Inviare un messaggio

In risposta a:
CON KANT, FREUD, E LACAN, OLTRE! USCIRE DALLO STATO DI MINORITÀ E DALL’EDIPO - AL DI LÀ DELL’ETÀ DEL PADRE, DELLA MADRE, E DEL FIGLIO

GENITORI, FIGLI, E FORMAZIONE: AL DI LÀ DEL FALLIMENTO, COSA RESTA DEL PADRE? PER MASSIMO RECALCATI, OBBEDIENTE A LACAN, RESTA ANCORA (E SEMPRE) LA LUNGA MANO DELLA MADRE. Una pagina dal suo libro e un’intervista con Luciana Sica - a cura di Federico La Sala

(...) Ma a cosa è legata oggi la funzione del padre? «Se non può più essere legata al sangue, al sesso, alla biologia, alla discendenza genealogica, allora aveva forse ragione papa Luciani a sconvolgere secoli di teologia dicendo che Dio è anche madre» (...)
sabato 12 marzo 2011 di Federico La Sala
[...] «Lo schema edipico continua ad avere il suo valore, se però si abbandona il teatrino familiare. Intesa come legame "naturale",la famiglia composta da una coppia eterosessuale e dai loro figli non è più il nucleo immobile dei legami sociali. Esistono organizzazioni sociali e culturali sempre più complesse, l’importante è che non venga meno la funzione educativa del legame familiare che vuol dire umanizzare la vita, iscriverla in un’appartenenza, farla partecipare a una cultura di (...)

In risposta a:

> GENITORI, FIGLI, E FORMAZIONE: AL DI LÀ DEL FALLIMENTO, COSA RESTA DEL PADRE? -- Caro Recalcati, Renzi rimane il capo dei Proci (di Daniela Ranieri).

venerdì 1 giugno 2018

Caro Recalcati, Renzi rimane il capo dei Proci

di Daniela Ranieri (Il Fatto, 01.06.2018)

Ammiratori sfegatati quali siamo del professor Recalcati, fresco della sua trasmissione su Rai3 in cui da una sedia al centro della scena, avvolto da un’aura di fascinosa lacanianità, lancia agli adepti perle quali “Il compito primo di ogni maestro non è quello di trasmettere il sapere ma quello di portare il fuoco” e “Per essere un giusto erede bisogna essere sempre eretici”, non potevamo perderci l’ultima sua lezione su Repubblica sulle analogie tra l’Odissea e la situazione politica attuale. Ci eravamo appena ripresi dalla bella lavata di capo che la psico-star col ciuffo ci fece dal palco della Leopolda pre-referendum: Renzi era Telemaco, il “figlio giusto” in cerca del padre, mentre noi antirenziani eravamo masochisti, conservatori e paternalisti.

La storia si è incaricata di contarci: 20 milioni al referendum (soprattutto giovani), poi, alle elezioni, una legione che ha rispedito al mittente la baldanzosa promessa di felicità del giovinotto toscano e della sua corte dei miracol(at)i.

Ora Recalcati, questo Farinetti del lettino, torna sul tema per aggiornarlo, piegando il mito all’evolversi dello storytelling: se “anagraficamente Salvini e Di Maio appartengono alla generazione che avevo battezzato Telemaco”, riflette, politicamente essi “sembrano assomigliare di più ai Proci”, i giovinastri che “esigono di possedere la regina Penelope e di insignorirsi del trono decretando Ulisse morto”.

Va da sé che nello schemino del carismatico guru Renzi è sempre Telemaco; noi siamo il “popolo” che appoggia i Proci - qui Recalcati se la deve un po’ aggiustare: “Una differenza sostanziale differenzia (sic) i nuovi Proci dai vecchi. I nuovi hanno ottenuto democraticamente il consenso del popolo per governare la polis”, mannaggia; mentre il “padre” è Mattarella, al quale farà piacere essere paragonato a Ulisse, un avventuriero fedifrago e bugiardo che fa morire tutti i suoi compagni.

Verrebbe proprio da fare sì con la testa, tant’è l’evidenza cristallina di questa lettura, sennonché già l’anno scorso, sul Fatto, nell’articolo Renzi, un Narciso a capo dei Proci, ci prendemmo la briga di smontare la trovata della “generazione Telemaco” con la quale Recalcati (poi messo a capo di una scuola politica del Pd intitolata al povero Pasolini) cercava di far passare un rampichino come Renzi per il protagonista di un’epica grandiosa, sembrandoci egli semmai più simile al capo dei Proci, che saccheggia per pura brama di potere.

Oggi, alla luce dei fatti, l’analogia (la nostra) ci pare ancora più corretta. Telemaco si reca a Pilo e a Sparta a farsi dare notizie del padre. Il suo è un “pellegrinaggio contrassegnato dalla devozione” (sono parole di Giorgio Manganelli), tra “i grandi di un’altra generazione”. Non risulta che Renzi abbia mai compiuto la sua Telemachia; al massimo è andato in California a parlare della vita su Marte. È partito, con enfasi annichilente, come rottamatore del passato. Nella sua “narrazione” la Legge è sempre stata un freno, così come l’autorità (i “professoroni”), occhieggiante e censoria. Renzi è quello del “ce ne faremo una ragione”, del “costi quel che costi”, del “si discute ma poi si decide”: formule liquidatorie, non eretiche.

Telemaco è solo; Renzi è a capo di una corte. Telemaco è malinconico (Omero dice “afflitto nell’animo”); Renzi è garrulo, gaglioffo, ilare, spesso aggressivo. Telemaco soffre per l’assenza di padri; Renzi voleva rottamarli. Telemaco ascolta e, per quanto goffo e spaccone, impara dai suoi errori; Renzi per i suoi fallimenti dà sempre la colpa a qualcun altro, persino al popolo che non ha compreso il suo genio. I Proci invece sono gli estranei che sfondano le porte, ma non con la violenza, piuttosto con una “strana qualità magica” (sempre Manganelli), “una malattia, che inutilmente gli dèi ammoniscono”. La malattia è il nichilismo di chi pretende il potere e viene ridotto all’impotenza dalla sua inettitudine rapinosa.

Ci riserviamo di capire meglio chi siano Di Maio e Salvini, ma Renzi è inequivocabilmente Antinoo, il capo dei Proci che distrugge la casa della sinistra condannandosi al nulla. O, se proprio deve esser Telemaco come vuole lo psico-guru pop organico, valgano per lui le parole che il Poeta fa dire a Atena: “Pochi figli risultano uguali al padre; i più sono peggiori, e solo pochi migliori”.


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: