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COSTANTINO, SANT’ELENA, E NAPOLEONE. L’immaginario del cattolicesimo romano.

domenica 16 giugno 2024
Tre donne «forti» dietro tre padri della fede
di Marco Garzonio (Corriere della Sera, 25 ottobre 2012)
Il IV secolo è fine di un’epoca e nascita di tempi nuovi anche per i modelli femminili nella cultura cristiana e nella società. Mentre le istituzioni dell’Impero si sfaldano, popoli premono ai (...)

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> COSTANTINO, SANT’ELENA, E NAPOLEONE. L’immaginario del cattolicesimo romano --- In hoc signo vinces? Putin e la maledizione di Costantino (di Paolo Rumiz).

sabato 23 aprile 2022

Putin e la maledizione di Costantino.

Che cosa lo muove? Chi è davvero? Come andrà a finire? L’antica e nera leggenda del ragazzo che volle farsi imperatore, nel racconto di Paolo Rumiz [...]

di Paolo Rumiz *

"Non ho mai letto tanti libri russi come in queste settimane per incontrare gli angeli e i demoni di quel mondo, e perché credo sia una scemenza rifiutarsi di capire, in un momento in cui non c’è europeo che non abbia perso il sonno chiedendosi cosa passa per la testa di quell’uomo solo, capace di premere il bottone della bomba nucleare".
-  Così scrive Paolo Rumiz sulla copertina di Robinson, in edicola da sabato 23 aprile con Repubblica (e tutta la settimana a 1 euro): il suo è un viaggio nel mistero dell’uomo che ha deciso l’aggressione russa all’Ucraina e che tiene in scacco l’Occidente, attraverso le istantanee degli ultimi trent’anni e più.

Cosa ci dicono le immagini di Vladimir Vladimirovic da San Pietroburgo e salito ai vertici dei servizi segreti ai tempi dell’Urss, poi del potere statale della Russia postsovietica fino a diventarne il nuovo zar?
-  Rumiz le scorre per noi: la foto del tesserino personale del Kgb, e gli eventi del 1989 quando a Dresda, narra la leggenda, nella notte della caduta del Muro tiene a bada da solo cinquemila tedeschi inferociti scagliatisi sulla sede del Kgb, dicendo: "La mia pistola ha 12 proiettili e l’ultimo sarà per me".
-  I suoi incontri con il patriarca di Mosca Kirill, per dimostrare la deferenza della Russia neoimperiale all’autorità religiosa. L’inchino a baciare la pietra tombale di San Nicola, a Bari, per ribadire l’eredità di Bisanzio. E infine, gli scatti al Cremlino, che anno dopo anno raccontano "di un autocrate inavvicinabile e restio a delegare, blindato in un potere assoluto che personifica il tragico isolamento della Russia", ma anche la metafora di una fine possibile, l’uscita di scena dell’ex bambino nato povero, condannato a vincere o a sparire".

* Cfr. la Repubblica, Robinson, 23.04.2022 (ripresa parziale).


Sul tema, in rete, si cfr.:

Costantino dal mito imperiale alla russia post-sovietica
-  di Adriano Roccucci - Enciclopedia Costantiniana (2013)


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