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Per l’inizio del dialogo, quello vero (B. Spinelli)

ITALIA E PAKISTAN : LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Muhammad Iqbal). Ri-leggiamo insieme... le due opere e i due Autori ! Un’ipotesi di rilettura di DANTE .... e un appello per un convegno e per il Pakistan !!!

DANTE PER LA PACE, PER LA PACE TRA LE RELIGIONI E TUTTI I POPOLI.
vendredi 9 novembre 2007 par Federico La Sala
[...] W O ITALY ... Dopo di lui, in Vaticano, Ŕ tornata la confusione, la paura, e la volontÓ di potenza e di dominio. Un delirio grande, al di qua e al di lÓ del Tevere, ma La Legge dei nostri ĹPadri’ e delle nostre ĹMadri’ Costituenti Ŕ sana e robusta ... Dante Ŕ riascoltato a Firenze, come in tutta Italia - e nel mondo. Anche nel Pakistan - memori del “Poema Celeste” (Muhammad Iqbal) - la Commedia non Ŕ stata dimenticata !!! [...]
PICCHIARE LE DONNE. DIO, UOMINI E DONNE : (...)

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> ITALIA E PAKISTAN : LA DIVINA COMMEDIA (Dante Alighieri) E IL POEMA CELESTE (Muhammad Iqbal). Ri-leggiamo insieme... le due opere e i due Autori ! Un’ipotesi di rilettura di DANTE .... Louis Massignon, salvati dai meriti dell’altro. L’importanza dell’ospitalitÓ

jeudi 3 septembre 2020

Testimoni.

Massignon, salvati dai meriti dell’altro. L’importanza dell’ospitalitÓ

Pio XI lo definý « il cattolico mussulmano ». Grande orientalista, terziario francescano e mistico. L’accoglienza e le cure ricevute da alcuni contadini musulmani gli fecero ritrovare il cristianesimo

di Simone Paliaga (Avvenire, martedý 1 settembre 2020)

      • [Foto] Un’immagine dell’orientalista Louis Massignon

« Un uomo a cavaliere di pi¨ realtÓ, traghettatore attraverso confini, al margine di pi¨ mondi e sistemi di rappresentazione » cosý, ManoŰl PÚnicaud, nella sua recente e appassionata biografia, presenta Louis Massignon. Le “catholique musulman” (Bayard, pagine 432, euro 23,90), come lo definý nel 1934 Pio XI. Decano dell’islamologia francese, diplomatico di spessore che non fece mancare la sua voce agli accordi di Sykes-Picot nÚ alla nascita di Israele, nÚ ai profughi palestinesi e neppure agli araldi della decolonizzazione arrivando fino alla guerra di Algeria.

Professore al CollŔge de France, docente volontario nei corsi serali nelle banlieue parigine e nelle carceri, terziario francescano, mistico e pensatore cattolico di prim’ordine, questo e molto altro Ŕ stato lo studioso francese oggi quasi dimenticato in Francia e quasi mai davvero conosciuto da noi in Italia. Se si escludono La parola data (Adelphi), Il soffio dell’Islam e L’ospitalitÓ di Abramo (Medusa) poco altro Ŕ stato pubblicato, tra cui va comunque ricordato il suo epistolario con Giorgio La Pira.

Forse un giorno questo grande savant troverÓ finalmente l’attenzione che merita, soprattutto nelle terre che si affacciano sul Mediterraneo luogo di incontro privilegiato delle tre religioni abramitiche, al cuore della fede di Massignon. Oggi si fa pi¨ pressante che mai l’importanza della sua opera, almeno quanto lo era nel periodo del suo impegno politico e spirituale, tra il 1917 e il 1962. In quel torno d’anni l’islamologo d’Oltralpe attraversa grandi eventi e incontra alcune delle personalitÓ pi¨ importanti del Novecento.

