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IL SOGNO DI UNA "COSA" DI BENEDETTO XVI: UNA CHIESA "PER MOLTI", NON "PER TUTTI". Cinque note per un Convegno

giovedì 2 maggio 2013
CHIESA "PER MOLTI", NON "PER TUTTI"!!!
Per il Convegno "Chiesa di tutti, Chiesa dei poveri" del 15 settembre 2012, cinque note a margine
di Federico La Sala *
1. LA GERARCHIA CATTOLICO-ROMANA HA ROTTO I PONTI CON IL MESSAGGIO EVANGELICO. A 50 anni dall’inizio del Concilio Vaticano II, bisogna (...)

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> IL SOGNO DI UNA "COSA" DI BENEDETTO XVI --- Ventiquattresimo viaggio internazionale di Benedetto XVI. Il Pontefice si reca in Libano come "messaggero di pace".

venerdì 14 settembre 2012

Comincia il ventiquattresimo viaggio internazionale di Benedetto XVI

In Libano come messaggero di pace

E alla vigilia della visita il cardinale segretario di Stato ribadisce che la violenza porta solo a nuove violenze *

Il Pontefice si reca in Libano come "messaggero di pace" e le crescenti tensioni che ancora oggi percorrono drammaticamente l’intera area mediorientale, "lungi dallo scoraggiarlo, hanno reso ancora pi¨ urgente il suo desiderio" di compiere questo viaggio. Alla vigilia della partenza di Benedetto XVI il cardinale Tarcisio Bertone offre la chiave di lettura del viaggio papale, definendolo "un invito a tutti i responsabili del Medio Oriente e della comunitÓ internazionale a impegnarsi con una volontÓ ferma per trovare soluzioni eque e durature per la regione".

In un’intervista rilasciata al quotidiano francese "Le Figaro" e pubblicata nel numero di oggi, 13 settembre, il segretario di Stato ricorda che per il Pontefice la promozione dei diritti dell’uomo, primo fra tutti quella alla libertÓ di religione, "Ŕ la strategia pi¨ efficace per costruire il bene comune". E ribadisce la posizione "chiara e netta" della Chiesa di fronte a ogni forma di violenza, che - afferma - "porta solo a nuove violenze" e "ferisce per sempre i corpi ma anche le menti". In questo senso il Papa in Libano "intende essere una voce profetica e una voce morale", invitando "tutti gli uomini e le donne di buona volontÓ a far sý che la religione non sia mai un motivo di guerra e di divisione".

Per il porporato il Medio Oriente oggi "deve molto alla presenza cristiana", che contribuisce "all’edificazione di una societÓ libera, giusta e riconciliata". All’islam la Chiesa tende perci˛ "una mano aperta in segno di dialogo e di riconciliazione", consapevole che la posta in gioco Ŕ quella di "lavorare insieme per fare di questa regione una nuova culla di civiltÓ, di cultura e di pace". Convinzione espressa in queste ore anche dal primo ministro libanese Najib Miqati, che in un’intervista ad Aki - Adnkronos International manifesta la fiducia che la visita del Pontefice in un Paese "punto di incontro e di interazione tra le civiltÓ e le culture" rappresenti "l’inizio di una vera collaborazione tra i popoli di tutti i Paesi mediorientali".

Anche per il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, il Papa troverÓ in Libano una nazione desiderosa di "divenire protagonista in un desiderato processo di pace e di riconciliazione". Certezza condivisa dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, che parla di un Paese "che ha saputo credere nella "intesa possibile", mai cedendo alla fragilitÓ dei risultati e piuttosto dando credito alla condivisa appartenenza a una "terra" venuta dalle mani di Dio e da lui benedetta quale casa accogliente per tutti". Da parte sua il nunzio apostolico, arcivescovo Gabriele Caccia, sottolinea le molteplici dimensioni del viaggio papale - "ecclesiale, sociale, nazionale, regionale e anche internazionale" - mentre il patriarca di Antiochia dei Maroniti, BÚchara Ra´, riafferma l’importanza del dialogo, del rispetto reciproco e della solidarietÓ per costruire insieme "la cittÓ degli uomini".

* L’Osservatore Romano 14 settembre 2012


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