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FREUD, FACHINELLI, E LA MENTE ACCOGLIENTE. «Al momento di diventare sciamani, si dice, gli uomini cambiano sesso. È così posta in rilievo la profondità del mutamento necessario. Il femminile come atteggiamento recettivo non abolisce però il maschile, gli propone un mutamento parallelo» (E. Fachinelli, La mente estatica, 1989).

LA PSICOANALISI, IL LETTINO DI MISS FREUD, E LA LEZIONE DI FACHINELLI NEGATA E IGNORATA. Un’inchiesta di Vera Schiavazzi, una riflessione di Michela Marzano, e un nota in premessa - a c. di Federico La Sala

Sulla carta, dal 1989, tutti sono uguali: laureati in medicina e in psicologia possono frequentare per 4 anni una delle scuole riconosciute di psicoterapia, poi un tirocinio e un esame (...)
venerdì 3 giugno 2011
[...] è assurdo credere che una terapeuta non vada bene per uomo, solo perché si tratta di una donna. Pensarlo, significa solo essere prigionieri degli stereotipi. Quegli stessi stereotipi che talvolta sono all’origine del malessere che si cerca di sormontare. Quegli stessi stereotipi che troppo a lungo hanno impedito agli uomini di riconoscere le proprie debolezze, di domandare un aiuto, e eventualmente di imparare a stare meglio con se stessi [...]
 (...)

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> LA PSICOANALISI, IL LETTINO DI MISS FREUD, E LA LEZIONE DI FACHINELLI NEGATA E IGNORATA. ---- Un italiano alla testa dei freudiani, dell’International Psychoanalytical Association (di Franca Porciani)

venerdì 3 giugno 2011

Un italiano alla testa dei freudiani

di Franca Porciani (Corriere della Sera, 03.06.2011)

Sigmund Freud già nei primi anni del Novecento accarezzava l’idea di fondare una società psicoanalitica internazionale, ma la nascita ufficiale della sua «creatura» , l’International Psychoanalytical Association, avvenne solo qualche anno più tardi, a Norimberga, nel marzo del 1910. L’istituzione, tuttora prestigiosa a distanza di un secolo, conta dodicimila iscritti distribuiti in tutto il mondo, dal Nord America all’Europa, dall’India al Giappone, fino al Brasile.

Ora a guidarla viene chiamato per la prima volta un italiano, lo psicoanalista bolognese Stefano Bolognini, che assumerà formalmente l’incarico di presidente al prossimo congresso dell’associazione, che si terrà in agosto a Città del Messico. Vicepresidente, una donna (anche questa è la prima volta, ma non ci sembra il caso di gridare la miracolo), la svedese Alexandra Billinghurst.

Notissimo agli addetti ai lavori per la sua intensa attività nell’ambito dell’associazione con articoli, seminari e conferenze, presidente della Società psicoanalitica italiana e membro del comitato editoriale europeo dell’ «International Journal of Psychoanalysis» , Bolognini, nato nel ’ 49, medico e psichiatra, resta però uno sconosciuto al grande pubblico. I suoi libri pubblicati per Bollati Boringhieri- come curatore Il sogno cento anni dopo, come autore L’empatia psicoanalitica e Passaggi segreti - tradotti in varie lingue, sono tecnici, rivolti agli operatori, e la ribalta televisiva non piace allo psicanalista. «Come molti colleghi dell’associazione - ci dice raggiunto al telefono a Parigi dove si trova per un congresso - sono convinto che i salotti mediatici abbiano un effetto disturbante sui pazienti» . Sposato, tre figli (e già nonno), svolge tuttora un’intensa attività clinica, ama i cani, scrive racconti (l’ultimo, Lo Zen e l’arte di non sapere cosa dire, uscito nel 2010 ancora per Bollati Boringhieri) e colleziona disegni italiani dal Cinquecento al Settecento. E questo nuovo impegno? «Ne sono ovviamente orgoglioso - confessa Bolognini - anche perché dimostra il grande rispetto di cui a livello internazionale gode la comunità analitica italiana. Ma mi aspetta anche un lavoro delicato di mediazione fra scuole di pensiero che, pur nella ortodossia freudiana, hanno spesso elementi di diversità»


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