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LA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI E L’ OCCUPAZIONE DEFINITIVA DELLA LEGGE E DELLA LINGUA. LA PRIMA PAROLA DELLA COSTITUZIONE "ITALIA" E’ SOTTO "COPYRIGHT" DEL PARTITO DEL CAVALIERE DAL 1994. E SOTTO "COPYRIGHT" E’ ANCHE IL "POPOLO DELLA LIBERTA’"!!! "L’ITALIA SONO IO": AVANTI TUTTA, "FORZA ITALIA"!!! A futura memoria ...

L’ITALIA E LA LEGGE "BAVAGLIO": LA SOLUZIONE FINALE, "I PAPI", E I NIPOTI DI "PILATO" EICHMANN. Sulla "fretta del regime", una nota di Ilvo Diamanti - a cura di Federico La Sala

La legge sulle intercettazioni. Serve a impedire che si spezzi la magia della "Storia italiana". L’unica biografia del paese veramente autorizzata.
mercoledì 28 luglio 2010 di Federico La Sala
[...] Può sorprendere la determinazione con cui il governo spinge per approvare il disegno di legge sulle intercettazioni - in fretta, anzi subito, e con poche modifiche. Senza badare al parere dei magistrati, dell’opposizione, di molti giornalisti. Notoriamente "ostili". Senza curarsi neppure del dissenso espresso da esponenti del governo Usa e dalla maggioranza degli italiani [...]
LA QUESTIONE MORALE, QUELLA VERA - EPOCALE.
HEIDEGGER, KANT, E LA MISERIA DELLA FILOSOFIA - OGGI (...)

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> L’ITALIA COL BAVAGLIO: LA SOLUZIONE FINALE ---- CONTRO LA LEGGE, IL 1° LUGLIO, MANIFESTAZIONI A ROMA E IN ALTRE CITTA’. Ferrario: «Il Tg1 un’arma di distrazione di massa» (di Virginia Lori).

mercoledì 30 giugno 2010

CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO

Ferrario: «Il Tg1 un’arma di distrazione di massa»

La popolare giornalista dell’ammiraglia Rai condurrà insieme ad Ottavia Piccolo l’inizitiva della Fnsi dal palco di piazza Navona, il 1 luglio dalle 17. Manifestazioni nelle altre città

di Virginia Lori (l’Unità, 30.06.2010)

Ho accettato subito di condurre la manifestazione per la libertà di stampa con entusiasmo, perchè questa legge se passasse, diventerebbe un alibi per chi l’informazione completa già non la dà, come chi ha trasformato il principale telegiornale italiano un’arma di distrazione di massa». Tiziana Ferrario ha motivato così la sua adesione alla manifestazione indetta dalla Fnsi. La giornalista del Tg1 condurrà con Ottavia Piccolo l’iniziativa nazionale che si svolgerà il 1 luglio a Roma dalle 17 in Piazza Navona.

Come Chavez. «Una dichiarazione come quella del premier la poteva fare Chavez o un altro leader di un regime populista», ha intanto reagito Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, a Berlusconi che dal Brasile ha invitato a scioperare contro i giornali. «Abbiamo subito un nuovo atto di aggressione, fondato sul principio della libertà invertita. Siamo stufi di questi atti ha continuato Siddi . In questo paese c’è una casta espressa da un potere con un enorme conflitto d’interesse, che vuole proteggere se stessa, considerando l’informazione come nemico. È una deriva molto pericolosa».

La manifestazione «contro la legge bavaglio» si svolgerà oltre che a Roma con una Notte Bianca, a Conselice dove c’è il monumento alla libertà di stampa, e in molte città come Milano, Padova, Torino, a Trieste, Latina, Parma, Londra, Parigi. Per Roberto Natale, presidente della Fnsi, con il ddl intercettazioni «l’attacco non è solo al diritto-dovere dei giornalisti di informare ma soprattutto a quello dei cittadini di essere informati». Natale ha sottolineato la grande unità del mondo del giornalismo.

Federazione della stampa e Fieg sono stati ascoltati in commissione giustizia alla camera, nell’ambito delle audizioni accordate alcuni giorni fa dalla presidente Bongiorno. Il presidente della Fieg Carlo Malinconico ha presentato un documeto scritto. «Il ddl sulle intercettazioni, approvato dal Senato, incide ancora pesantemente sulla libertà di informazione, nonostante i miglioramenti apportati». È la valutazione di Malinconico che esprime in particolare «gravi preoccupazioni, per le previsioni normative volte a comprimere la pubblicazione di notizie riguardanti inchieste penali». «In luogo del divieto ’tout court’ si prevede ora riconosce Malinconico la possibilità di pubblicare per riassunto, una volta caduto il segreto». Tuttavia resta un «regime incoerente per le intercettazioni», vige il divieto assoluto di pubblicazione, anche se non più coperte da segreto, fino al processo, pena la gravissima sanzione della reclusione da 6 mesi a 3 anni ma manca nel testo del ddl, «un filtro capace di eliminare dal fascicolo processuale le intercettazioni non rilevanti». Se si considera che le intercettazioni sono state limitate ai reati che destano allarme nella pubblica opinione e che manca tale filtro per i contenuti irrilevanti, l’effetto è che per reati gravissimi non sarà possibile dare notizie di circostanze non più coperte da segreto.».


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