « Un depistaggio dopo la bomba (...)

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> ROSARNO, DOPO REGGIO CALABRIA. --- Auto con armi all’aeroporto di Reggio. Nel veicolo trovato un vero arsenale. "Forse un’intimidazione a Napolitano".

jeudi 21 janvier 2010


-  PAURA NEL GIORNO DELLA VISITA DI NAPOLITANO

-  Auto con armi all’aeroporto di Reggio
-  "Forse un’intimidazione a Napolitano"

-  Nel veicolo trovato un vero arsenale.
-  I carabinieri frenano : nessun legame
-  con la visita odierna del Capo di Stato
*

REGGIO Un vero arsenale bellico è stato trovato dai carabinieri su un’automobile parcheggiata nei pressi dell’aeroporto di Reggio Calabria. La macchina si trovava in via Ravagnese. La scoperta è stata fatta durante i pattugliamenti predisposti per la visita del Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

L’episodio, stando a quanto si apprende, non è da collegarsi alla visita del presidente, bensì a una banda di criminali (probabilmente astorsori) che si sono sentiti in pericolo proprio per i pattuglioni delle forze dell’ordine che hanno vigilato per l’intera permanenza del Capo dello Stato a Reggio. Nell’auto sono stati sequestrati due fucili a canne mozze, due pistole (una a tamburo e una semi automatica), esplosivo e benzina. Nell’autovettura, una Fiat Marea di colore nero, risultata rubata nei giorni scorsi a Reggio Calabria, i militari dell’Arma hanno anche rinvenuto tre passamontagna di colore verde, oltre alle armi, a due ordini rudimentali e ad una tanica con liquido infiammabile.

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno escluso in maniera categoria che il fatto fosse legato alla visita del Presidente della Repubblica. L’auto è stata individuata da una pattuglia intorno alle 12.30 in via Ravagnese, regolarmente parcheggiata, ma non chiusa e con un finestrino semi aperto. All’interno i carabinieri hanno trovato due fucili semiautomatici da caccia calibro 12 con le canne tagliate. Poi, sotto il sedile del guidatore sono state trovate due pistole, una calibro 7.65 ed una 38 a tamburo, e due ordigni rudimentali, un composto da un tubo lungo una trentina di centimetri e largo 12 ed un altro di 15 centimetri per 12, collegati con una miccia a lenta combustione e tre passamontagna di colore verde. Nel bagagliaio, infine, è stata trovata una tanica da due litri con liquido infiammabile alla quale erano attaccati fiammiferi antivento. Secondo i carabinieri, gli ordigni e le armi, con ogni probabilità, dovevano servire a compiere attentati di intimidazione nei confronti di commercianti o imprenditori.

Di parere diverso gli esperti antimafia che collegano - stando a quanto riferito dall’agenzia Agi - l’episodio di oggi con quanto accaduto il 3 gennaio con la bomba artigianale fatte esplodere davanti gli uffici giudiziari di Reggio. « La scoperta dell’auto nei pressi dell’aeroporto di Reggio Calabria durante la visita dal Capo dello Stato può benissimo essere un atto intimidatorio, una sorta di sfida lanciata dalla ’ndrangheta ». « È strano - si fa notare - che dei criminali viaggino con un arsenale a bordo di un’auto durante la visita del presidente della repubblica, durante la quale, chiaramente, vengono rafforzate tutte le misure di sicurezza e controlli nelle strade ». « D’alta parte, però sottolineano gli stessi inquirenti »il fatto rappresenta anche un segno di debolezza della criminalità organizzata calabrese messa a dura prova dalle continue operazioni e indagini che l’antimafia sta portando avanti nel paese« .

* La Stampa, 21/1/2010 (13:40)


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