Nulla si Ŕ fatto mancare del secolo passato. Le due guerre mondiali, la colonizzazione del Marocco, la fondazione dello Stato di Israele e l’indipendenza dell’India, Charles de Foucauld, Paul Claudel, Jacques Maritain, Lawrence d’Arabia, Ibn Saud e il generale de Gaulle, Georges Bataille, Jean DaniÚlou, Judah Magnes e Martin Buber, le figure di spicco del nascente Stato di Israele, e poi ancora Muhammad Iqbal, Gandhi e l’India all’epoca in cui Madre Teresa inizia il suo apostolato tra gli intoccabili e lebbrosi di Calcutta.

Nato nella villa di famiglia a Nogent- sur-Marne nel 1883 e morto a Parigi nel 1962, Louis Massignon comincia il suo cammino di studio in Marocco concentrandosi sulla figura di Leone l’Africano e appassionandosi poi sempre pi¨ ai legami tra modelli spirituali e politici. Durante un viaggio in Mesopotamia, nel 1908, viene salvato da una grave infezione da alcuni contadini musulmani che gli offrono ospitalitÓ. L’accaduto sancirÓ non solo il riconoscimento del ruolo dell’accoglienza nelle relazioni tra gli uomini ma anche la sua riconversione al cattolicesimo.

╚ proprio l’ospitalitÓ a essere centrale nell’esperienza religiosa e politica di Massignon. In essa lo studioso francese riconosce il sigillo dell’umanitÓ come un tempo era accaduto per le leggi non scritte evocate da Antigone. Senza ospitalitÓ non di dÓ alcun incontro nÚ conoscenza dell’Altro. A rafforzare la convinzione sarÓ la frequentazione, non solo intellettuale, con l’esperienza mistica di Mansur Al-HallÔj, il sufi nato a Baghdad nell’857 e torturato e condannato a morte il 27 marzo 922. A lui Massignon dedica la monumentale tesi di dottorato in quattro volumi discussa nel 1922 e che meriterebbe una traduzione italiana.

Nello studioso francese ricerca intellettuale e ricerca spirituale si intrecciano in maniera inestricabile. Lo conferma la tensione al martirio che mutua da Charles de Foucauld. SarÓ proprio il “fratello del deserto” a esortarlo, al tempo della Grande Guerra, a lasciare il quartier generale per sopportare le sofferenze della fanteria coloniale sul fronte orientale.

Sulle orme di De Foucauld Massignon desidera e attende costantemente il martirio, dono integrale di sÚ per l’altro e per Dio. Ma non conoscerÓ mai questa grazia, tanto da decidere di trasmutare la sua vocazione in una diversa testimonianza. Essa maturerÓ nel 1934 nella creazione di gruppo di preghiera, un vero e proprio sodalizio, chiamato Badaliya che rende in arabo il termine sostituzione. In essa i cristiani pregano per la salvezza dei musulmani, e non per la loro conversione.

ManoŰl PÚnicaud ha il merito di mettere in luce come l’idea della sostituzione mistica, centrale nel pensiero e nell’esperienza di Massignon, derivi non solo della frequentazione di teologi ma da Joris-Karl Huysmans. Amico del padre dello studioso, l’autore di └ rebours nel 1900 non Ŕ pi¨ il campione dell’estetismo che troneggia nei manuali di letteratura.

E il 27 ottobre di quell’anno, su ispirazione del padre, Massignon si reca da solo a LigugÚ, vicino a Poitiers e all’Abbazia di Saint- Martin, dove Huysmans si Ŕ ritirato all’indomani della conversione al cattolicesimo. Immerso nella scrittura di Sainte Lydwine de Schiedam, il letterato spiega al giovane diciassettenne i principi della “sostituzione mistica” e della “reversibilitÓ dei meriti” secondo cui « ognuno Ŕ responsabile delle colpe degli altri e deve anche espiarle ; e ognuno, a Dio piacendo, pu˛ anche attribuire con la preghiera i meriti che possiede o acquisisce a chi non ne ha ». SarÓ questo il cuore della fede di Louis Massignon.


Sul tema, nel sito, si cfr. :

Dante e l’Islam. L’escatologia islamica nella Divina Commedia (di Carlo Ossola - Cultura islamica di padre Dante).

I TRE ANELLI E L’UNicO "PADRE NOSTRO".

FLS


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