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PALESTINA E ISRAELE. PER LA PACE E IL DIALOGO - QUELLO DEI CORAGGIOSI E DELLE CORAGGIOSE ....

ISRAELE, LA PARANOIA DELLA FORTEZZA, E UN NOME : ITZHAK RABIN. Una nota di Moni Ovadia - a cura di Federico La Sala

Manuela Dviri : (...) non c’è nulla da spiegare. C’è solo da fare. C’è da ritirarsi finalmente, e per sempre, dai territori. E da Gaza ! » (...)
samedi 5 juin 2010 par Federico La Sala
La fortezza della paranoia
di Moni Ovadia (l’Unità, 05.06.2010)
L’assetto psicologico che caratterizza i leader dell’attuale governo israeliano è ben rappresentato da una sola frase che il suo ministro della difesa Ehud Barak, il soldato più decorato della storia di Israele, ha pronunciato in occasione del discorso di congratulazione agli uomini del commando che hanno bloccato la Freedom Flottilla con un massacro :« ...qui [in Medio Oriente] non c’è pietà per i deboli (...)

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> ISRAELE, LA PARANOIA DELLA FORTEZZA, E UN NOME : ITZHAK RABIN. ---- Israele cessi, una volta per tutte, di essere « Stato ebraico » per diventare solo democratico (di Piero Stefani - « Sulla strada per diventarlo ».

lundi 7 juin 2010

LA TERRA CHE DIO DIEDE A ISRAELE LA TERRA che Dio diede a Israele era molto bella. Quando Mosè mandò degli uomini in avanscoperta per esplorare la Terra Promessa e prelevare campioni dei suoi prodotti, essi tornarono con fichi, melagrane e un grappolo d’uva così grosso che dovette essere trasportato su una sbarra da due uomini ! Sebbene per mancanza di fede tornassero indietro spaventati, in effetti riferirono che ‘nel paese scorreva latte e miele’. Proprio prima di entrare infine nel paese, il portavoce di Geova assicurò al popolo : “Geova tuo Dio sta per introdurti in un buon paese, un paese di valli di torrenti d’acqua, di sorgenti e di acque degli abissi che scaturiscono nella pianura della valle e nella regione montagnosa, un paese di frumento e orzo e viti e fichi e melograni, un paese di olivi da olio e di miele, . . . nel quale non ti mancherà nulla, un paese le cui pietre sono ferro e dai cui monti caverai il rame”. Ancora oggi il paese continua a produrre in abbondanza. La bellezza e lo splendore di quell’antico paese della promessa ci interessano da vicino. Perché ? Perché le profezie messianiche si servono dell’abbondanza con cui Geova benedisse l’antico Israele per illustrare ciò che Dio farà per tutto il genere umano sotto il regno di Gesù Cristo, il “Principe della pace”.

NAZIONI CHE OCCUPAVANO LA TERRA CHE DIO DIEDE A ISRAELE QUANDO Geova diede a Israele la terra che aveva promesso ad Abraamo, essa era occupata da nazioni moralmente degradate. La Bibbia dice esplicitamente che Dio decretò la distruzione di queste nazioni malvage e che incaricò gli israeliti quali giustizieri. Molti criticano questa azione. Altri riconoscono umilmente che gli uomini imperfetti non hanno certo il diritto di ergersi a giudici di Dio. Queste persone desiderano capire perché Dio agì in un certo modo. Cosa apprendono ? Questo racconto storico dimostra chiaramente che tutti i popoli sono responsabili davanti a Geova Dio, il Creatore dell’uomo, sia che professino di credere in Lui o no. Dimostra anche che Dio, pur essendo paziente, non chiude gli occhi davanti alla trasgressione. (Ge 15:16) Il racconto fa capire bene che agli occhi di Geova la responsabilità dei figli piccoli ricade sui genitori ; egli non solleva i genitori da questa responsabilità e non dà loro motivo di illudersi che le loro azioni influiranno solo su di loro. Mostra pure che tutti quelli che abbandonano la condotta errata e si volgono all’adorazione di Geova possono essere risparmiati dalla distruzione. - Gsè 6:25 ; 9:3-10:11. La Bibbia identifica chiaramente le pratiche malvage degli abitanti di Canaan. L’Halley’s Bible Handbook (1964, p. 161) osserva : “Gli archeologi che scavano fra le rovine delle città cananee si chiedono perché Dio non li abbia distrutti prima”. La lezione è chiara : Geova non tollera la malvagità per sempre.

NAZIONI CHE AGGREDIRONO ISRAELE

ISRAELE era circondato da nazioni nemiche decise a impossessarsi del suo territorio. Sarebbe stato fagocitato da esse ? Finché rimase fedele, Israele ebbe la meglio. “Geova stesso combatteva per Israele”. - Gsè 10:14. Se ne ebbe una prova lampante sotto il regno di Giosafat . Le forze congiunte di Ammon, Moab e del monte Seir mossero contro Giuda. Giosafat chiese aiuto a Geova : ‘Ecco che vengono a cacciarci dal tuo possedimento che tu ci hai fatto possedere. O nostro Dio, non eseguirai il giudizio su di loro ?’ Certo ! A Giuda furono rivolte queste rassicuranti parole : “La battaglia non è vostra, ma di Dio”. Geova confuse i nemici, facendo in modo che si uccidessero fra loro. . Alla fine, dopo aver combattuto per secoli a favore di Israele, Geova lasciò che nazioni nemiche lo conquistassero. Nel 740 a.E.V. gli assiri posero fine al regno delle dieci tribù “perché i figli d’Israele avevano peccato contro Geova”. Poi, nel 607 a.E.V., il regno delle due tribù fu distrutto dai babilonesi per la sua disubbidienza. Questo periodo della storia di Israele mette in risalto l’importanza di ubbidire a Geova.

Per quanto riguarda il nome di Dio, invece di mettervi i segni vocalici giusti, nella maggioranza dei casi vi misero altri segni vocalici per ricordare al lettore di leggere ’Adhonày. Da ciò derivò la grafia Iehouah, diventata poi “Geova”, la tradizionale pronuncia del nome di Dio in italiano.

Quale pronuncia userete ?“Yahweh”.

Da dove hanno origine invece le pronunce “Jahveh”, “Yahweh”, e simili ? Si tratta di forme suggerite da studiosi moderni nel tentativo di ricostruire la pronuncia originale del nome di Dio.

Come esempio principale, prendiamo il nome di Gesù. In effetti nessun uomo lo sa con certezza, anche se forse lo chiamavano Yeshua (o forse Yehoshua). Una cosa è certa : non lo chiamavano Gesù.

(con rispetto e gratitudine...riverenziale e con tutto il bene del mondo....dal vostro (emigrato Integrato)

AVE saluti cari.


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