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Costituzione, Politica e Cultura.. Uscire dalla "logica" del "paradosso del mentitore" istituzionalizzata

L’ITALIA "CONFUSA E AGITATA" E OFFESA !!! PRIMA DELLE ELEZIONI, RIMUOVERE LA TRAPPOLA DEL LOGO DEL PARTITO DI BERLUSCONI. Caro Presidente della Repubblica ... una domanda : ma può un Partito usare come Nome e Bandiera di "parte" il Nome e la Bandiera di TUTTO il Popolo Italiano ?!? Una lettera aperta del 2004 di Federico La Sala.

LA PAROLA RUBATA. Un omaggio agli intellettuali : Sigmund Freud, Gregory Bateson, Paul Watzlawick, Jacques Lacan, Elvio Fachinelli.
mardi 5 février 2008 par Emiliano Morrone
[...] La situazione politica ormai non è più riconducibile all’interno del ’gioco’ democratico e a un vivace e normale confronto fra i due poli, quello della maggioranza e quello della minoranza. Da tempo, purtroppo, siamo già fuori dall’orizzonte democratico ! Il gioco è truccato ! Cerchiamo di fermare il ’gioco’ e di ristabilire le regole della nostra Costituzione, della nostra Legge e della nostra Giustizia. Ristabiliamo e rifondiamo le regole della democrazia. E siccome la cosa non (...)

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> LA REPUBBLICA DELLA "PENISOLA DEI FAMOSI" E UN PARLAMENTO CHE CANTA : "FORZA ITALIA" !!! Caro Presidente della Repubblica ... una domanda : ma può un Partito usare come Nome e Bandiera di "parte" il Nome e la Bandiera di TUTTO il Popolo Italiano ?!? Una lettera aperta del 2004 di Federico La Sala.

lundi 8 octobre 2007

La politica è nuda

di Valentino Parlato (il manifesto, 03.10.2007)

Non mi capita spesso, ma questa volta sono totalmente d’accordo con l’editoriale di Giovanni Sartori sul Corsera di ieri, e soprattutto sul suo inizio. « Non vorrei - scrive Sartori - che il grillismo si arenasse in un confuso e inconcludente dibattito sull’antipolitica ». Il punto è capire che Grillo (con tutte le sue intemperanze) e prima di lui Stella e Rizzo e - va ricordato - Salvi e Villone (dei quali è in questi giorni in libreria la nuova edizione del libro sui costi della politica) hanno colto e neppure enfatizzato la crisi della politica e i pericoli di un suicidio della democrazia.

Sostenere che Grillo e tutti gli altri, nella forme proprie a ciascuno, sono solo e soltanto un attacco alla democrazia significa solo non vedere lo stato penoso nel quale si è ridotta la politica, non sentire i tanti che si dichiarano astensionisti, che si rifiutano di alimentare la « casta ». Significa non vedere che la politica attuale, la democrazia attuale, sono diventate quasi un affare privato. Significa non vedere che c’è la crisi dei partiti e - lo dico da vecchio comunista - che il tanto criticato « centralismo democratico » era un capolavoro di democrazia rispetto allo stato attuale delle cose e dei cosiddetti partiti. Usare la parola democrazia per difendere una democrazia che è in crisi è come sostenere che è in ottima salute una persona data per moribonda dalle sue radiografie. È come difendere l’onore di una storica villa gentilizia che è diventato un bordello o quasi.

E, aggiungo, vi ricordate Guglielmo Giannini (che non era proprio uno stupido) e il grande successo dell’Uomo qualunque ? Ebbene sforzatevi di ricordare e di ricordare come allora - c’erano i partiti - in breve tempo il qualunquismo fu battuto. Ma dobbiamo proprio ricordare che allora c’erano la Dc, il Pci, il Psi, cioè i partiti che stavano e agivano nella realtà del sociale e del politico ?

Non possiamo replicare a Grillo in nome di un onore della democrazia che è molto logorato. Dovremmo avere tutti, a cominciare dal piccolo manifesto, il coraggio e l’intelligenza di analizzare con impegno e serietà i mali della politica e della società (non c’è una « società civile » buona). Fare, come un buon medico, una diagnosi del nostro stato di salute e, quindi, intraprendere le cure opportune. Ma il timore è che gli attuali medici pensino che sia utile e vantaggioso il proseguimento della malattia. E questo sarebbe un errore funesto anche per i medici stessi. Insomma, o prendiamo sul serio l’antipolitica per risanare la politica, per trasformarla in critica dura e positiva, oppure restiamo impegnati in una battaglia difensiva con armi più che spuntate. Ma quando eravamo ragazzi, perché ci piaceva tanto la favola nella quale il bambino gridava : « il re è nudo » ?


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