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ESTETICA (E NON SOLO) E DEMOCRAZIA. PER LA CRITICA DELLA FACOLTÀ DI GIUDIZIO E DELLA CREATIVITÀ DELL’ "UOMO SUPREMO" (KANT).

CREATIVITÀ: KANT E LA CRITICA DELLA SOCIETÀ DELL’UOMO A "UNA" DIMENSIONE. Una sollecitazione a svegliarsi dal sonno dogmatico. Una nota di Federico La Sala

(...) È solo con Kant - scrive Hogrebe - che emerse veramente ciò che può essere definito un problema della costituzione; il problema cioè di fornire una serie di regole e di definirle come il quadro nell’ambito del quale sono in generale empiricamente possibili le operazioni cognitive (...)
lunedì 10 dicembre 2018
"UN UOMO PIÙ UNA DONNA HA PRODOTTO, PER SECOLI, UN UOMO"
LE DUE METÀ DEL CERVELLO. Il linguaggio del cambiamento
«Se una società basata sul mito della produttività ha bisogno di uomini a metà - fedeli esecutori, diligenti riproduttori, docili strumenti senza volontà - vuol dire che è fatta male e che bisogna cambiarla» (Gianni Rodari, Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie, Einaudi, Torino 1973, p. 171). (...)

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> CREATIVITÀ: KANT E LA CRITICA DELLA SOCIETÀ DELL’UOMO A "UNA" DIMENSIONE. - 11 febbraio, Giornata internazionale delle donne e la scienza. Gianotti e Charpentier, siamo ancora poche.

domenica 11 febbraio 2018

Donne protagoniste della scienza, è la giornata internazionale

Gianotti e Charpentier, siamo ancora poche

di Redazione Ansa *

      • L’11 febbraio è la Giornata internazionale delle donne e la scienza (fonte: Eryk, Wiki Ed)) © Ansa FOTO

Stanno aumentando ma sono ancora poche. Le donne nel mondo della ricerca devono ancora oggi affrontare concetti che dovrebbero essere già da tempo superati, come emancipazione e parità di genere. Senza contare la difficoltà di conciliare la famiglia e con il lavoro. E nessuno puo’ dirlo meglio di donne che si sono affermate nel mondo della ricerca come Fabiola Gianotti, prima donna alla guida del Cern di Ginevra, che nel 2012 annunciò al mondo la scoperta del bosone di Higgs, e Emmanuelle Charpentier, una delle ’mamme’ della tecnica che permette di riscrivere il codice genetico, la Crispr-Cas9.

"Un progresso c’è stato, ma bisogna continuare su questa stessa strada", ha detto Gianotti guardando alla Giornata internazionale delle donne nella scienza che si celebra l’11 febbraio, istituita dalle Nazioni Unite per promuovere in tutto il mondo iniziative volte a mettere in luce le tante donne impegnate nella ricerca e per incoraggiare le più giovani a intraprendere studi scientifici. #February 11 è l’hashtag della manifestazione, ideata nel 2015. Scienza e uguaglianza di genere sono infatti, secondo le Nazioni Unite, entrambe vitali per raggiungere gli obiettivi per lo sviluppo concordati a livello internazionale, compresi quelli previsti dall’agenda 2030 dell’Onu per lo Sviluppo Sostenibile.

Da allora sono stati fatti prograssi, ma molto c’è ancora da fare. Il Cern, per eempio, ha detto Gianotti "è un luogo che celebra la diversità in tutti i sensi, non solo in termini di genere, ma di etnia, origini e tradizioni". Lì, ha proseguito, "lavorano più di 17.000 ricercatori di 110 nazionalità", tuttavia "le donne sono sempre una frazione minore: attualmente sono il 12%. Non sono ancora un numero sufficiente, ma 20 anni fa erano appena il 4%. Quindi c’è stato un progresso, ma bisogna continuare in questa direzione".

      • Fabiola Gianotti, direttore generale del Cern (fonte: Claudia Marcelloni)

Anche per Emmanuelle Charpentier, direttore dell’Istituto per le infezioni biologiche del Max Planck di Berlino, "è difficile essere una donna scienziata, soprattutto quando si ha una famiglia". Questo perché "spesso ci si deve muovere da un laboratorio a un altro e da un Paese a un altro, per 10-15 anni. Ho l’impressione - ha osservato - che molte ricercatrici, 4 o 5 anni dopo il dottorato, tendano a rinunciare alla ricerca. Per questo in Europa esistono specifici progetti per le donne nella scienza", proprio come la Giornata mondiale.

      • Emmanuelle Charpentier nel suo laboratorio (fonte: Hallbauer&Fioretti)

Per questo motivo, ha osservato il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, "abbiamo bisogno di incoraggiare e sostenere ragazze e donne a raggiungere il loro pieno potenziale come ricercatori scientifici e innovatori".

* ANSA 11 febbraio 2018 (ripresa parziale- senza immagini).


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