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ANTROPOLOGIA, FILOSOFIA E PSICOANALISI: APPRENDERE DALLA "METAFISICA" DELL’ESPERIENZA...

LA NASCITA DELL’ESSERE UMANO E IL GIOCO DEL ROCCHETTO. Al di lÓ del giogo di Edipo e Giocasta - di Federico La Sala

"LA FRECCIA FERMA". La connessione emersa tra il gioco del rocchetto del nipotino di Freud e la metafisica greca, e l’ipotesi marxiana che noi siamo ancora fermi nell’orizzonte dei greci ... non mostra noi stessi ancora fanciulli?!
giovedì 20 luglio 2023
FILI DI ’FUGA’ INTORNO A UN ROCCHETTO. Tracce per una discussione...*
Freud, in Al di lÓ del principio di piacere (1920), riporta il caso di un bambino di un anno e mezzo che non piangeva mai quando la sua mamma lo lasciava per alcune ore, "sebbene fosse teneramente attaccato a questa madre che non solo lo aveva allattato di persona ma lo aveva allevato e accudito senza aiuto esterno".
"Ora questo bravo bambino aveva l’abitudine - che talvolta disturbava le persone che lo circondavano - di (...)

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> LA NASCITA DELL’ESSERE UMANO E IL GIOCO DEL ROCCHETTO. Al di lÓ del giogo di Edipo e Giocasta --- "Un piccolo studio accogliente di un illustre neurologo" e "uno spirito irrequieto" (Stekel): una "discussione sul fumare" (Vienna, 1903).

venerdì 14 aprile 2023

PSICOANALISI, STORIOGRAFIA, E FILOLOGIA:

      • TRA TABACCO, PIPE, E SIGARI, E FUMO,
      • A VIENNA, IN CASA FREUD, UNA "DISCUSSIONE SUL FUMARE",
      • CON WILHELM STEKEL (Boiany, 18 marzo 1868 - Londra, 25 giugno 1940). Alcune note:

A) Una citazione dal verbale di una riunione della SocietÓ psicologica del mercoledý (primo nucleo della SocietÓ psicoanalitica), pubblicato in un articolo del 28 gennaio 1903 da Wilhlem Stekel, tradotto e curato di Michele Lualdi:

"Un piccolo studio accogliente di un illustre neurologo. Il padrone di casa siede allo scrittorio e fuma una piccola pipa inglese.
-  Lo “s p i r i t o i r r e q u i e t o” si adagia su una morbida poltrona e fuma come il suo maestro, per quanto possibile con ancor pi¨ agio, una pipa inglese. Il “t a c i t u r n o” maneggia con grande abilitÓ ed eleganza una sottile sigaretta. Il “s o c i a l i s t a” tira tranquillamente da un #Virginia, con una faccia molto seria.
-  Suonano.
-  Entra l’“i n d o l e n t e”. Il padrone di casa gli offre un #sigaro. [...]" (W. Stekel, Discussione sul fumare).

B) CONSIDERATO CHE A VIENNA, al Museo della Hofburg nelle liste dei sigari fumati dal Kaiser Franz Joseph Ŕ presente anche il sigaro "Virginia", forse, Ŕ bene dedicare allo “s p i r i t o i r r e q u i e t o” (di Stekel), che "fuma come il suo #maestro [...] una pipa inglese", maggiore attenzione (cfr. "Passando da Stekel. Edizione critica dell’Autobiografia di WilhelmStekel" di Michele Lualdi).

C) IL NOME DI DIO. A memoria di Stekel, ricordo l’importante nota di Freud sul "#significato della #successione delle vocali":

"Indubbiamente ha suscitato frequenti obiezioni l’affermazione di Stekel che, nei sogni e nelle associazioni, i nomi che devono rimanere nascosti appaiono sostituiti da altri che rassomigliano ai primi solo in quanto contengono la stessa successione di vocali. Per˛ un’evidente analogia si incontra nella storia della religione. Tra gli antichi Ebrei il nome di Dio era tab¨; non lo si poteva pronunciare nÚ scrivere. (Vi sono molti altri esempi del particolare significato dei nomi nelle civiltÓ arcaiche). Tale divieto riceveva un’obbedienza cosý implicita che, a tutt’oggi, rimane sconosciuta la vocalizzazione delle quattro consonanti del nome dio (JHVH). Per˛ il nome era pronunciato Jehova prendendosi in prestito le vocali della parola Adonai (źSignore╗), nei confronti della quale non vigeva tale proibizione (Reinach, 1905-12, 1, 1)." (cfr. S. Freud, "Opere", 1911, vol. 6).

Federico La Sala


NOTE SUL TEMA:

1) - Freud e la sua debolezza: i sigari:

      • "Quando il nipote di Sigmund Freud, Harry (17 anni), rifiut˛ l’offerta di un sigaro da parte dello zio, da questi si sentý dire:
      • “Ragazzo mio, fumare Ŕ una delle pi¨ grandi e pi¨ economiche soddisfazioni della vita, e se decidi di non fumare, non posso che essere dispiaciuto per te”. [...] Inizi˛ a fumare a 24 anni, come racconta egli stesso in una lettera che scrisse all’etÓ di 72 anni:
      • “Cominciai a fumare a 24 anni, all’inizio sigarette, ma subito dopo esclusivamente sigari, fumo ancora oggi Ŕ sono molto riluttante a togliermi questo piacere”.(Dr. Giuliana Proietti 28 Aprile 2020).

2) -I SIGARI DI MARCEL DUCHAMP E I SIGARI DI JACQUES LACAN. Un ricordo di Gianfranco Baruchello (6 marzo 2017):

      • "[...] Duchamp quando era venuto a Roma in occasione di una mia mostra era stato ospite a casa mia: mi ha rivelato cosa vuol dire ospitare un “vero” fumatore. Io e mia moglie gli avevamo lasciato la stanza da letto, lui Ŕ rimasto quasi una settimana, e fumava dieci-dodici sigari Rumbo Regalia al giorno.
      • Quando Duchamp ripartý lasci˛ per mesi odore di sigari nella stanza, nell’armadio non si poteva mettere nulla: era diventata l’ambasciata sulla terra del vizio dei Rumbo Regalia!
      • Poi c’era anche un altro motivo per cui avevo cercato recentemente dei sigari: io avevo lavorato con Jacques Lacan, che fumava per˛ i Partagas Culebras, tre sigari intrecciati insieme che si strappano. Esistono dei suoi film, in cui tiene delle lezioni con questo sigaro in bocca: in uno un suo allievo si alza e protesta con lui, lui ascolta e alla fine di questo discorso fa una tirata di sigaro e dice: “Voila, l’amour”.
      • Questo Ŕ il sigaro, per me Ŕ legato a Duchamp prima e poi a Lacan. "(ZERO.EU Marco Scotti il 16 febbraio/6 marzo 2017).

FLS


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