Poster un message

En réponse à :
La Costituzione Ŕ (...) la nostra “Bibbia civile”, la Legge e il Patto di Alleanza dei nostri ’Padri’ e delle nostre ’Madri’ Costituenti (21 cittadine-sovrane presero parte ai lavori dell’Assemblea).

GIAMBATTISTA VICO, LA "BIBBIA CIVILE" RAGIONATA, E GLI INTELLETTUALI ITALIANI : IL CASO COLLETTI. Una nota - di Federico La Sala

PER UNA NUOVA "CITTA’ DELLA SCIENZA", NAPOLI 2013. "PRINCIPI DI UNA SCIENZA NUOVA", NAPOLI 1725 : Che questo suo “meraviglioso libro - come scrisse Paul Hazard (...) - proietti finalmente il suo splendore sull’orizzonte dell’Europa” !
dimanche 10 mars 2013
QUANTO SEGUE E’ LA TERZA PARTE DEL DISCORSO AVVIATO IN
A) VICO (E KANT), PER LA CRITICA DELLE VERITA’ DOGMATICHE E DELLE CERTEZZE OPINABILI (VEDI : QUI)
B)PRINCIPI DI UNA SCIENZA NUOVA : "NON INVENTO IPOTESI" ! VICO CON NEWTON (E KANT) (VEDI : QUI)
Per le citazioni e i riferimenti di pagine, cfr. : Giambattista Vico, Opere filosofiche, introd. di Nicola Badaloni, a c. di Paolo Cristofolini, Firenze 1971
Buona lettura (fls).
***
Nel 1725, Vico scrive “di se medesimo” che ha (...)

En réponse à :

> GIAMBATTISTA VICO, LA "BIBBIA CIVILE" RAGIONATA, E GLI INTELLETTUALI ITALIANI : IL CASO COLLETTI. ---La Costituzione, "il sogno greco, rivisto da Rousseau", e il populismo (di Yves MÚny).

dimanche 23 juin 2019

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA. PERDERE LA COSCIENZA DELLA LINGUA ("LOGOS") COSTITUZIONALE ED EVANGELICA GENERA MOSTRI ATEI E DEVOTI ... *


Politica.

Che cos’Ŕ il populismo ? L’inganno della parte che vuole essere il tutto

Il politologo Yves MÚny : le democrazie rappresentative si fondano sul popolo ma lo relegano a osservatore. Ma non c’Ŕ reale alternativa : un vero potere popolare finirebbe nelle mani dell’uomo forte

di Yves MÚny (Avvenire, giovedý 20 giugno 2019)

      • [Foto] Parigi durante la manifestazione del novembre 2018 organizzata dai “Gilet gialli” per protestare contro le tasse introdotte dal Presidente francese Emmanuel Macron (Ansa/Ap/Michel Euler)

      • Anticipiamo la lectio magistralis che Yves MÚny, docente di Scienze politiche, terrÓ domani al Festival TaoBuk di Taormina. Meny Ŕ stato presidente del cda della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, attualmente insegna nell’UniversitÓ Luiss-Guido Carli di Roma.

Le democrazie sono al centro del desiderio politico. O almeno lo sono state per molto tempo e si sono identificate con la libertÓ, l’autonomia, l’auto-governo, con la vittoria della maggioranza e del numero sul singolo sovrano. La democrazia Ŕ, potremmo dire in sintesi, il desiderio della multitudine di sostituirsi al re, al dittatore o a un gruppo ristretto ma dominante, alle Úlites, alla casta, all’establishment. Ma la folla, le masse, l’aggregazione dei singoli, si trova di fronte ad un impasse, che nel mio recente libro pubblicato dal Mulino, Popolo ma non troppo ho denominato “malinteso democratico”.

Come unire infatti tutti questi atomi, attraversati da aspirazioni, interessi, emozioni cosi diversi da impedire loro di fatto di unirsi ? Nel corso della storia molti sono stati i tentativi : ridurre, ad esempio, la dimensione territoriale della cittÓ per rendere possibile la conoscenza e l’unione di tutti. ╚ il sogno greco, rivisto da Rousseau ; ma non possiamo scordare la deriva delle colonie greche di Sicilia dove il despota finisce per incarnare il demos.

Una variante diversa Ŕ offrire una visione alternativa del popolo. ╚ il realismo senza pietÓ di Hobbes dove il sovrano, sulla copertina del suo libro, Ŕ rappresentato da mille corpi di cittadini assorbiti, ingoiati e capovolti per dar corpo all’unitÓ. C’Ŕ poi il sogno-incubo della rivoluzione russa di dare il potere a una classe unica al prezzo di eliminare qualche privilegiato ; e c’Ŕ il realismo all’inglese che “inventa” il principio rappresentativo per incanalare le aspirazioni di molti nella fattibilitÓ pratica del governo di pochi ; e c’Ŕ la non meno realistica e fredda osservazione di Gaetano Mosca sull’ineluttabilitÓ delle Úlites, la doccia fredda sul desiderio.

