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PIANETA TERRA. Fine della Storia o della "Preistoria"? "Pietà per il mondo, venga il nuovo sapere" (M. Serres, Distacco, 1986). Un omaggio a Giambattista Vico ....

LE "REGOLE DEL GIOCO" DELL’OCCIDENTE E IL DIVENIRE ACCOGLIENTE DELLA MENTE. Un’interpretazione dell’intera storia della filosofia, semplicemente straordinaria, di Federico La Sala - a c. della red. della "Voce di Fiore"

"Oriente e Occidente - scrive Nietzsche in Schopenhauer come educatore - sono tratti di gesso che qualcuno disegna davanti ai nostri occhi per beffarsi della nostra pavidità".
domenica 6 agosto 2017
A TUTTI I NOSTRI SOSTENITORI E A TUTTE LE NOSTRE SOSTENITRICI
A TUTTI I NOSTRI LETTORI E A TUTTE LE NOSTRE LETTRICI
RIPRENDIAMO QUI
(VEDI:PDF ALLEGATO)
il capitolo III della Terza parte del lavoro di Federico La Sala, La mente accogliente. Tracce per una svolta antropologica, Antonio Pellicani editore, Roma 1991, pp. 162-189.
E’ un capitolo straordinario, per analisi e scrittura: è una re-interpretazione sorprendente (del tutto ignota ai più - filosofi e non) dell’intera storia della (...)

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> LE "REGOLE DEL GIOCO" DELL’OCCIDENTE --- Moira Orfei, il simbolo stesso del circo in Italia, è morta a Brescia all’età di 84 anni.

domenica 15 novembre 2015

Moira Orfei

L’immagine di Moira Orfei era talmente forte che non era necessario cucirle addosso un personaggio. Moira era Moira e basta: domatrice di elefanti nella vita, di uomini e di pubblico sullo schermo - Con il tempo Moira è diventata il simbolo stesso del circo in Italia

      • "MOIRA". Parola di Parmenide: "nient’altro esiste o esisterà all’infuori dell’essere"; "la Moira lo forza ad essere tutto intiero e immobile".
      • "ORFEI". La potenza incantatrice di ORFEO, dell’eroe e dello sciamano che, con il suo canto e la sua lira, era «capace di incantare animali e di compiere il viaggio dell’anima lungo gli oscuri sentieri della morte»

*

Addio a Moira Orfei, signora del circo italiano

*

      • L’immagine di Moira Orfei era talmente forte che non era necessario cucirle addosso un personaggio. Moira era Moira e basta: domatrice di elefanti nella vita, di uomini e di pubblico sullo schermo

L’artista, nata a Codroipo, è morta a Brescia all’età di 84 anni. Aveva lontane origini sinte ed era considerata la regina della nostra arte circense, ma aveva lavorato anche al cinema diventando un amatissimo volto della tv

Moira Orfei è morta nella notte a Brescia, dove aveva in programma uno spettacolo. È stata trovata questa mattina nella sua casa mobile dai familiari. La indiscussa regina del circo italiano, la più conosciuta fra i nostri artisti circensi, avrebbe compiuto 84 anni il 21 dicembre.

"Moira Orfei - si legge in una nota - ci lascia in serenità e circondata dall’amore dei familiari, in questa mattina di novembre nella sua bellissima e celebre casa mobile. Il Circo Orfei che Moira, insieme al marito Walter Nones ha guidato facendo divertire intere generazioni, per volontà dello stesso, dei figli e dei nipoti andrà avanti per continuare la tradizione in onore della più grande icona circense. Grazie a questa scelta oggi a Brescia, si terranno gli ultimi spettacoli della data lombarda in attesa che il Circo arrivi la prossima settimana a Milano". La camera ardente è stata allestita nella sua casa mobile. La coppia formata da Moira Orfei e Walter Nones ha due figli, Stefano e Lara. Lara ha dato alla luce due bimbi: Moira junior e Walter junior mentre Stefano, dall’unione con Brigitta Boccoli, l’aveva resa nonna di Manfredi.

Miranda Orfei era nata a Codroipo, in provincia di Udine, il 21 dicembre 1931. La sua famiglia ha lontane origini sinti e da generazioni si era dedicata all’arte circense: il nucleo principale del Circo Orfei era composto dal padre Riccardo Orfei, celebre clown Bigolo, dalla madre Violetta Arata, anche lei circense, dai fratelli Paolo, giocoliere e acrobata, e da Mauro, acrobata alle biciclette.

