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GERMANIA SOTTO SHOCK. SACERDOTI ED EDUCATORI NELLE VESTI DI AGUZZINI

SCUOLE CATTOLICHE : A BERLINO (E NON SOLO), UN ORRORE SENZA FINE. Una nota di Andrea Tarquini - a cura di Federico La Sala

Dopo le vittime del Canisius, si sono decisi a rompere il muro del silenzio anche ex studenti di scuole superiori cattoliche ad Amburgo, Hannover, Goettingen, a Hildesheim o nella Selva Nera.
samedi 6 février 2010 par Federico La Sala
[...] Dopo le vittime del Canisius, si sono decisi a rompere il muro del silenzio anche ex studenti di scuole superiori cattoliche ad Amburgo, Hannover, Goettingen, a Hildesheim o nella Selva Nera. Un altro istituto superiore di prestigio, lo Aloisiuskolleg di Bad Godesberg (il quartiere meridionale di lusso di Bonn) sarebbe stato luogo di casi di abuso sessuale particolarmente gravi. Un avvocato delle vittime di violenze sessuali al Canisius si sta preparando a una causa collettiva presso (...)

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> SCUOLE CATTOLICHE : A BERLINO (E NON SOLO), UN ORRORE SENZA FINE. ---- Il collegio gesuita Canisius di Berlino godeva di un’ottima fama e reputazione (di Walter Rauhe - Quella Germania cattolica divisa dagli scandali).

dimanche 9 mai 2010

Quella Germania cattolica divisa dagli scandali

di Walter Rauhe (il Messaggero, 9 maggio 2010)

Il collegio gesuita Canisius di Berlino godeva di un’ottima fama e reputazione. È qui che la Berlino bene mandava i suoi figli a studiare il latino e il greco e ad ottenere un’ampia educazione scolastica sulla quale costruire poi carriere da manuale nel mondo della politica, dell’imprenditoria e della cultura tedesca. Ma dall’inverno scorso molto se non tutto è cambiato all’interno dell’esclusivo ginnasio situato a pochi passi dall’Ambasciata italiana di Berlino. È proprio al Canisius infatti che in una fredda mattina di gennaio sono venuti alla luce i primi casi di abusi sessuali di minori che di lì a poco si sarebbero allargati a macchia d’olio in tutta la Germania e nel resto del nord Europa provocando uno scandalo senza precedenti nella Chiesa cattolica tedesca, così vicina spiritualmente ed anagraficamente, allo stesso Papa Benedetto XVI.

E pensare che cinque anni fa fu proprio la nomina di un pontefice tedesco a nutrire le speranze di una Chiesa che in Germania da decenni ormai perde non solo fedeli, ma anche peso politico e sociale. Basta uno sguardo alle cifre per comprendere il dilemma dei cattolici tedeschi. Solo il 30,7% della popolazione (contro il 44,6% ancora nel 1970) appartiene a questa comunità religiosa che numericamente è stata quasi sorpassata da quella evangelica (30,1%) fondata da Martin Lutero e dalle sue celebri 95 tesi nel sedicesimo secolo.

Ma la comunità più grande in Germania è ormai quella degli atei, cresciuta nel 2008 a ben il 34,1% della popolazione complessiva e vero specchio di una società sempre più laica ed estranea agli insegnamenti delle Chiese e specialmente ai dogmi di quella cattolica. Il celibato, l’infallibilità del Papa, l’esclusione delle donne dall’altare e dai vertici ecclesiastici, la confessione o addirittura la reintroduzione delle messe in latino incontrano in Germania un muro d’incomprensione e di aperta dissonanza con il Vaticano rafforzando il movimento ecumenico che chiede una riconciliazione tra le due grandi chiese cristiane e le tante associazioni di base come “Kirche von Unten” (Chiesa dal basso) o “Wir sind Kirche” (Noi siamo Chiesa) che dopo lo scoppio dello scandalo pedofilia hanno chiesto le dimissioni del Papa.

Particolare rilevanza possiedono così in Germania i teologi e religiosi in aperto dissenso con le gerarchie ecclesiastiche, come ad esempio il teologo di Tubinga Hans Kueng. Nel 1979 la Congregazione per la dottrina della fede gli ha revocato la “missio canonica” (l’autorizzazione all’insegnamento della teologia cattolica) in quanto ha messo in discussione il dogma dell’infallibilità papale. Altro noto esponente della “dissidenza” cattolica è l’ex parroco Eugen Drewermann. Già nel 1986 l’allora cardinale Joseph Ratzinger espresse grande preoccupazione per i dubbi avanzati da Drewermann sulla reale nascita di Gesù dalla Vergine Maria e sull’affidabilità storica di altri eventi narrati nelle Sacre scritture. Il parroco e teologo venne radiato nel 1991 dalla chiesa cattolica e da allora è uno dei più noti critici tedeschi del Vaticano.

Ma non c’è teologo, critico o riformatore così minaccioso per i cattolici di lingua tedesca come lo scandalo pedofilia. I casi di abusi sessuali all’interno delle istituzioni religiose nella sola Germania, Austria e Svizzera si sommano ormai a ben oltre i 4000. E le dichiarazioni di ieri del presidente della Conferenza episcopale tedesca Robert Zollisch che ha definito la decisione del Papa di accogliere “rapidamente” le dimissioni del vescovo di Augusta Walter Mixa come “una possibilità di rinnovamento per la chiesa tedesca” restano solo un buon auspicio.


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