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Politica dal pulpito

Padre Marcellino Villella contro Gianni Vattimo, durante un’omelia

Lettera aperta al vescovo di Cosenza su un episodio inaccettabile
lundi 14 mars 2005 par Emiliano Morrone
Caro Arcivescovo,
nei giorni scorsi e da tempo si parla negativamente, in alcune chiese di San Giovanni in Fiore, di Gianni Vattimo, candidato sindaco. Padre Marcellino Vilella lo ha definito pericoloso per i giovani, indegno e nemico della Chiesa. Il riferimento al teorico del pensiero debole è stato indiretto ma molto preciso. L’ho ascoltato con mia madre, ero in chiesa. Padre Vilella, partendo dal Vangelo, ha detto che la cultura va bene fino a un certo punto, oltre il quale rappresenta (...)

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> Padre Marcellino Villella contro Gianni Vattimo, durante un’omelia

lundi 21 mars 2005

Ho scoperto il vostro sito per caso, e sono rimasto colpito dall’articolo relativo alle esternazioni di Padre Marcellino Villella nei confronti di Vattimo perpetrate dal pulpito di una Chiesa. Premetto che non conosco personalmente entrambi, ma ieri, 20 Marzo, Domenica delle Palme, ho assistito ad una scena che mi ha mandato letteralmente su tutte le furie e che ha delle sconcertanti analogie con quanto da voi raccontato. Intorno alle 11,15 mi sono recato con mia moglie nell’Abbazia di S.G. in Fiore per ascoltare la S.S. Messa ; la funzione, come ogni tanto avviene, non è stata celebrata da Don Franco Spadafora, bensì da un esponenente della Chiesa che opera in Sud America (di cui non conosco il nome) ed è (come lui stesso ha più volte ribadito) un carissimo amico del Sindaco Succurro, seduto per l’occasione in prima fila. Durante l’omelia, dopo aver ribadito più volte la stretta amicizia che lo lega al Sindaco, è avvenuto qualcosa di indegno e schifoso (fatemi passare il termine) : l’illustre ospite, nonostante fino a quel momento non avesse fatto alcun cenno alla celebrazione delle Palme, ha ritenuto opportuno ricordare ai presenti di "ringraziare il Sindaco e l’intera giunta comunale per l’ottimo lavoro svolto nel suo mandato". A questo punto, increduli, io e mia moglie ci siamo guardati e contemporaneamente ci siamo alzati dal banco della Chiesa, uscendo indignati per l’accaduto. Non so, quindi, come è terminata la campagna elettorale di ieri mattina tenuta dal pulpito di una Chiesa così illustre e gremita di gente, in vista ovviamente delle prossime elezioni comunali, ma so di sicuro che non ci rimetterò più piede.

La mia esternazione prescinde ovviamente dal colore politico, ma ritengo che un fatto come quello a cui ho assistito ieri sia di una gravità immensa e possa, comunque, aiutare a comprendere i motivi della crisi della Chiesa Cattolica.

Ieri, io e mia moglie sentivamo il bisogno spirituale di ascoltare la parola di Dio, per trovare la forza di andare avanti ogni giorno contro le avversità e le difficoltà della vita, ma siamo stati "cacciati" dalla Chiesa dalle parole di chi, evidentemente non ama il suo prossimo, e dal comportamento di chi avrebbe dovuto impedire che ciò accadesse e non lo ha fatto (anzi, forse ha promosso l’iniziativa). Io non so se la Vostra redazione sia politicamente vicino a qualcuno, ma ripeto, indipendentemente dal colore politico, tale gesto và condannato con tutte le forze, perchè gli uomini non sono "voti politici" che camminano ma sono l’immagine di Dio, da amare e rispettare.


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