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Sfida educativa : emergenza e nuova alleanza. Evangelo e Costituzione. L’amore ("charitas") non Ŕ lo zimbello del tempo e dei mercanti ("caritas") atei e devoti ...

IL DIO DEI MAFIOSI NON E’ CRISTIANO, MA CATTOLICO-ROMANO - ’MEDITERRANEO’. Il sociologo Augusto Cavadi ne parla con Alessandra Turrisi. E don Mario Torcivia parla del "martire" don Puglisi - a cura di Federico La Sala

L’antropologia come la teologia della "sacra famiglia" della gerarchia vaticana Ŕ zoppa e cieca : Ŕ quella del ’Figlio’ che prende - accanto alla Madre - il posto del padre "Giuseppe" e dello stesso "Padre Nostro"... e fa il "Padrino" !!!
lundi 21 septembre 2009 par Federico La Sala
[...] « Il cristianesimo Ŕ stato declinato, nella storia, in maniere differenti. I mafiosi di Cosa nostra, ’ndrangheta, camorra, Sacra corona unita e stidda conoscono solo la versione che io chiamo ’mediterranea’. A questo universo simbolico attingono per autolegittimarsi : vi cercano un’anima, un’identitÓ culturale, che li giustifichi agli occhi della propria coscienza e dell’opinione pubblica. Non Ŕ un caso che tra i riti di iniziazione per un ’uomo d’onore’ vi sia la cosiddetta punciuta, (...)

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> IL DIO DEI MAFIOSI NON E’ CRISTIANO, MA CATTOLICO-ROMANO - ’MEDITERRANEO’. ---- LA MADONNA DELLA MAFIA. Una madonna, intronizzata come regina, incorniciata in una raggiera dorata, portata a spalle da una masnada di giovanotti (di don Aldo Antonelli)

vendredi 11 juillet 2014


La Madonna della mafia

di don Aldo Antonelli (L’Huffinton Post, 11/07/2014

Guardo la foto e leggo il contesto. Una madonna, intronizzata come regina, incorniciata in una raggiera dorata, portata a spalle da una masnada di giovanotti biancovestiti, nel caos festante di una folla accalcata che non si capisce bene se prega, canta o chicchiericcia. Osservo la foto e mi chiedo quale rapporto pu˛ esserci tra questa "Madonna Regnante" e la semplice, umile ragazza di Nazareth di cui narrano i Vangeli. Mi domando come possa essere accaduto che colei che nel Magnificat inneggia al Dio che "depone i potenti dai troni", possa a sua volta sedere su un trono ed essere chiamata "Regina" ! Come possa essere beffardamente ricoperta di ori e di argento la Madre di Colui che comand˛ ai suoi discepoli di non portare con sÚ nÚ oro, nÚ argento.

Siamo di fronte ad una metamorfosi depravata e deformante, funzionale ad una societÓ auto-referente e lontana anni luce da quell’espressione di fede, coscienza critica della societÓ, che la teologia pi¨ attenta vorrebbe evidenziare.

Secondo l’analisi funzionalistica di Emile Durkheim, la religione non Ŕ altro che un riflesso della societÓ che venera se stessa. Con questa espressione, dalle connotazioni decisamente provocatorie, il grande sociologo intendeva sottolineare il carattere sociale e civile della religione, intesa come un sistema di riti grazie al quale una societÓ si rinforza e crea legami profondi fra gli individui che la compongono. Secondo il sociologo francese, la religione serve alla societÓ per salvaguardarsi, ma, soprattutto consente all’individuo di sentirsi parte di un’entitÓ collettiva, nella quale assumere un ruolo definito. I riti religiosi, quindi, accompagnano le trasformazioni personali e sociali, permettendo, attraverso la loro capacitÓ di regolamentare il caos e, insieme, di esprimere una forte carica simbolica, di creare, problematizzare e rafforzare le realtÓ sociali stesse.

Naturalmente, in una societÓ mafiosa la religione diventa la legittimazione morale del sistema-mafia ! In una societÓ capitalistica, la religione consacra, facendone degli assoluti, i principi di "proprietÓ" e di "libertÓ" ! In ambito politico, la religione si fa veicolo di consenso verso pratiche che pur contraddicendo i valori ne sposano la difesa. L’espressione pi¨ evidente di questo diabolico potere Ŕ offerta dal fenomeno di quelle persone che si definiscono come « atei devoti ».

In questa formula, vi Ŕ evidente una contraddizione che, per˛, finisce con lo spiegare meglio il senso e le forme della religione civile. Scrive Marco Gallizioli sul numero 8 dal 2011 della rivista cattolica "Rocca", della Cittadella di Assisi : « Alcuni individui, infatti, pur negando validitÓ trascendente alle religioni, ne sposano le linee etiche e ne ri-conoscono il valore insostituibile nel tessere un abito identitario dai colori netti. In altri termini, le fedi vengono svuotate del loro proprium, e imbalsamate nella loro funzione sociale, perchÚ fungano da moltiplicatori di identitÓ e di etica... Cosý facendo, la religione rischia di trasformarsi in una lobby di potere, che, grazie alle sue funzioni sociali, pu˛ giocare un ruolo decisivo nella politica degli stati, rischiando di mercificare la sua proposta spirituale ».

Analisi precisa, puntuale e senza sconti di parte. A mio avviso, tanta strumentalitÓ e, diciamolo pure, tanto abbrutimento Ŕ stato possibile anche grazie agli interessi di bottega e/o alle pigrizie di comodo di una chiesa e di un clero pi¨ inclini a tradurre la fede nella comoda e compensativa religiositÓ popolare che impegnati alla difficile e scomoda testimonianza. In questo, grande supporto Ŕ dato dalla teologia di palazzo, tutta ideologia e affatto evangelica. Ma qui si apre un altro discorso.

Per ora dobbiamo dire grazie al richiamo forte di papa Francesco e allo scandalo salutare di Oppido Mamertina.


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