Poster un message

En réponse à :
EU-ANGELO, BUONA-NOTIZIA. "CHARISSIMI, NOLITE OMNI SPIRITUI CREDERE... DEUS CHARITAS EST" (1Gv., 4. 1-8). « Et nos credidimus Charitati... » !!!!

MESSA IN LATINO, "SUMMORUM PONTIFICUM", E IMPREPARAZIONE LINGUISTICA E TEOLOGICA. La Commissione "Ecclesia Dei" sta scrivendo ai seminari di tutto il mondo per chiedere che i futuri preti vengano addestrati non solo a celebrare la messa in latino ma anche a comprendere la teologia, la filosofia e il linguaggio specifico di quel rito - a cura di pfls

samedi 21 juin 2008 par Maria Paola Falchinelli
Torna il latino nei seminari *
La Commissione Ecclesia Dei sta scrivendo ai seminari di tutto il mondo perché insegnino il vecchio rito ai loro allievi
Torna il latino in molteplici forme. Luigi Accattoli (www.luigiaccattoli.it) è andato ad assistere alla messa di cui avevamo annunciato la celebrazione alla Trinità dei Pellegrini, a Roma, e ne ha avuto un’impressione gradevole, come potrete leggere. Da metà maggio il sito web del Vaticano offre un’edizione nella lingua di (...)

En réponse à :

> MESSA IN LATINO, "SUMMORUM PONTIFICUM", E IMPREPARAZIONE LINGUISTICA E TEOLOGICA. --- « Ci sono vescovi che non capiscono il latino ». intervista a Gianfranco Ravasi, a cura di Gian Guido Vecchi

dimanche 11 novembre 2012

Ravasi : « Ci sono vescovi che non capiscono il latino »

intervista a Gianfranco Ravasi,

a cura di Gian Guido Vecchi (Corriere della Sera, 11 novembre 2012)

« I giovani preti ? Se è per questo pure diversi vescovi fanno fatica, anche all’ultimo sinodo un po’ si rideva, molti hanno una difficoltà quasi strutturale a leggere e comprendere il latino, anche fra gli europei, e dico quello ecclesiastico che è molto più semplice della lingua di Cicerone... ». Il cardinale Gianfranco Ravasi sorride con una punta di mestizia, come presidente del Consiglio della Cultura vaticano sarà lui a controllare la nuova « Pontificia Accademia di Latinità » (Pontificia Academia Latinitatis) che Benedetto XVI ha istituito ieri con un motu proprio nel quale scrive (in latino, ovvio) quanto sia « urgente » contrastare « il pericolo di una conoscenza sempre più superficiale ». La Chiesa, aggiunge il Papa, è da duemila anni « custode e promotrice » del latino nel mondo.

Eminenza, il Papa parla dei seminari ma in generale dei giovani e del « vasto mondo della cultura ». Quale sarà il ruolo dell’Accademia ?

« Esistevano già delle istituzioni vaticane come la Latinitas, da ora estinta, però adesso si vuole rivedere tutta la questione in modo diverso. Anzitutto c’è un valore che si considera permanente dell’umanità : il latino - con il greco, naturalmente - è una delle matrici assolute della cultura europea e occidentale. Per questo il Santo Padre ha nominato presidente dell’Accademia un grande latinista come il professor Ivano Dionigi, rettore dell’università di Bologna. Non è solo un problema ecclesiale ».

Quindi, come si muoverà ?

« Prima di tutto ci si impegnerà nella diffusione della cultura latina alta e dei suoi contenuti, che sono inscindibili dalla conoscenza della lingua. Ogni traduzione è sempre una belle infidèle, come diceva Gilles Ménage, anche se è bella è infedele. Io, per dire, penso che Agostino perda la metà. Pensi alle Confessioni, « Nondum amabam, et amare amabam... quaerebam quid amarem, amans amare... », ma come si fa ?, è come tradurre Dante, Agostino sta dicendo che ancora non amava davvero perché non sapeva quale fosse l’oggetto del suo amore e c’è una bellezza musicale nella lingua, lui ne è un cultore raffinato, ci gioca. Così vogliamo recuperare tutto il grande patrimonio culturale latino, classico, patristico e medievale : per il mondo. L’Accademia si amplierà a livello internazionale, con diverse personalità laiche ».

Benedetto XVI parla anche dei seminari...

« Certo, il secondo elemento è ad intra. Il latino è stato ed è la lingua ufficiale della Chiesa, in latino sono gli scritti dei Padri, i documenti della tradizione, i testi dei Concili, del magistero dei Papi, i libri liturgici... Ci vuole un impegno maggiore nei seminari, bisogna fare in modo che riescano a capirli ! ».

Come si è arrivati a questa situazione ?

« Non è solo colpa della Chiesa, c’è un problema generale degli studi umanistici. Del resto una volta per studiare teologia nei seminari si doveva venire dal liceo classico e poi non è stato più così, i corsi integrativi non sono bastati, bisogna fare di più. Ma c’è un terzo livello... ».

Quale ?

« Il recupero del latino nella modernità. Oggi c’è il gusto di ritornare alla lingua, lo sa che in Finlandia esiste un quindicinale per ragazzi in latino ? Perché il latino ha una funzione formativa. L’inglese parlato - non dico quello alto - è una semplificazione, quasi un "twitteraggio" del pensiero. Mentre il latino ha una forte impronta razionale, la costruzione dei casi, i verbi, la consecutio temporum... Per questo lo si vuole riproporre ai giovani ».

C’è chi farà l’equazione latino-Chiesa preconciliare...

« Lo so, purtroppo. Se si vuole c’è un recupero del passato e del suo patrimonio, ma non reazionario né sterile. La bellezza del latino non è alternativa o contrapposta alla Chiesa postconciliare. E poi mi piacerebbe sapere se quelli che partecipano ai riti latini sarebbero in grado di tradurmi gli inni di Sant’Ambrogio, così raffinati e complessi... Anche loro ne hanno bisogno ! ».


Ce forum est modéré à priori : votre contribution n'apparaîtra qu'après avoir été validée par un administrateur du site.

Titre :

Texte de votre message :
(Pour créer des paragraphes, laissez simplement des lignes vides.)

Lien hypertexte (optionnel)
(Si votre message se réfère à un article publié sur le Web, ou à une page fournissant plus d'informations, veuillez indiquer ci-après le titre de la page et son adresse URL.)
Titre :

URL :

Qui êtes-vous ? (optionnel)
Votre nom (ou pseudonyme) :

Votre adresse email :