Viene al mondo in un carrozzone nel piccolo circo del padre. Figlia d’arte nata dall’unione di Riccardo Orfei, celebre clown Bigolon, con Violetta Arata, anche lei protagonista del mondo del Circo, Moira ha vissuta sempre all’ombra del tendone. Nel circo si è esibita a sei anni come cavallerizza, virtuosa del trapezio e acrobata. Ancora giovanissima, con le cugine Liana e Graziella fu una delle maggiori attrattive del circo. I figli Stefano e Lara hanno vinto, poco più che ventenni, l’Oscar del Circo Clown d’Argento, consegnato dalla Principessa Caroline al Festival del Circo di Montecarlo.

Con il tempo Moira è diventata il simbolo stesso del circo in Italia. La sua popolarità è così forte che, nel 1960, il nome della compagnia viene cambiata in Circo di Moira Orfei. Le sue specialità erano quelle di cavallerizza, trapezista, acrobata, domatrice di elefanti e addestratrice di colombe. "La produzione Orfei si basa sui tre capisaldi della tradizione circense: acrobati, clown e animali. Il tutto però rivisto in chiave moderna e con artisti tra i più bravi in circolazione", aveva spiegato Moira Orfei in una intervista. "Il nostro successo sta nel fatto che non si tratta del solito spettacolo circense, bensì di uno show che coniuga circo, teatro, danza e musical. Il tutto contornato, attraverso una attenta regia, da musiche dal vivo, costumi sfavillanti, coreografie e luci".

Dal 1975 il suo complesso circense parte per numerose tournée all’estero. Simbolica quella in Iran nel 1977, quando il circo rimane bloccato con 100 artisti e 50 animali in seguito all’insurrezione popolare. Viene mobilitato il Ministero degli Esteri che fa inviare l’Achille Lauro per recuperare lo staff. Il Circo Orfei è stato il primo italiano a conquistare, nel 1987, un Clown d’Oro al Festival Internazionale del Circo di Montecarlo con un numero di 12 tigri.

Bella ed esuberante, la sua fama cresce anche grazie ai ruoli sul grande schermo, dove viene chiamata a recitare nelle commedie e nei kolossal all’italiana e in svariati poliziotteschi, per un totale di circa cinquantina film, e alle numerose apparizioni in tv. Il cambio di nome arrivò prima con Mora, per via della sua carnagione scura, ma sembra che sia il nome Moira che i tratti distintivi della sua immagine festosa le siano stati consigliati dal regista Dino De Laurentiis. Nel tempo ha lavorato a fianco di Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò, ed è stata diretta da registi importanti come Lattuada, Visconti, Germi, De Sica.

Nonostante il cinema non abbia puntato mai seriamente su di lei, dopo aver recidato per Pietro Germi in Signore & signori, fu proprio il regista a confidarle che se avesse studiato recitazione avrebbe potuto diventare brava come Sophia Loren. I ruoli che le vennero però affidati furono comunque sempre ppiuttosto marginali e fedeli al suo personaggio circense.

L’immagine di Moira Orfei era talmente forte che non era necessario cucirle addosso un personaggio. Moira era Moira e basta: domatrice di elefanti nella vita, di uomini e di pubblico sullo schermo. Diventa moglie di Christian De Sica in Vacanze di Natale ’90, è Santina in Casanova ’70 di Mario Monicelli, recitando accanto a Marcello Mastroianni, Ottavia con Totò in Totò e Cleopatra e, sempre a fianco dell’attore napoletano, lavora ne Il monaco di Monza. Di lui dirà: "Aveva perso la testa per me e un giorno mi disse: vieni a letto con me, poi ti regalo una casa". Arrivano poi Straziami, ma di baci saziami, con Nino Manfredi, e Profumo di donna, con Vittorio Gassman, film firmati da Dino Risi. La sua ultima apparizione sul grande schermo risale al 2003 quando interpreta se stessa nel film Natale in India. In televisione ha partecipato come ospite fissa, assieme allo stilista Renato Balestra e all’attrice Silvana Pampanini, a Domenica In, con Mara Venier.

* la Repubblica, il 15 novembre 2015 (ripresa parziale)


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