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IMMAGINARIO E POLITICA. ALLE ORIGINI DEL SUPERUOMO DI MASSA E DELL’ITALIA COME VOLONTA’ E RAPPRESENTAZIONE DI UN UOMO SUPREMO

KANT E GRAMSCI. PER LA CRITICA DELL’IDEOLOGIA DELL’UOMO SUPREMO E DEL SUPERUOMO D’APPENDICE. Materiali sul tema - a cura di Federico La Sala

(...) Nel carattere popolaresco del “superuomo” sono contenuti molti elementi teatrali, esteriori, da “primadonna” più che da superuomo; molto formalismo “soggettivo e oggettivo”, ambizioni fanciullesche di essere il “primo della classe”, ma specialmente di essere ritenuto e proclamato tale (...)
venerdì 4 agosto 2017
[...] In quest’uomo sterminato vi è un continuo ed intimo commercio di uno spirito con tutti gli altri e di tutti con uno; e, qualunque possano essere la posizione reciproca degli esseri viventi in questo mondo o il loro cambiamento, essi hanno tuttavia nell’uomo supremo un tutt’altro posto, che non mutano mai, e che in apparenza è un luogo in uno spazio immenso, ma in realtà un determinato modo dei loro rapporti e influssi [...]
[...] Il tipo del “superuomo” è Montecristo, (...)

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mercoledì 24 novembre 2010

Fondamentalismo biblico,

Per tutta la “guerra del gran giorno dell’Iddio Onnipotente”, questi sopravvissuti non alzeranno nessun’arma di violenza contro i “re della terra e i loro eserciti”. Dipenderanno dalla protezione dell’Iddio Onnipotente, poiché ricorderanno le parole che Dio disse al suo fedele popolo in occasione di una guerra precedente: “La battaglia non è vostra, ma di Dio”.

L’ultimo libro della Sacra Bibbia non ci lascia semplicemente con una visione profetica dello schieramento dei guerrafondai “re dell’intera terra abitata” in Har-Maghedon, (Guerra fra Dio e tutte le nazioni del mondo) e in dubbio circa il risultato della sovrastante “guerra”. La Rivelazione descrive come la guerra andrà a finire. Ci dice ciò che accadrà a quella simbolica “bestia selvaggia” (Politica-Corrotta) e al “falso profeta” L’Impero della falsa Religione) dalle cui bocche escono quelle impure espressioni ispirate simili a rane. (Crah Crah Crah) Ci dice ciò che si abbatterà su quei “re dell’intera terra abitata”, sui loro eserciti e sui loro fautori e sostenitori.

Il sociologo indiano S. C. Dube crede che l’inclinazione al crimine e alla violenza sia generata dall’ampio divario esistente fra ciò che la gente vuole e ciò che effettivamente ottiene, e dalla determinazione delle classi privilegiate di conservare le loro ricchezze a dispetto della crescente richiesta dei diseredati di avere di più.

Un sogno non realizzato “Devo . . . sperare fino all’ultimo che l’India adotti il credo della non violenza, che salvi la dignità dell’uomo”, scriveva Gandhi nel 1938. Quarantasei anni dopo l’India vacilla sotto il peso di molte forme di violenza sociale. E secondo Gupta, “non è stata neppure in grado di salvare la dignità dell’uomo”. Secondo il Times of India, nonostante la popolarità del messaggio di Gandhi, “nel paese si sta scatenando una violenza senza precedenti e banditismo, stupri e rapine sono all’ordine del giorno”.

Il nobile messaggio di Gandhi, quello della non violenza, non ha messo vere radici in India dov’era germogliato. Perché? La colpa non è del messaggio. Né è di Gandhi. I suoi obiettivi erano senz’altro buoni. Gandhi tuttavia era soltanto un uomo. Il suo insegnamento aveva dei limiti. Inoltre, la gente impara e poi dimentica facilmente. La storia lo testimonia. Significa questo che gli uomini non siano affatto capaci di essere non violenti? Chi è in grado di insegnare non solo agli indiani ma a tutte le razze dell’umanità a vivere in pace? Di che tipo di istruzione si tratterebbe?

Si dice che l’istruzione dovrebbe avere come obiettivo la formazione del carattere, e, potremmo aggiungere, l’acquisizione di valori morali. Affinché la non violenza sia più che un semplice cliché o luogo comune, si devono rieducare le persone di tutto il mondo, insegnando loro ad amare Dio e il prossimo nel vero senso della parola. Questa istruzione deve raggiungere non solo la mente, che è in grado di analizzare, ma, soprattutto, il cuore, che è in grado di motivare.

Satana ha usato ogni mezzo a sua disposizione per cercare di fermare l’opera di testimonianza dei fratelli di Cristo e dei loro leali compagni. Eppure, come dimostrano tantissime esperienze, né minacce, né intimidazioni, né violenza fisica, né prigioni, né campi di concentramento, né la morte stessa hanno messo a tacere...(Coloro che sono i veri seguaci di Cristo Gesu’ si sono dimostrati leale e genuini). Ed è sempre stato così in tutta la storia. Più volte sono state loro di incoraggiamento le parole di Eliseo: “Non aver timore, poiché quelli che sono con noi sono più numerosi di quelli che sono con loro”

(Distinti saluti con un inchino alla giapponese e Shalom per voi "TUTTI" che amate la pace)


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