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Visita pastorale del Papa a Napoli ....

ALLARME : "CAMORRA" !!!, "MAMMASANTISSIMA" !!! CAMBIARE ROTTA !!! PER L’ITALIA, PER NAPOLI, RIPARTIRE DALLE RADICI MODERNE, EU-ANGELICHE E FRANCESCANE - dal "presepe" !!! A tutta NAPOLI e al coraggioso Cardinale SEPE un augurio e una sollecitazione, a camminare insieme sulla strada della civiltà del dialogo e dell’amore. W o ITALY !!!

mardi 23 octobre 2007 par Federico La Sala
TUTTO A "CARO-PREZZO" : QUESTO "IL VANGELO CHE ABBIAMO RICEVUTO". IL VANGELO DI RATZINGER, BERTONE, RUINI, BAGNASCO E DI TUTTI I VESCOVI.
PER L’ITALIA E PER LA CHIESA : LA MEMORIA DA RITROVARE. L’"URLO" DI DON PEPPINO DIANA. « La camorra ha assassinato il nostro paese, noi lo si deve far risorgere, bisogna risalire sui tetti e riannunciare la "Parola di Vita" ».


L’Italia ripudia la guerra ! Ed è per lo (...)

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> ALLARME : "CAMORRA" !!!, "MAMMASANTISSIMA" !!! CAMBIARE ROTTA !!! --- Il « pugno » del Papa. La battuta di Francesco sul pugno spiazza laici e fedeli (di Giacomo Galeazzi)

samedi 17 janvier 2015

La battuta di Francesco sul pugno spiazza laici e fedeli

Commentano le parole del Papa sul volo dallo Sri Lanka alle Filippine De Paolis, Lajolo, Cacciari, Tarquinio e De Masi. « Ha posto un limite ». « È poco cristiano »

di Giacomo Galeazzi *

Città del Vaticano

Il « pugno » del Papa scuote il Sacro Collegio, gli intellettuali laici, i media cattolici. « Quella del Pontefice è una constatazione : nella vita di ogni giorno accade così - afferma il cardinale canonista Velasio De Paolis -. Se offendo qualcuno devo attendermi una contro-offesa. Purtroppo, infatti, la quotidianità non segue lo spirito del Vangelo e viene disatteso il monito di Gesù a porgere l’altra guancia ». Ma « la reazione a una offesa verbale dovrebbe, quantomeno, essere un’altra offesa verbale e non un atto di violenza fisica ». Comunque « chi ha realizzato quelle vignette avrebbe dovuto trattenersi dal farlo nella consapevolezza delle prevedibili conseguenze », aggiunge De Paolis. Il porporato di Curia Giovanni Lajolo ribadisce che « il male si vince solo con il bene », però riconosce che « esiste la libertà di opinione, non quella di insulto », altrimenti « vivremmo in un mondo di rissa continua ».


Il quinto comandamento


In ogni modo, sottolinea Lajolo, « è lo spirito che fa la musica » e « un pugno morale può essere più duro di quello fisico ». Certo, precisa Lajolo, « niente giustifica la reazione estrema e vile alle vignette messa in atto dagli attentatori di Parigi » che « non combattono faccia a faccia ma aggrediscono alle spalle persone disarmate ». Parimenti « non va calpestato il quinto comandamento : non uccidere, non offendere », avverte il cardinale.


A Milano l’arcivescovo Angelo Scola non commenta le parole del Pontefice ma rimanda alla giornata di preghiera contro la violenza del 18 gennaio. « È una battuta non proprio cristiana, ma simpatica - osserva il filosofo Massimo Cacciari -. Francesco esprime l’impossibilità in questo secolo di porgere l’altra guancia e di rispettare le Beatitudini evangeliche che chiedono di amare il proprio nemico. Il Papa ha cercato l’effetto umano, forse anche troppo umano ». Per il sociologo Domenico De Masi « il pugno viene poco prima del colpo di kalashnikov ». Inoltre « non è vero che la satira può dire tutto : nulla è svincolato dalla legge », però, avverte De Masi, « serve un principio di proporzionalità tra offesa e difesa : a chi insulta Allah o la Madonna si risponde con una querela, non con una revolverata e neppure con un cazzotto ».


Sacralità intima


Quella del pugno la trova, invece, « un’immagine geniale » Marco Taquinio, direttore del quotidiano dei vescovi Avvenire, secondo cui il Pontefice indicando la figura della madre rimanda a una sacralità intima, valida sul piano umano sia per i credenti in qualunque fede sia per gli atei : « Anche tra amici può accadere di superare il senso del limite e di provocare una reazione violenta. Ma se niente è rispettato, precipitiamo in una condizione di scontro permamente e la trivialità è cieca ».


Indifferenza e presunzione


Secondo Taquinio quando chiudiamo gli occhi su qualunque persecuzione verso chiunque ovunque sia perpetrata, prepariamo l’irruzione dell’odio e della violenza anche nelle nostre città, nei luoghi simbolo delle nostre libertà, nelle nostre stesse case. « Il male si nutre di indifferenza e di presunzione ». E solo una scelta limpida e chiara per la pace nella giustizia e nella libertà possono sventare i piani di dominio e di morte dei terroristi che osano agire « in nome di Dio ». E « le nostre società aperte sono vulnerabili », quindi « l’uscita del Papa è una sintesi perfetta del rifiuto della logica di morte ».

* La Stampa, 17.01.2015


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