"Unirsi in un popolo" Ŕ il desiderio che continuamente si ripresenta di trasformare la diversitÓ in una unitÓ metafisica. « L’Italia Ŕ fatta, bisogna fare gli italiani » constatava Massimo d’Azeglio ; Eugen Weber descrive la trasformazione dei francesi di fine Ottocento « da contadini a cittadini » ; Benedict Anderson evoca la nazione come « comunitÓ sognata ». Per farla breve, il “popolo” non smette di desiderare di diventare anche una realtÓ sociale e non soltanto un’utopia magica.

Purtroppo la contraddizione interna Ŕ sempre in agguato : il popolo come concetto Ŕ indispensabile per legittimare l’accesso al potere. Anche le dittature pretendono di governare in nome e per il bene del popolo. E questo popolo che le democrazie hanno posto sul piedestallo per poi relegarlo nel ruolo di osservatore degli atti dei governanti si rivolta sempre di pi¨ per far avverare l’utopia di Lincoln « Government of the people, by the people, for the people ».

In altre parole, il popolo americano, ma anche tutti gli altri, fanno proprie le tre prime parole della costituzione americana « We the People... », che Ŕ una splendida frase per parlare di legittimazione, ma Ŕ una pia illusione quando si tratta di governare.
-  Si potrebbe ricordare la reazione di un francese chiamato ad approvare la costituzione scritta da Napoleone : « Che c’Ŕ nella costituzione ? » E la risposta fu « Bonaparte »...

Non c’Ŕ alternativa alla necessitÓ della rappresentanza : non vi Ŕ mai stato un “vero” potere popolare e se ci fosse si correrebbe il rischio di radunarsi di fatto sotto le ali di un uomo forte, di un salvatore. Dio ci salvi da questa fatalitÓ ! Il desiderio di sentirsi uniti in un popolo non Ŕ soltanto forte, inganna, inebria.
-  Qualunque gruppo pu˛ pretendere di essere il popolo anche quando si tratta di una parte di popolo molto ridotta, come quella che vota sulla piattaforma Rousseau o quando i Gilets jaunes che da sei mesi pretendono di essere il « popolo » prendono pi¨ o meno 1,5% dei voti alle elezioni europee. La parte pretende cioŔ di essere il tutto.

Ovviamente ci sono anche buone ragioni per portare avanti le proprie rivendicazioni perchÚ il sistema rappresentativo Ŕ sempre (al meglio) il governo della maggioranza o, pi¨ spesso, appoggia su una minoranza sociologica trasformata in maggioranza politica grazie ai miracoli dei sistemi elettorali. La situazione non sembra particolarmente felice.
-  Ma bisogna essere lucidi : l’unanimitÓ, che sulla carta sembra il sistema pi¨ rispettoso della volontÓ del popolo Ŕ un sistema “blocca-tutto” ed esiste soltanto nelle piccole trib¨ primitive, benchÚ sia attivo anche lÓ dove la ricerca del consenso si trasforma in molteplici veti incrociati : l’Italia ne sa qualche cosa...

Ricordiamoci che l’unanimismo sfocia nella dittatura e soprattutto nella dittatura delle menti. Il populismo, « l’ideologia del popolo » rischia quindi di essere una grande illusione e un inganno. Riconosciamogli per˛ un merito : rimescola le carte e spesso pone fine a quello che il poeta Paul Eluard chiamava « il duro desiderio di durare ».


SUL TEMA, NEL SITO, SI CFR. :

VIVA L’ITALIA !!! LA QUESTIONE "CATTOLICA" E LO SPIRITO DEI NOSTRI PADRI E E DELLE NOSTRE MADRI COSTITUENTI. Per un ri-orientamento antropologico e teologico-politico.

MESSAGGIO EVANGELICO E SANTO PADRE ?! ABUSO DEL TITOLO E MENZOGNA. L’ERRORE DI RATZINGER (E DI TUTTI I PAPI).

FREUD, KANT, E L’IDEOLOGIA DEL SUPERUOMO. ALLA RADICE DEI SOGNI DELLA TEOLOGIA POLITICA EUROPEA ATEA E DEVOTA.

GUARIRE LA NOSTRA TERRA : VERIT└ E RICONCILIAZIONE. Lettera aperta a Israele (giÓ inviata a Karol Wojtyla) sulla necessitÓ di "pensare un altro Abramo"

Federico La Sala


Ce forum est modéré à priori : votre contribution n'apparaîtra qu'après avoir été validée par un administrateur du site.

Titre :

Texte de votre message :
(Pour créer des paragraphes, laissez simplement des lignes vides.)

Lien hypertexte (optionnel)
(Si votre message se réfère à un article publié sur le Web, ou à une page fournissant plus d'informations, veuillez indiquer ci-après le titre de la page et son adresse URL.)
Titre :

URL :

Qui êtes-vous ? (optionnel)
Votre nom (ou pseudonyme) :

Votre adresse email :