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RIPENSARE L’EUROPA. PER IL "RISCHIARAMENTO" ("AUFKLARUNG") NECESSARIO. ANCORA NON SAPPIAMO DISTINGUERE L’UNO DI PLATONE DALL’UNO DI KANT, E L’IMPERATIVO CATEGORICO DI KANT DALL’IMPERATIVO DI HEIDEGGER E DI EICHMANN !!!

FREUD, KANT, E L’IDEOLOGIA DEL SUPERUOMO. ALLA RADICE DEI SOGNI DELLA TEOLOGIA POLITICA EUROPEA ATEA E DEVOTA. Un breve saggio di Federico La Sala, con prefazione di Riccardo Pozzo.

In questa lezione incontriamo un altro Kant (...) Foucault scopre in Kant il contemporaneo che trasforma la filosofia esoterica in una critica del presente che replica alla provocazione del momento storico (...)
vendredi 27 novembre 2020
Foto. Frontespizio dell’opera di Thomas Hobbes Leviatano.
SIGMUND FREUD E LA LEZIONE DI IMMANUEL KANT : L’UOMO MOSE’, L’ UOMO SUPREMO, E LA BANALITÀ DEL MALE. I SOGNI DELLA TEOLOGIA POLITICA ATEA E DEVOTA E LA RIVOLUZIONE COPERNICANA. NOTE PER UNA RI-LETTURA
QUESTO L’INDICE (il testo completo è allegato - qui in fondo - in pdf) :
I
PRIMA PARTE :
SIGMUND FREUD, I DIRITTI UMANI, E IL PROBLEMA DELL’ (...)

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> FREUD, KANT, E L’IDEOLOGIA DEL SUPERUOMO. -- STORIA E STORIOGRAFIA. Storicizzare Freud : missione impossibile.

mercredi 21 octobre 2020

STORIA E STORIOGRAFIA...


Storicizzare Freud

di Aurelio Musi (L’identità di Clio - 29 Febbraio 2016)

La traduzione italiana del bel libro di Elisabeth Roudinesco, Sigmund Freud nel suo tempo e nel nostro (Einaudi 2015) e la pubblicazione, nello stesso anno, del mio Freud e la storia (Rubbettino 2015) rappresentano una stimolante novità per gli studiosi e per la considerazione del rapporto tra storia e altre scienze. La parola d’ordine è : storicizzare Freud. Naturalmente i suoi significati possono essere diversi.
-  Per la Roudinesco si tratta di proporre un modello di biografia storica con due obiettivi fondamentali. Il primo consiste nel dimostrare come l’invenzione freudiana abbia cambiato il modo stesso di scrivere la Storia. Il secondo obiettivo, meglio riuscito rispetto al primo, è la collocazione della scrittura di Freud nella storia del suo tempo. Il che significa per la Roudinesco ricostruire la rete e il contesto nei quali ha operato il fondatore della psicoanalisi, discepoli e dissidenti, i pazienti, la fortuna internazionale.
-  Io ho voluto compiere un’operazione differente : ricostruire e approfondire l’idea di storia che aveva Freud e dimostrare come tutto il suo itinerario, dalla formazione alle opere della maturità , vada nella direzione di un elogio della storicità. Da tale punto di vista il padre della psicoanalisi si colloca nello spirito del suo tempo e ha ancora molto da dire alla nostra epoca. Nello spirito del suo tempo è la Bildung degli anni di formazione : la cultura classica, l’ebraismo, la vicinanza ai padri del metodo storico, Droysen e Ranke in particolare, l’attrazione per grandi personaggi storici come Alessandro, Cromwell e Napoleone.
-  Freud ha ancora molto da dire a noi soprattutto perchè supera radicalmente la dicotomia tra le due culture, quella umanistica e quella tecnico-scientifica e si proietta verso la prospettiva unitaria delle scienze della vita. Egli può essere così visto in una luce nuova e suggerire un programma di straordinaria attualità : fare entrare la vita nella storia e la storia nella vita.


*

NOTA :

STORICIZZARE FREUD ? MISSIONE IMPOSSIBILE ...

VITA E FILOSOFIA. Se è vero, come è vero, che "Freud ha ancora molto da dire a noi soprattutto perchè supera radicalmente la dicotomia tra le due culture, quella umanistica e quella tecnico-scientifica e si proietta verso la prospettiva unitaria delle scienze della vita" (A. Musi, "Storicizzare Freud", L’identità di Clio, 29.02.2016), è altrettanto vero, a mio parere, che il progetto di "storicizzare Freud" è una missione impossibile, semplicemente perché egli ha conquistato un "luogo" storico, che è un luogo "meta-storico", che coincide con la messa in questione della stessa "coscienza" di chi fa "storia" e/o "storie" !

Dopo Copernico, dopo Darwin, non si può non riconoscere che è proprio Freud a stabilire che chi scrive la storia (a tutti i livelli) non è più padrone o padrona in casa sua. Vale a dire, diversamente, come sosteneva il maestro dello stesso Musi, Giuseppe Galasso (rievocando la lezione di Nietzsche) : "non è la storia maestra di vita, ma la vita maestra di storia". O no ?

Dopo i cosiddetti "maestri del sospetto" (Marx, Nietzsche, e lo stesso Freud), per evitare ricadute in fondamentalismi storiografici e nella fatale "dialettica dell’illuminismo", mi sia lecito, si cfr. un mio breve lavoro del 2010 : "Kant, Freud, e la banalità del male. Note per una rilettura".

Federico La Sala


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