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MAGISTRATI VITTIME DEL TERRORISMO. Il 9 maggio il Giorno della Memoria al Quirinale dedicato ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la lealtà alle Istituzioni

BR, PROCURE, E MAGISTRATI VITTIME DEL TERRORISMO. PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA : IL 9 MAGGIO 2011 GIORNO DELLA MEMORIA. Lettera del Presidente Napolitano al Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti - a c. di Federico La Sala

Quest’anno, il nostro omaggio sarà reso in particolare ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealtà alle istituzioni repubblicane. Tra loro, si collocano in primo luogo i dieci magistrati che, per difendere la legalità democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche.
mercredi 20 avril 2011 par Federico La Sala
[...] una risposta all’ignobile provocazione del manifesto affisso nei giorni scorsi a Milano con la sigla di una cosiddetta "Associazione dalla parte della democrazia", per dichiarata iniziativa di un candidato alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo lombardo. Quel manifesto rappresenta, infatti, innanzitutto una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle BR, magistrati e non. Essa indica, inoltre, come nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in (...)

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> BR, PROCURE ---- « Berlusconi denuncia continuamente il potere giudiziario. È gravissimo. Ma per il codice l’accusa scatta solo se lo vuole il Guardasigilli ». Intervista a Carlo Federico Grosso (di Carla Fusani)

mardi 19 avril 2011

Il giurista

Intervista a Carlo Federico Grosso

« Il premier offende ma il vilipendio scatta solo con l’ok di Alfano »

« Berlusconi denuncia continuamente il potere giudiziario. È gravissimo. Ma per il codice l’accusa scatta solo se lo vuole il Guardasigilli »

di Claudia Fusani (l’Unità, 18.04.2011)

Professor Grosso, ci si interroga sulle continue esternazioni del Presidente del Consiglio contro la magistratura. Un potere dello stato, l’esecutivo, contro un altro potere, quello giudiziario definito a più riprese dal premier “eversivo”. Tutto questo senza conseguenze ?

« Ciò che sta accadendo è assolutamente intollerabile. Da un punto di vista giuridico però la questione è complessa. E dopo una consultazione comparata dei codici e della nostra Carta costituzionale, sono arrivato alla conclusione che, nonostante la gravità dei comportamenti, non esiste uno strumento penale efficace per far desistere il Presidente del Consiglio dal dire quello che sta dicendo ».

Berlusconi accusa quotidianamente la magistratura di compiere attività « eversiva » contro di lui. Ripete che « vogliono farlo fuori con i processi ».

« Se crede che la sue accuse abbiano un fondo di verità abbia il coraggio di denunciare nelle sedi opportune, che non sono i comizi elettorali, indicando situazioni, particolari e persone ». Se invece sono campate in aria.... « Allora queste ripetute esternazioni vanno inquadrate in un contesto di delegittimazione sistematica e continua di un potere dello stato contro un altro potere dello stato. Politicamente e giuridicamente questo è molto grave ».

Cosa è possibile fare ?

« Ho consultato i codici alla ricerca di strumenti adeguati. Ma non ne ho trovati. Prendiamo l’articolo 283 del codice penale che riguarda gli attentati agli organi dello Stato. E’ stato modificato nel 2006. Prima recitava : “Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni”. La modifica ha inserito “con atti violenti” e ha abbassato la pena a cinque anni” ».

La violenza delle parole non è assimilabile ad atti violenti ? « Direi di no ». Perchè fu modificato ?

« Su imput leghista. In quegli anni il Carroccio aveva guai giudiziari per l’articolo 283.... Più in generale si può dire che nel capitolo del codice dedicato ai delitti contro la persnalità dello stato, non mi pare ci possa essere nulla di riferibile alla situazione attuale. Lo dico meglio : la delegittimazione per quanto sistematica ma sempre a parole purtroppo non è sufficiente per far scattare un’incriminazione di questo genere. La dico ancora meglio : lo Stato ha scaricato la pistola ». Roberto Lassini, l’ideatore dei manifesti “Fuori le Br dalle procure”, è stato indagato per vilipendio. « Certo, l’articolo 290, ci stavo arrivando, vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e dell’ordine giudiziario ».

Reato d’opinione...

« Che punisce con la multa faccio notare la mula da 1000 a 5000 euro chiunque pubblicamente vilipende la Repubblica, le assemblee legislative o il Governo o la Corte costituzionale o l’ordine giudiziario. In ogni caso per procedere è necessaria la richiesta di autorizzazione del ministro di Grazia e Giustizia ».

Codice penale spuntato ?

« Resterebbe forse spazio per la diffamazione. Comunque anche qui poca cosa. Più in generale quando si verificano situazioni di contrasto anche fortissime tra poteri dello stato il codice penale è strumento improprio ».

E la Carta costituzionale ?

« Ci sono i poteri che la Carta riconosce al Presidente della Repubblica. Egli ha il potere di vigilare sul buon funzionamento degli organi costituzionali. La vigilanza si può però specificare solo con strumenti di moral suasion efficaci se i destinatari sono propensi ad ascoltare. Il Presidente può anche inviare i messaggi alla Camere che però non ne sono vincolate ». Anche il Quirinale quindi, pur in un momento così drammatico, ha strumenti spuntati ? « Il Presidente oggi è forse l’unico riferimento morale forte di questo paese. L’auspicio è che questa forza morale e il suo indiscutibile prestigio riescano a disinnescare il dramma istituzionale che il Paese sta vivendo ».


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