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’NDRANGHETA: dagli arresti agli omicidi, ai traffici di rifiuti tossici, uno spaccato sull’Altopiano della Sila

NDRANGHETA: alcuni brani de La società sparente sulla presenza della ’ndrangheta in Sila. Dal Trentino al Veneto, alla Sicilia, intervengono giovani dell’antimafia

La società sparente: la ’NDRANGHETA domina sul nostro territorio
sabato 8 novembre 2008 di Francesco Saverio Alessio
Possiamo appropriarci delle dichiarazioni del sindaco Succurro all’amico e collega Gian Antonio Stella, sulla salubrità della nostra area, preservata, a suo dire, dai tentacoli della mafia? Possiamo gioire, in quanto nessuno ci vieta di parlare e lo Stato italiano ci assicura, attraverso enti e uffici meridionali, diritti e servizi?

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> NDRANGHETA: alcuni brani de La società sparente sulla presenza della ’ndrangheta in Sila

venerdì 7 novembre 2008

Egregio signor (e forse anche dottor) Mario,

le regole sono regole. Ancora una volta, un suo post è stato pubblicato, benché non ci abbia lasciato le proprie coordinate. Che, ripeto, non necessariamente rendiamo pubbliche, laddove ci venga richiesto di non farlo. La democrazia ha, come fondamento, il rispetto delle norme dello spazio in cui, a qualulque titolo, ci si colloca.

Che venga a ironizzare sulla nostra legittima richiesta di sapere chi è, perfino richiamando la Cia, non mi fa molto effetto; detto rispettandola. Ciò precisato, evidentemente, presumo non volendolo, lei fa una certa confusione. Noi non abbiamo mai scritto, la sfido pubblicamente a dimostrare il contrario, che San Giovanni in Fiore è, come ci imputa, "centro internazionale di traffico di droga". Semmai, è "centro di traffico internazionale di droga". Le due cose sono piuttosto diverse. Nello specifico, poi, "centro" sta per "luogo", non per "base strategica principale".

Non so se lei ha letto o meno "La società sparente". In ogni caso, non ha affatto risposto alle questioni che le ho posto, che pure le sono state ribadite da esponenti dell’antimafia civile, Chicco Alfano, Denise Fasanelli e Chiara Siragusano.

Se si concentra su San Giovanni in Fiore, le dico che in zona fu nascosto e protetto il boss della ’ndrangheta Guirino Iona, attualmente al 41 bis.

Alessio e io non abbiamo affatto scritto, come Domenico Barberio ha erroneamente detto nel suo bel pezzo, che San Giovanni in Fiore è uguale a Locri, Palmi e altri luoghi caldi della Calabria.

Nel nostro libro, le piaccia o meno, rileviamo che nel territorio di San Giovanni in Fiore c’è già, oggi, presenza mafiosa. Badi, San Giovanni in Fiore è, per noi, metafora della Calabria. Ricordi che Leonardo Sciascia fece della Sicilia una metafora del mondo.

La tesi di "La società sparente", che di San Giovanni in Fiore documenta l’assistenzialismo e il clientelismo record, è che la subordinazione della coscienze tramite i condizionamenti politici produce quella società familistica e sparente che si rinviene in parte consistente della Calabria.

Riguardo a San Giovanni in Fiore, le rammento qualche episodio: l’arresto dell’imprenditore Francesco Talerico per possesso illegale di cocaina, sulla cui innocenza o colpevolezza si esprimerà la magistratura; le recenti truffe scoperte dalla Guardia di Finanza riguardanti commercio di autoveicoli e abbigliamento (22 autosaloni, 10 macellerie, dati dell’Ufficio comunale del Commercio); la barbara uccisione di Antonio Silletta, di Francesco Talarico e del nipotino di quindici anni; la scomparsa del giovane Pino Loria; l’operazione antidroga (traffico internazionale di stupefacenti) "Drugstore"; il rinvio a giudizio per estorsione dalle modalità mafiose di due imprenditori, coinvolti nell’operazione antindrangheta "Ciclone".

Sul ribadito oscuramento del pezzo di Barberio, le è forse sfuggito che il relativo link è in bella evidenza sopra a questo partecipato forum.

Forse non s’è accorto che gli articoli hanno un numero progressivo, su questo giornale. La loro permanenza in home page dipende dall’aggiornamento quitidiano del sito. Postdatando i pezzi, si riportano in prima pagina.

Ora, le pare prioritario il discorso generale sulla permanenza di Luigi Garofalo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, nel Consiglio provinciale di Cosenza oppure l’articolo di Barberio, pur meritevole di considerazione e dibattito, in questa pagina linkato per spirito pluralistico e dovere di completezza?

Se vuole mi risponda sul merito e con la sua identità, anche rispetto alle domande che le ho posto in precedenza.

Grazie per i suoi apprezzamenti, ma io cerco solo di contribuire in piccolo alla tutela della legalità e della democrazia. A San Giovanni in Fiore, in Calabria, in Italia. Cosa che le invito a fare pubblicamente, senza omettere il suo nome.

Cordiali saluti.

Emiliano Morrone


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